La parte del cardinale

di Tiziano Scarpa

Nelle scorse settimane, a Genova, c’è stata una splendida rassegna teatrale, d.verse, il Primo Festival Internazionale del Teatro per le Diverse Abilità, con attori e danzatori disabili.
Venerdì ho partecipato al convegno di chiusura. L’ideatrice e organizzatrice della rassegna, la psichiatra Maria Paola Ferrigno, ha aperto il suo intervento raccontando quel che è successo poco prima di uno degli spettacoli.

Si trattava dell’Anima buona del pianeta Sezuan, un “adattamento fantascientifico-musicale per ragazzi” di Alberto Nocerino e Lidia Pastorino, tratto dall’Anima buona del Sezuan di Bertold Brecht.

I giovani attori erano già in costume e truccati, in attesa di andare in scena.

Dietro le quinte è arrivato il cardinale arcivescovo di Genova, monsignor Tarcisio Bertone, che era venuto ad assistere allo spettacolo e ha colto l’occasione per dare un saluto alla compagnia.

Uno degli attori, un ragazzo affetto da sindrome di Down, indossava una tunica rossa. Anche il cardinale era in tunica, vestito di porpora dalla testa a piedi.

Il ragazzo down lo ha guardato e gli ha detto: “E tu che costume hai? Che parte fai?”

articoli correlati

Mettere in scena la depressione: un’intervista con Francesca Astrei

a cura di Daniele Ruini
"A volte il dolore è talmente profondo che perfino l’amore di chi è intorno diventa un ulteriore peso da gestire". Mettere in scena la depressione: un’intervista con Francesca Astrei, autrice e interprete di “Io sono verticale”

Fortunello e Cirillino e il Terzo Reich

di Davide Panzavolta
Nel 1941 qualcosa va storto: forse una soffiata ai fascisti o qualcuno invidioso del successo, fatto sta che Primo Malagoli viene mandato a esibirsi in Germania: si tratta di una sorta di esilio coatto.

La verità e la biro

Gianni Biondillo intervista Tiziano Scarpa
"La verità e la biro" non sembra un romanzo. È un memoir, un diario, un saggio, un viaggio, una raccolta di aneddoti. O forse, proprio per questo, è un romanzo?

Tornare ad esserci

di Lucrezia Fontanelli
Una grande forza dell’opera è quella di non appiattire tutta la questione su un presente inconfutabile, ma di inserirla in una prospettiva storica presentata senza pedanteria o affettazione. L’eredità del passato non è infatti trattata frontalmente; emerge piuttosto dalla complessità del discorso.

Variazioni sull’estinzione: Gosselin legge Bernhard

di Giovanni di Benedetto e Milène Lang
Ogni mattina, attraversando il Périphérique, il grande raccordo anulare che collega le porte di Parigi alla periferia, mi capita di immaginare la fine del mondo. Dal finestrino della RER, il paesaggio parigino, la Senna, Notre-Dame e le altre immagini-cartolina, si scolla dallo sfondo non appena il treno regionale si inabissa nel tunnel della Gare d’Austerlitz

Silvia Calderoni: un dente strappato come il ricordo

  Un dente strappato come il ricordo; tutto si tiene, tutto traballa: «nonostante che le persone e i luoghi citati...
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: