TBIMK

di Mattia Paganelli

tbmik

Print Friendly, PDF & Email

26 Commenti

  1. Perfetto cortocircuito. Anche se mi piacerebbe sapere da Mattia perché ha scelto questa versione e non quella “the koran is my bible”.

    Versione italiana: il vangelo è il mio corano (o a scelta: il corano è il mio vangelo)

  2. Il cerchio contiene molte possibilità di lettura, da quella letterale (terra-terra, quasi neutra), a quella enfatica (ispirata, fondamentalista), a quella sarcastica (atea – un ghigno seppellirà tutte le religioni).

    Però a rincorrersi in tondo ci potrebbero essere le parole: MY BIBLE IS MY KORAN IS…
    Perfetta reciprocità. E perfetto muro contro muro.

  3. Faccio fatica a capire il senso di questo timbro, Inglès.
    Vuole forse dire che un libro sacro vale l’altro?
    Che in fondo quello che conta è avere una religione?
    Che il nemico vero sono i laici?
    Gli atei?
    I pagani?
    Vuol dire che il nostro rapporto con la Bibbia è lo stesso rapporto che i musulmani hanno col Corano?
    E che perciò occorre comprendersi e venirsi incontro?
    Vuol dire: cristiani relativizzatevi e immedesimatevi nell’altro?
    Cosa vuol dire?
    Della serie SCC (Siamo Circondati dai Credenti).

  4. a tash
    1) vedi biondillo+emma
    2) ma prima ancora di andare alle domande, m’interessa l’operazione di Mattia che è eminentemente poetica. Ovvero lavorare sugli automatismi della lingua, creare interferenze, macchine che cortocircuitano il senso;

    il primo livello è, la frase idiomatica: questo libro è diventato il mio vangelo/la mia bibbia. Frase innocua. Poi si va a prendere il corano, che in termini connotativi non ha più niente di innocuo. Tutta la malafede politica occidentale lo usa come metonimia di fondamentalista, che è sinonimo di terrorista. Allora prendiamo la frase innocua: “il libro X è la mia bibbia” e ci mettiamo “il corano è la mia bibbia”; ma cosi probabilmente è un passaggio ancora troppo “scoperto”, e quindi Mattia lo rovescia: assumendo il punto di vista musulmano (laicizzato): “il libro x è il mio corano”; e a questo punto: “la bibbia è il mio corano”; e i parametri di orientamento adesso sono davvero saltati.

  5. sarà anche poetica e salteranno anche i parametri d’orientamento, ma non tanto, inglès.
    la Comunità di Sant’Egidio per esempio fa convegni su convegni dove mette assieme vescovi e imam islamici e dove si dice che il vero nemico da battere è comune ed è il mondo secolarizzato, sono i laisci, gli atei, la scienza, i comunisti.
    per dire.
    quindi a me questo timbro poetico suona un po’ sinistro, inglès.

  6. In effetti lo è, ma non nel senso che dici tu. Non è un timbro (paurosamente) buonista, insomma. Semmai disinnesca in “buon senso” comune e ci lascia in mano la bomba, ma senza che possa esplodere.

    O no?

    Che ne dici, Mattia? ;-)

  7. Potrebbe esserci cortocircuito (sarcastico?) anche fra:
    – la materia che si tratta (questioni “archeologiche”, per una certa mitologia del moderno e del progresso, e che ora rischia di passare *lei* [la mitologia] [ahinoi] per reperto archeologico);
    – la forma (linguaggio quotidiano e usuale della contemporaneità globalizzata, ammiccamento a simboli e loghi analoghi, ricerca dell’acronimo [meglio se impronunciabile], tutto rigorosamente in inglese…).

  8. no tash, va bene la scuola del sospetto, ma qui prendi lucciole per lanterne, o santi per magnapreti; non mi sembra proprio lontanamente che ci sia, in questo lavoro di Pganelli, un qualsivoglia alito di ecumenismo

    (che ci vogliono fa fuori, poi, tutti quanti uniti, i pretoni della terra, questo è un altro e assai amaro discorso)

  9. scuola del sospetto no, o almeno non sospetto di questo timbro cortocircuitante.
    ma non mi interessa più di tanto, lo confesso.
    come confesso di non riuscire a trattare con ambuiguità, leggerezza, eccetera, temi riguardanti visioni teiste del mondo, “da qualsiasi parte provengano”.
    io ho paura di questa gente, più che altro.
    non mi importa come gli adepti della bibbia e quelli del corano si considerano reciprocamente, so solo che gli uni e gli altri, hanno un unico scopo: imporre la loro visione, la loro etica, a tutti noi.

  10. Allora, a me interessano i ribaltamenti, le contraddizioni che entrano in stallo. Per far questo mi approprio di ogni materiale possibile. La lettura di A Inglese mi pare chiarissima (grazie).

    Quanto alla raffica di domande, posso rassicurare: questa é un’operazione quantomai anticlericale, provocatoria, proprio volta a resistere con l’assurdo a quel ‘SCC’ piu’ sopra. É un’idea nata prima delle famose vignette, ma anche un modo di rispondere a chi si scandalizza perché gli altri si sono scandalizzati… scandalizzare (e scandalizzarsi) non é solo negativo.
    Il cerchio per me era solo un espediente visivo, ma non discordo con i commenti al riguardo.

  11. complimenti per la grafica. noi a milano distribuiamo un badge con il triangolo/occhio di dio. al posto della pupilla c’è l’hot-dog pop di Liechtenstein, e sui 3 lati le 3 parole: GOD HOT DOG

    un altro badge reca scritto speculare: MONOTHEISM? / STEREOTHEISM!

    arroma siamo scoperti…

  12. passerò nolente dall’egolatria al noslatrato. siamo in 4, pollivalenti.
    io linguadsciolta
    Giacomo Spazio picisciolto (airstudio)
    Hans Ebner orecchiosciolto (mythorecords)
    Pietro Spica manosciolta. costui è in USA dipinge e parla al contrario (ha vinto una barca di soldi a Portobello) il ritratto gliel’ha fatto De Carlo (penso in 2 di 2, quello con un occhio azzurro e uno marrone, e Spike si è incazzato perché non gli aveva detto niente e lo “studiava”) PS è il vero anarchico, continua a fare i ritratti di cafiero, malatesta ecc, ci tessera alla FAI da te ecc. a cavallo tra ’70 e ’80 eravamo il Gruppo Sanguigno (poi assorbito dai GS supermarket): lui padre fondatore, io sommo pontefice e Ravezzoli Budda perché non parlava mai né agiva. facevamo roba falsa: manifesti, inviti a manifestazioni culturali, comunicati RB, anche un appello del pope: sorelli delle RB. roba così insomma
    la maglietta con la madonna tipo quelle sopra il letto matrimoniale che in braccio sta cullando un kalashnikov…
    a 0 euro abbiamo rilevato una vecchia tipografia col tirabozze ecc. e facciamo libretti di 44 copie. insomma…

  13. dio mio dio mio perdona l’oro perchè non sanno quanto vale

    Da ateo integralista scrivo che questo circolo chiuso (quello di Paganelli) è molto rappresentativo di questa nuova ricerca di dogmi, nonostante gli stessi siamo ridotti a semplici strumenti di comunicazione, anzi di trasmissione diretta rispondente alla ricerca d’una speranza (concetto quasi mai positivo) vacua e religiosa, quanto impossibile e priva di fondamenta.
    Non è il caso che affermia ovvietà. Rispetto (soprattutto) alla fittizzia e massmediatica proposizione di presunti valori di fedi.

    Il compito degli autori letterari, mi permetto di dire, è quello di creare piacere da contrapporre alle stronzate che i dominatori del Pianeta hanno pensato di buttare nei nostri piatti. Il piacere di leggere è quello di vivere, nonostante le tematiche. E nonostante l’odio assurdo che sta crescendo intorno a tutto il concetto d'”edonismo”, mai raccontato da angolature esiliate dal pregiudizio.

    b!

    Nunzio Festa

  14. http://nochiesa.blogspot.com/

    tash, non so se ti vanno bene anche gli axtei… ;-)

    ecco, vorrei spezzare un’arancia a favore di una persona che troverete in questo blog: Vittorio Giorgini. Compirà 80 anni il 13 maggio. Se vi convince quello che scrive, fategli gli auguri e-mail! (nel ’67 scappo’ dall’Italia, era un neoarchitetto con Michelucci: doveva stare a NY 2 mesi, e ci è rimasto 35 anni – cominciò lavorando con Rauschenberg, poi insegnò sempre al Pratt Institut. In tutta la vita, ha costruito una fabbrica di ceramiche, una casa-balena e una scuola / ecc. ecc. blabla) “Le religioni plagiano” l’ha scritto al ritorno in Italia, dallo choc… Ora non ci vede più, e per un architetto, vero tash? Ma l’ultima volta che l’ho incontrato m’ha fatto una capatanta sul ponte di Messina, nel senso che lo sta progettando da solo, ed è in contatto con Ciampi (!?). Lui dice: sono contrario, ma se si deve fare, allora farlo bene!

  15. no comment.

    anzi, no. sul ponte c’è sempre bisogno di parlare, e dire che una grossa catastrofe in embrione. Certo, non si farà, nonostante Giorgini. ma già arrivare a pensare a una cosa del genere vuol dire aver giocato a tressette e perso i neuroni. E averli dati via tutti.
    Comunque, essere ottantenni e tosti non è una giustificazione quando ci sta di mezzo il fatto di sporcarsi le mani, e la coscienza.
    quindi, chi dice “si – ma – però” è Colpevole.

    Ultimo: per tashtego, se la cosa ti può “rincuorare” sono ateo militante e integralista.

    b!

    Nunzio Festa

  16. per me ateo teo o tao vuol dire poco. Difatti di tre ateisti in fila qui sopra, scommetto che non uno andrebbe d’accordo con un altro. Ergo…

    PS NF però dovrebbe almeno levarsi la gomma prima di parlare…

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

‘O paese

di Giorgio Sica
Ispirato dalla poesia che canta il ritorno al paese, al selvaggio borgo natio che assurge a luogo di purezza ed eroico furore, dove poter amare davvero la donna, liberata dalla retorica stilnovista e tornata finalmente femmina, ho composto un piccolo ciclo di componimenti

Willy e luglio

di Arjuna Cecchetti
Okay, vederla tuffarsi dal pontile non era da mozzare il fiato, le mancava qualche curva nei punti giusti, per lo stesso motivo non mozzava il fiato nemmeno quando risaliva spingendo con le braccia sulle tavole di legno.

Giamaica e malinconie

di Nick Casini
A Winnifred Beach c’è una signora che prepara zuppe bollenti. Non è Cynthia - la ristoratrice che compare con Anthony Bourdain in un episodio di Parts Unknown - ma un’altra signora. Gestisce un chiosco a dieci metri dal mare

Aborto 2022, o “Canti di Natale”

[...] Questa si è infilzata con degli spiedi d’acciaio, è morta dissanguata su una tovaglia di plastica unta, pur di non averne un altro ancora e oltre il sopportabile. Perché c’è un limite, ma chi può sapere quando sopraggiunge?

Vasyl’ Stus e Marina Cvetaeva

di Ornella Tajani
Nella collana DieciXuno di Mucchi dedicata alla traduzione poetica [...] è uscito stavolta un volumetto dedicato non a uno ma a due poeti: l'ucraino Vasyl' Stus insieme a Marina Cvetaeva

Jova Instant City?

di Alberto Giorgio Cassani
Non so se qualcuno l’abbia mai notato o scritto, ma Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, col suo Jova Beach Party ha realizzato l’ultimo degli iconici progetti utopici usciti dalla mente megastrutturale degli Archigram: mi riferisco al celebre progetto di Instant City.
Print Friendly, PDF & Email
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: