Siamo sempre stati separati. Quarto quadro: Gli uomini

di Sarah Kéryna

traduzione di Andrea Raos

– E poi, tutti gli uomini che ti corrono dietro!
Gli uomini che ti dicono che sei carina.
– Oh! Beh sì, ce ne sono! Quelli, non mancano di certo.
– Ce n’era uno che mi aveva detto che somigliavo a un Botticelli, del primo periodo.
Ma io non ci credevo.
Oh no! Dicevo: “Mi racconta delle storie.”

E poi all’epoca si lavorava, ovviamente ho sempre lavorato a Opéra, da Calmann-Lévy, era a Opéra. Allora se guardavi i negozi a quei tempi, c’erano sempre degli uomini che dicevano che volevano regalarti un paio di scarpe. Ah sempre! Sì. Non spesso, eh. Non ti potevi fermare davanti a un negozio senza che… Se eri a piedi, se restavi troppo ferma, ma neanche troppo a lungo, un po’ più del… del solito, eh! Proposta!
Adesso, si fa di meno, eh?
– Ah, sì, no adesso, no! Magari non tanto le paia di scarpe. Ti offrono da bere, è un’altra cosa. Ma se resti ferma troppo a lungo ti abbordano sempre.
– Non è cambiato niente in questo campo, no, è vero. Oh beh, tu poi, ti devono abbordare un sacco.
– Mi capita.
– Altroché.
Con quegli occhi che hai.
– Beh, un po’ come te, trovo che sulla foto, qui, ci somigliamo un po’, tutto sommato.
– Eh?
– Trovo che ci somigliamo un po’ quando vedo la foto.
– Io? I miei occhi?
– Eh no, il colore?
– Il colore.
– Sì. Il colore degli occhi.
– Sì, avevo gli occhi grandi quando ero…
– Beh sì, è così, è per questo che ti dico che c’è una somiglianza.
– Sono così piccoli adesso.
– Per forza, adesso, cosa c’è che è rimasto uguale?
– Oh povera nonna! Cosa sei diventata!
Oh, non importa!
– Beh, sei arrivata fin qui, è già tanto.
E non è finita ancora, eh!
– No.
– No.
– Non è finita, ma non andrà meglio.
– No.
– Andrà peggio.
– Oh beh, magari no…
– Magari no ma insomma…
– Non andrà meglio, sì, è sicuro.
– Non andrà meglio, no.

È strano.

È strana la vita.

(silenzio)

Indice

6 Commenti

  1. Adesso sono le donne che hanno un debole per le scarpe!

    Interessante dipanazione dei dialoghi.
    Promette bene…

  2. Mi sembra, specialmente quando leggo questo brano, che l’autrice faccia prova di una sensibilità acuta. Il personaggio della nonna mi pare toccante.
    Credo che i legami tra nipoti e nonni siano stretti e schietti perché i nonni non hanno la responsabilità dell’ educazione. E’ un legame che tramanda segreti, confidenze, complicità.
    Il brano che tratta degli occhi è bellissimo.
    Gli occhi degli anziani sono velati di lacrime, a volte, fissano un mondo invisibile.
    Mia nonna aveva superbi occhi verdi, molto teneri .
    Lei era sensibile ed intelligente, purtroppo non aveva studiato, avrebbe voluto fare la maestra. Sonava il pianoforte come nessuno. Conservo una memoria fidele della sua musica. Sarah Kérina suggera anche un’idea molto interessante: le signore anziane conservano la loro feminità. Grazia al dialogo ho un’idea precisa del personaggio: lo vedo vivere, muoversi, ridere, piangere. Mi piacerebbe vedere una rappresentazione drammatica del testo.
    Grazie a Andrea Raos : è un lavoro molto interessante.

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Andrea Raos
Andrea Raos
andrea raos ha pubblicato discendere il fiume calmo, nel quinto quaderno italiano (milano, crocetti, 1996, a c. di franco buffoni), aspettami, dice. poesie 1992-2002 (roma, pieraldo, 2003), luna velata (marsiglia, cipM – les comptoirs de la nouvelle b.s., 2003), le api migratori (salerno, oèdipus – collana liquid, 2007), AAVV, prosa in prosa (firenze, le lettere, 2009), AAVV, la fisica delle cose. dieci riscritture da lucrezio (roma, giulio perrone editore, 2010), i cani dello chott el-jerid (milano, arcipelago, 2010), lettere nere (milano, effigie, 2013), le avventure dell'allegro leprotto e altre storie inospitali (osimo - an, arcipelago itaca, 2017) e o!h (pavia, blonk, 2020). è presente nel volume àkusma. forme della poesia contemporanea (metauro, 2000). ha curato le antologie chijô no utagoe – il coro temporaneo (tokyo, shichôsha, 2001) e contemporary italian poetry (freeverse editions, 2013). con andrea inglese ha curato le antologie azioni poetiche. nouveaux poètes italiens, in «action poétique», (sett. 2004) e le macchine liriche. sei poeti francesi della contemporaneità, in «nuovi argomenti» (ott.-dic. 2005). sue poesie sono apparse in traduzione francese sulle riviste «le cahier du réfuge» (2002), «if» (2003), «action poétique» (2005), «exit» (2005) e "nioques" (2015); altre, in traduzioni inglese, in "the new review of literature" (vol. 5 no. 2 / spring 2008), "aufgabe" (no. 7, 2008), poetry international, free verse e la rubrica "in translation" della rivista "brooklyn rail". in volume ha tradotto joe ross, strati (con marco giovenale, la camera verde, 2007), ryoko sekiguchi, apparizione (la camera verde, 2009), giuliano mesa (con eric suchere, action poetique, 2010), stephen rodefer, dormendo con la luce accesa (nazione indiana / murene, 2010) e charles reznikoff, olocausto (benway series, 2014). in rivista ha tradotto, tra gli altri, yoshioka minoru, gherasim luca, liliane giraudon, valere novarina, danielle collobert, nanni balestrini, kathleen fraser, robert lax, peter gizzi, bob perelman, antoine volodine, franco fortini e murasaki shikibu.
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