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Siamo sempre stati separati. Decimo quadro: Roques-Hautes (fine)

di Sarah Kéryna

traduzione di Andrea Raos

– Ti ricordi quando andavamo a Roques-Hautes?
Roques-Hautes, te ne ricordi?

– Oh beh, sì!
Se me ne ricordo!
Ah! Roques-Hautes!
Ah sì!
Di questo me ne ricordo bene.

Oh! Quanto ci si stava bene!
Ci si riposava bene.
Ci andavamo quasi ogni sera.

– Sì, ogni pomeriggio, addirittura.
– Ogni pomeriggio. E poi, mangiavamo lì?
– Sì, la pizza!
– La pizza!
– Ti ricordi?
– Sì, delle grandi pizze.
Ero io che andavo a prenderle.
Delle pizze al forno a legna.
– Delle pizze al forno a legna.
– Ah sì! Di questo mi ricordo.
– Erano buone.
– Ah sì!
E poi, delle volte c’eravamo solo noi a Roques-Hautes,
in quel grande coso… completamente vuoto.
Sembrava Gavarnie, nei Pirenei.
Si sarebbe detto che eravamo isolati
da tutto.

Allora, delle volte, ero angosciata.
Non dicevo niente, ma ero angosciata.

La solitudine,
quei grandi spazi,
verdi,
quella calma.
Ero angosciata.
Sì.

C’eravamo tutti, ma non bastava.

(silenzio)

Poi quando andavamo dove c’era l’acqua. Ti ricordi?
(risate) Voi andavate tutti a lavarvi i piedi.
Poi, era gelata.

– Era freddissima, era a dieci gradi.
– Oh! Si stava bene, comunque.
Eri piccola, tu?
– Avevo sette anni.
– Oh! Sette-otto anni.
Oh! guarda, ti rendi conto, e poi adesso sei una donna.
– Eh sì! Il tempo passa, eh!
– Passa, sì. Non ci si può fare niente.
Davvero siamo appena di passaggio.
– Sì.
– Io, è un passaggio lungo, eh!
– Beh sì, direi!
Attraversare così il secolo.

– Ah sì! Ma me ne rendo conto!
Me ne rendo conto… e non me ne rendo conto.
Non mi rendo conto che sono 90 anni che sono sulla terra,
è… è più grande di me.
È più grande di me, mi dico che non è possibile.
Perché sono… così a lungo.

(silenzio)

– Delle volte sei stufa o sei comunque contenta di…
Ogni giorno di esserci, quelle cose lì?
– Sì, oh! delle volte sono stufa, come… come sono sempre stata stufa, lo sai!…
Dico: “Sono stufa”, e poi non è vero (risate). Oh no!
Sono contenta di vivere!
– Sì.
– Sono contenta di vivere e di vedervi,
di vedervi tutti.
Così come vorrei vedere la mia Claudine,

capisci.
È normale.

Poi, mio nipote.

E poi, sono qui.
E poi vorrei vedervi tutti, insomma.
È difficile. È umano.

Cosa vuoi.

È sempre stato così, siamo sempre stati separati.

(silenzio)

È strano, abbiamo dei ricordi comuni.

(silenzio)

Te ne vai, tesoro?

– No, non ancora.

– Non ancora.

photo of sarah black and white

Indice

13 Commenti

  1. i ricordi in comune, bellissimo!
    e la foto è nostalgica
    come una nota prolungata di violino….

  2. […] 1. Primo quadro: Mio papà, la guerra del 14, i balli, i libri 2. Secondo quadro: Nella stanza della signora anziana: Il Sud 3. Terzo quadro: Rebecca 4. Quarto quadro: Gli uomini 5. Quinto quadro: La fatica 6. Sesto quadro: Campoformio 7. Settimo quadro: (dopo pranzo) Il Fronte Popolare 8. Ottavo quadro: Le donne 9. Nono quadro: Carmen, le carte 10. Decimo quadro: Roques-Hautes […]

  3. La foto mi incanta per il suo aspetto antico, velato e tuttavia luminosa. La ragazza bruna emerge dalla folla dei cappelli come un fiore d’inchiostro. E’belle, misteriosa, scoperta e nascosta. Davanti a una foto, mi chiedo: Quale storia racconta l’immagine?
    Andrea, La foto, dalla quale viene?
    PS Mi piacerebbe procurarmi il libro di Sarah Kéryna, ma incontro difficoltà. Ci sono ancora esemplari?
    Grazie.

  4. La foto ritrae la nonna da giovane (impressionante la somiglianza con Sarah).
    Il libro dovrebbe essere stato ristampato, tra l’altro corredato da cd con la registrazione dei dialoghi. Ti faccio sapere.

  5. Andrea, ti ringrazio. Ahimè! vedo che mi sono sbagliata per l’interprete di Carmen. Ad ogni modo, ascoltare la musica era un puro momento di piacere nella mia giornata di lavoro.
    Un saluto amichevole a Maria Luisa.
    Buona serata a te.

  6. Dal momento che ‘Siamo sempre stati separati’ ha fortemente scassato gli zebedei coi suoi dialoghi verosimili come pinguini all’equatore, vi dono una piccola perla appena composta:

    [Qui non c’è spazio per i tuoi insulsi raccontini e i tuoi insulti. Vai a infangare da un’altra parte. a.r.]

  7. ma certo sono scema.

    No.
    Tu, no.
    Sei delicata e molto simpatica.

    Christian con l’acca, non scherza è un poeta! ;-)

    Questa vaale la pena di ripeterla per la terza volta:

    Falene volteggiavano attorno ai lampioni fuori dalla finestra, una finestra senza tende dalla quale una vela cheta di luce lunare risaliva la corrente nel blando vento estivo e si asciugava ai piedi del letto.

  8. Cosi&come,
    Tu, tu sei gentile e generoso.
    Grazie ancora per la musica che correda il testo.
    Inoltre mi piace l’opera di Bizet: ambiente spagnolo, donna focosa e ardente, sentimenti esaltati.

  9. LE DERNIER POÈME

    J’ai rêvé tellement fort de toi,
    J’ai tellement marché, tellement parlé,
    Tellement aimé ton ombre,
    Qu’il ne me reste plus rien de toi.
    Il me reste d’être l’ombre parmi les ombres
    D’être cent fois plus ombre que l’ombre
    D’être l’ombre qui viendra et reviendra
    dans ta vie ensoleillée.

    Desnos

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Andrea Raos
Andrea Raos
andrea raos ha pubblicato discendere il fiume calmo, nel quinto quaderno italiano (milano, crocetti, 1996, a c. di franco buffoni), aspettami, dice. poesie 1992-2002 (roma, pieraldo, 2003), luna velata (marsiglia, cipM – les comptoirs de la nouvelle b.s., 2003), le api migratori (salerno, oèdipus – collana liquid, 2007), AAVV, prosa in prosa (firenze, le lettere, 2009), AAVV, la fisica delle cose. dieci riscritture da lucrezio (roma, giulio perrone editore, 2010), i cani dello chott el-jerid (milano, arcipelago, 2010), lettere nere (milano, effigie, 2013), le avventure dell'allegro leprotto e altre storie inospitali (osimo - an, arcipelago itaca, 2017) e o!h (pavia, blonk, 2020). è presente nel volume àkusma. forme della poesia contemporanea (metauro, 2000). ha curato le antologie chijô no utagoe – il coro temporaneo (tokyo, shichôsha, 2001) e contemporary italian poetry (freeverse editions, 2013). con andrea inglese ha curato le antologie azioni poetiche. nouveaux poètes italiens, in «action poétique», (sett. 2004) e le macchine liriche. sei poeti francesi della contemporaneità, in «nuovi argomenti» (ott.-dic. 2005). sue poesie sono apparse in traduzione francese sulle riviste «le cahier du réfuge» (2002), «if» (2003), «action poétique» (2005), «exit» (2005) e "nioques" (2015); altre, in traduzioni inglese, in "the new review of literature" (vol. 5 no. 2 / spring 2008), "aufgabe" (no. 7, 2008), poetry international, free verse e la rubrica "in translation" della rivista "brooklyn rail". in volume ha tradotto joe ross, strati (con marco giovenale, la camera verde, 2007), ryoko sekiguchi, apparizione (la camera verde, 2009), giuliano mesa (con eric suchere, action poetique, 2010), stephen rodefer, dormendo con la luce accesa (nazione indiana / murene, 2010) e charles reznikoff, olocausto (benway series, 2014). in rivista ha tradotto, tra gli altri, yoshioka minoru, gherasim luca, liliane giraudon, valere novarina, danielle collobert, nanni balestrini, kathleen fraser, robert lax, peter gizzi, bob perelman, antoine volodine, franco fortini e murasaki shikibu.
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