Juke-box /Pier Paolo Pasolini

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Immagine di René Magritte

Cosa sono le nuvole
di
D. Modugno – P.P. Pasolini

Che io possa esser dannato
se non ti amo
e se così non fosse
non capirei più niente
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

ahh ma l’erba soavemente delicata
di un profumo che da gli spasimi
ahh tu non fossi mai nata
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

il derubato che sorride
ruba qualcosa al ladro
ma il derubato che piange
ruba qualcosa a se stesso
perciò io vi dico
finché sorriderò
tu non sarai perduta

ma queste son parole
e non ho mai sentito
che un cuore, un cuore affranto
si cura con l’udito
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

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  15 comments for “Juke-box /Pier Paolo Pasolini

  1. giampo
    23 luglio 2007 at 13:17

    furlen, pare che tu sia gravemente innamorato…
    nonostante ciò, le tue scelte rimangon eccellenti.

  2. Tino S. Fila
    23 luglio 2007 at 13:26

    Testo indimenticabile, come indimenticabile è il genio di Modugno. Bellissime tutte le versioni (almeno una decina) che ho avuto modo di conoscere e ascoltare, non ultima quella degli Avion Travel.

    effeffe, sei innamorato? ti ha appena mollato? prendi dei provvedimenti: “un cuore, un cuore affranto, si cura con l’udito”: in questo caso, sì.

  3. Rosalina
    23 luglio 2007 at 13:50

    Brindiamo con le nuvole, Effeffe
    Cin Cin, Tin!
    :-)

  4. così&come
    23 luglio 2007 at 15:37

    Che cosa sono le nuvole

    [Oh basta là con tutti questi petits morceaux di corazon….]

  5. cappuccetto rosso
    23 luglio 2007 at 15:40

    ma forse è panna!!!
    Slurp!

  6. effeffe
    23 luglio 2007 at 15:49

    @così&come
    grazie per il link.
    Pur amando gli avion travel (l’ultimo disco danson Metropolis è un vero capolavoro) devo dire che la versione originale di Modugno è più potente.
    Di Pasolini amo anche un’altra canzone, i ragazzi giù nel fosso, ma non riesco a trovare il testo. Cìè qualcuno che può mandarmelo?
    effeffe

  7. Tino S. Fila
    23 luglio 2007 at 16:07

    effeffe, non è che stai parlando di “i ragazzi giù nel campo”?

  8. effeffe
    23 luglio 2007 at 16:20

    memory failure
    hai proprio ragione!
    nel fosso ci vanno i ricchi che i “ragazzi” ammazzano per derubarli dell’oro.
    effeffe

  9. Tino S. Fila
    23 luglio 2007 at 16:53

    Ricordo il testo esatto molto vagamente, ma è bella davvero. Non saprei dove pescarla. Mi sa che l’unica pesona che potrebbe aiutarti, almeno in rete, è Angela Molteni. Bisognerebbe chiederglielo.

  10. bd
    24 luglio 2007 at 02:00

    qui se ho capito bene si può scaricare gratis, teoricamente si potrebbe anche ascoltare prima ma non riesco a farlo:

    http://www.emusic.com/album/Grazia-De-Marchi-Tutto-Il-Mio-Folle-Amore-MP3-Download/10951372.html

  11. ste
    24 luglio 2007 at 09:30

    IMHO La versione più bella è quella suonata e cantata da Stefano Bollani nel CD doppio “I visionari”…

  12. Tino S. Fila
    24 luglio 2007 at 14:21

    Effeffe, perdonami per questo OT, ma la cosa è importante.

    Come mai avete chiuso ai commenti la “bacheca”? Mi sono perso qualcosa nelle ultime ore?

    ‘Azz!!! Che maledetta disdetta, proprio ora che la mia fidanzata doveva fare l’annuncio della nascita del suo fiammante blog!

    Torno IT.

    @ ste

    Bravo, sono perfettamente d’accordo.

    @ bd

    Grazie!!!!!

  13. filippo senatore
    24 luglio 2007 at 19:23

    Lobelia
    Silenzio!
    di Filippo Senatore
    Ascolta Ludmilla che sei nella terra madre
    il vento del nord ovest
    ancora frizzante
    che raggela le labbra
    inerpicate della baia
    di bassa marea
    fresco era il languore
    sulle spalle levigate
    della collina, attraversata da una carezza
    fra i capelli il lampo del tramonto

    Praga
    T’accolse la Moldava maestosa
    con ovattati sorrisi all’imbrunire di Mala Strana
    dalle luci vedi e dalle melodie molli boeme
    t’accolse quel lembo radioso di immaginifico giardino
    merli cadenti che intersecano il palazzo paludato
    il vento risuona radente sulla piazza di Praga

    Tempi di libertà
    E’ stato mietuto il grano
    sui lunghi moli di cemento
    eppure la notte è trascorsa
    i brusii mattutini
    delle dinoccolate file
    tremendo lo sforzo
    nel fare luce nei tuguri
    il giorno accese di fulgore
    il canto tremulo e antico
    italiano a Long Island

  14. lometto manonlopiglio
    26 luglio 2007 at 00:35

    culo chi non dice culo!

  15. Lino Guenda
    26 luglio 2007 at 01:35

    ecco diciamo così diciamolo pure che se alcune coppie diciamo proprio quella sera proprio in quel preciso istante avessero come dire diciamolo deciso di andarsene al cinema diciamo che so io a teatro a un appuntamento con una scatola di tavor diciamo forse oggi ci sarebbe diciamo così un sacco di merda in meno in giro per la rete a postare a mezzanotte diciamo e trentacinque

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