Articolo precedenteUrbanità 7
Articolo successivoIl cuoco è un mestiere pericoloso

dalla camera accanto. effeffe

dedicato a maddalena mapelli

Print Friendly, PDF & Email

15 Commenti

  1. B
    Br
    Bra
    Brav
    Bravi
    Bravis
    Braviss
    Bravissi
    Bravissim
    Bravissimo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Effeffe
    Bravissim
    Bravissi
    Braviss
    Bravis
    Bravi
    Brav
    Bra
    Br

  2. Ho apprezzato il tuo sacrificio a una nuova antropofagia vocale. Con juicio, però, perché ci vuole un po’ a digerirla.

  3. Bellissimo. Una voce che porta in sé la profundità di un fiume, la dolcezza dei ciottoli, la terra del sud come un giardino lavorato, la densità piena delle cose essenziale, forte, la sensualità di un murmuro,
    l’ombra languida del vento, la carezza leggera sul l’ultima parola come
    un orrizzonte di mare sospeso,
    una voce ferma, “rêveuse”, “flâneuse”
    una voce che diventa canto napoletano nello slittamento,
    come un’ armonia, un sogno,
    una voce di viaggiatore e di sognatore.

    Grazie

  4. ma io ti ringrazio. sono commossa. e mi complimento anche qui rubando il commento sopra

    B
    Br
    Bra
    Brav
    Bravi
    Bravis
    Braviss
    Bravissi
    Bravissim
    Bravissimo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Effeffe
    Bravissim
    Bravissi
    Braviss
    Bravis
    Bravi
    Brav
    Bra
    Br

    [maddalena]

  5. Che bella cosa. C’è tutto il Furlen intorno (citazione dai Matia Bazar, modestamente).

    Quoto Véronique. La lingua del flaneur, del “fare flanella”, come si dice nel nord di chi “batte la fiacca”, del viaggiatore. L’autodialetto di Furlen.

  6. Ecco, grazie al sistema (WordPress) due versioni dello stesso commento:

    1. critico affettuoso

    2. sintetico ma non poliestere. (perchè stanco di provare e riprovare a vuoto col tasto “invia”)

    3. questo.

  7. Torniamo alle cose serie, ragazzi: ricomponetevi. Un grande giovane (è nato nel 1913) BORIS PAHOR, con un bellissimo libro “Necropoli” (da leggere! da leggere! da leggere!) ha appena vinto il Premio (simbolico) dei Lettori di “Fahrenheit” su Radio3. Meno male che in giro troviamo ancora qualcosa (di decente) da leggere. Evviva il Grande Vecchio!!!

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

La vie en bleu ( France): laboratorio di scritture

di effeffe
Dossier a cura di Giulia Molinarolo, Patrizia Molteni, Francesco Forlani, Wu Ming 2, con la partecipazione degli “scrittori” dell’atelier condotto da Wu Ming 2 e sostenuto dalla Consulta per gli emiliano-romagnoli del mondo su un progetto di Alma Mater, UniBo. Racconto fotografico di Sergio Trapani

Colonna (sonora) 2023

di Claudio Loi
Come ogni anno eccoci alle solite classifiche, un’operazione che non serve a nulla e proprio per questo indispensabile. Un giochino che serve – così spero - a tenere viva una passione che a sua volta ci tiene vivi e a continuare a divertirci ascoltando musica, cercando di cogliere i nuovi fremiti che arrivano dalle diverse parti del mondo conosciuto.

Lost in translation

di Francesco Forlani
Manuel Cohen che mi aveva voluto nell'antologia mi chiese di provvedere alla traduzione in italiano dei testi scritti in furlèn, nel mio idioletto come del resto ogni poeta aveva fatto per le proprie composizioni in dialetto. È stata la sola volta in cui ho tentato di autotradurmi e sinceramente non so se l'esperimento sia andato a buon fine

Così parlò Malatestra

di Errico Malatesta
Ma è possibile abolir la famiglia? È desiderabile? Questa è stata, e resta ancora, il più gran fattore di sviluppo umano, poiché essa è il solo luogo dove l'uomo normalmente si sacrifica per l'uomo e fa il bene per il bene, senza desiderare altro compenso che l'amore del coniuge e dei figli.

Diaporama

di Enrico De Vivo
La sera del 15 settembre 2022 Salvatore Cuccurullo, maestro di pianoforte di Angri ed emigrato in Veneto circa vent’anni fa per insegnare, stava morendo in un ospedale di Vicenza. Dopo aver ricevuto la notizia, ho trascorso la serata fino a tardi a guardare le sue foto

Limina moralia: Méli Mélo

di Francesco Forlani
Com’è possibile che tra il XIX e il XX secolo, mentre in tutta Europa nascevano i grandi classici, in Italia esce solo un romanzo considerato degno di nota, "I promessi sposi" di Manzoni? Si parte da questa affascinante anomalia per ricostruire il complesso rapporto tra letteratura e musica, delineando i contorni d'una invenzione made in Italy: il melodramma.
francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. , L'estate corsa   Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux
Print Friendly, PDF & Email
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: