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due passi (fare)

Viola

Vendeva specchietti, lucciole e perline
(ma li vendeva lieve)
Lustrava reboanti panzane da lattante
(il desiderio onirico che vero fosse il magnifico)
Ruffiano, aduso a darlo via il sedere
(semplicemente quello era il suo mestiere)
Pensava di essere furbo
(come qualunque giocatore al gioco)
Grugno di similporco, neanche porco vero
(umano il tentativo di travestire il trivio)
Copiava diligente battute e frasi altrui
(mai avuto pretese di essere intelligente)
Cavava il suo buon senso dal noto
manuale del perfetto banale
(la cifra del felice)
Non mi ha mai amato
(l’unica, concreta, flagranza di reato).

tango-scarpe-uomo-copy

Pasquale

Voluta
la vita
come una volta;
e invece piantata
come un arco scosceso,
una vanga,
un’insegna stradale
verso la soglia;
dentro una buca
da risalire
pianto dopo pianto
fino alla balta del cielo.

Le ambigue risonanze dei pasti in piedi.

Poesie di Viola Amarelli e Pasquale Vitagliano

19 Commenti

  1. Bellissimo,

    questo tango poetico,
    tra due poesie
    di leggera illusione
    rifletti
    specchietti
    due passi
    per salire
    sperare
    amare
    con la lumisosa
    seduzione
    di una scarpa
    dentro il cuore
    dell’amante
    o dentro le tenebre
    l’invisibile che gioca
    tra due corpi nella danza.

    L’immagine è un capolavoro.

    PS IL A ( di Viola) è forse troppo nacosto.

  2. m’è molto piaciuta l’ironica danza dell’Amarelli…. però, Viola, pensi che gran fortuna che fosse reo di tal reato, il peccato vero sarebbe stato esser l’*amore* d’un simil *glione!

    quanto alla poesia di Vitagliano devo dire che come sempre la trovo geniale, musicale e sottile, quindi ….

    applaudo entrambi.

    ***

    @effeffe … tacones lejanos? ;-)
    http://www.youtube.com/watch?v=tqJ9263FA-Y

    n.

  3. In realtà questo tango è tutto merito di Pasquale, inaspettato discepolo di Gardel…grazie anche al coreografo e agli intervenuti..l’amor fou è un classico, prima o poi capita a tutti/e, V

  4. essere coreografo è uno dei miei 100 desideri per le prossime vite, nulla come la danza è energia e rigore..forse solo la poesia :-)

  5. Caro Sergio non ricordo dove ci siamo conosciuti (ma seguo il tuo hair-blog). Io sono sempre là dov’ero. Ma non ricordo dove e quando. Con rammarico (tutto mio).

  6. no, pasquale sergio parla proprio di un poeta – un revoltè- che ha per nome i vostri nomi
    effeffe

  7. Grazie D’Angelo, troppo buono. Viola, sì, proprio “radicale”. Grazie a tutti per la vostra stima.
    PS: per Franz e FF, prossima proposta: piatti di poesia (nel senso di cibo).
    Buon Ferragosto. Soprattutto ai mancini.

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francesco forlani
francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux