Tag: Viola Amarelli

Assenza

> è uscito, per Carteggi Letterari, le edizioni,  Assenza di Carlo Bordini; qui la postfazione di Viola Amarelli, e alcuni testi <

Un libro febbrile questo di Carlo Bordini, dove si affollano aporìe che si rivelano complementarità, pacate allucinazioni, rêverie, in un flusso semionirico che procede a cerchi, a ripetizioni, ma nello stesso tempo – che tempo, poi, non è – a scarti e squarci via va più increduli per la dimensione grottesca eppure assurdamente autentica della realtà che si delinea, sempre a sorpresa, in una scrittura liminale, tra sonnambulismo e trance esperienziale.… Leggi il resto »

Auto-antologie-3. Viola Amarelli

di Viola Amarelli

campagna d’inverno

La luce di gennaio che ora è febbraio filtra le foglie

dei sempreverdi

i tronchi con i rami pazienti di vento

questa immane stanchezza di

nuvole in corsa, riepilogo di temporali,

spossa il midollo e la pelle a toccarla si secca

restano, eroi, i cani randagi e le code di uccelli

ci vorrebbe un riposo incessante

un letargo che plachi la crosta e protegga le ossa,

il latte che è inacidito l’hanno

buttato nel pozzo, gli sciocchi.… Leggi il resto »

Francesco Filia, “La zona rossa”

Francesco Filia, La zona rossa

Piazza Municipio

I

Un solo un unico immenso vortice

di teste e corpi tra cantieri infiniti

della metro e cespugli radi di birra e piscio,

l’umanità di tossici e barboni è scomparsa

– per quest’evento di inferriate e plexiglas

proiettili che rimbalzano sull’asfalto

e strie di gas e lacrime nell’aria –… Leggi il resto »

La poesia di Viola Amarelli e l’escatologia del quotidiano – Il caso de L’ambasciatrice

di Daniele Ventre

Nella strana, umbratile e popolosa plaga della scrittura di versi è raro scovare delle opere che mostrino al contempo un’espressa autonomia di discorso poetico e una consapevole e selettiva padronanza critica dei mezzi d’espressione. In una di queste opere, rarae aves della nostrana respublica letteraria – oggi forse non meno eterodiretta e scassata dell’altra nostra repubblica – abbiamo avuto la fortuna d’imbatterci.… Leggi il resto »

da L’ambasciatrice (inediti)

di Viola Amarelli

 

difficile

 

-Troppo difficile da dire

-E tu non dire.

Un riccio rosso, rosari di sabbia
Le vene, l’arterie
L’avviene.

 

 

la candida, l’intatta

 

Cuore bambino dove
la briciola diventa meraviglia
e l’orco resta ucciso grasso
e sciocco
la candida, l’intatta
noncuranza.… Leggi il resto »

Nel debito d’affiliazione

di Lorenzo Mari

Figlio di questo e di quella

Manto, Tiresia. Sei figlio di questo e di quella,
della storia e dell’incesto,
dell’impossibile piacere
di tutti, che è deserto
per chi resta. (O anche
un limbo tratto dall’inferno,
correggendo, lievi, la svista.)… Leggi il resto »

Viola Amarelli – Cartografie della pura presenza

di Daniele Ventre

Mappe per solitari*: questo explicit nominale in corsivo chiude, come suggello e anti-titolo, Cartografie di Viola Amarelli (Editrice ZONA, Arezzo, 2013): una trama di prose poetico-narrative dai titoli parentetici e parentetizzati che si presenta così con la facies di un testo implicitamente palindromo, in cui il tessuto del reale, riversato in un ordito disseminato di snapshots, diventa ologramma speculare di sé stesso.… Leggi il resto »

Baghetta 2013

“A cosa servono i poeti in tempo di bisogno?” – anzi: “Come servire i poeti in tempo di bisogno?”

VIOLA AMARELLI nostra patria


a) Nel 1856 Ciccillo è a Zurigo: ci lavora 4 anni, insegnando al Politecnico di Zurigo; vive in una stanza con dei canarini, ama Nina; scrive come sempre di quello che gli pare importante, le parole.

VIOLA’s knives & αγωγή

di Orsola Puecher

VIOLA AMARELLI

(prendi un coltello)
 
Prendi un coltello-bambina.
Attenta ai mostri. Ai lupi. Ad amici e parenti.
E sconosciuti.
Prendi le forbici – gioia.
C’è il male e c’è la pazzia.
Attenta a non incontrarli, per ora, ora che è
troppo presta.… Leggi il resto »

(tagli)

di Viola Amarelli

bozza 1

Un coltello, da roast-beef. Da decenni taglia affilato. Per caso è della marca migliore, la lega di acciaio all’epoca anche lei la migliore. Roba svizzera. La precisione: i tagliagole a mercede hanno bisogno di lame affilate.… Leggi il resto »

Le nudecrude cose

di Viola Amarelli a. Le nudecrude cose se ne fottono o, più esattamente, restano imperturbabili. Hai voglia  a ricoprirle con tappezzieri, pittori, arredatori. C’è sempre la carta vetrata, al fondo il muro, l’asse maestro. Dietro, l’oceano. b.  Molti, furbissimi, ne profittano occultandole a proprio uso e consumo.… Leggi il resto »