versi che si lasciano trascinare dal lessico, musicali ed eleganti, viranti un po’ sul nero – con cose notevolissime, come il n. 16: “il verso che dà origine al diluvio” commenta già da solo tutto il testo!
Mi spiace, non vorrei farmi l’ennesima nemica, ma la trovo orrenda. Irritante accozzaglia di forzate strampalerie.
Grazie Domenico x questi testi della Pizzi, una delle poche voci alte ed autentiche della poesia contemporanea.
Che meriterebbe da anni di essere pubblicata nello Specchio di Mondadori o da Einaudi, mentre non sempre i titoli che vi figurano lo meritano davvero (le poesie eternamente liceali di Zavoli o di Corrado Calabrò…)
di Andrea Inglese Il mio proposito è quello di avvicinare l’opera di Zanzotto a quella di Francis Ponge, utilizzando quest’ultima come un reagente che sia in grado far risaltare e porre in dialogo aspetti delle poetiche di entrambi gli autori.
di Francesca Matteoni
Nella mia casa conservo una valigetta di cartone dove anni fa ho chiuso un incantesimo. Ne ricordo la fonte: era un lutto per il quale ho rinnovato una delle mie molte e bizzarre promesse infantili.
di Teresa Tommasini
Con un verso di Hart Crane «la memoria, affidata alla pagina, è stata rotta» si apre l’arcipelago di poesie che compongono Isola aperta Isola aperta (Interno Poesia, 2020, pref. Tommaso Di Dio, Premio Gozzano e Premio Internazionale di Letteratura Città di Como Opera Prima).
di Luca Baldoni
Esistono creature che solo d'aria e luce
riescono a nutrirsi, come questa Tillandsia
per ultima arrivata tra le altre sul balcone,
pianta senza radici o aerea o epifita,
proveniente dai fianchi rocciosi delle Ande
o sospesa in inganni di foreste pluviali;
Domenico Pinto (1976). È traduttore. Collabora alle pagine di «Alias» e «L'Indice». Si occupa di letteratura tedesca contemporanea. Cura questa collana.
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Il tono, la musicalità, il lessico: wow!
versi che si lasciano trascinare dal lessico, musicali ed eleganti, viranti un po’ sul nero – con cose notevolissime, come il n. 16: “il verso che dà origine al diluvio” commenta già da solo tutto il testo!
Mi spiace, non vorrei farmi l’ennesima nemica, ma la trovo orrenda. Irritante accozzaglia di forzate strampalerie.
Grazie Domenico x questi testi della Pizzi, una delle poche voci alte ed autentiche della poesia contemporanea.
Che meriterebbe da anni di essere pubblicata nello Specchio di Mondadori o da Einaudi, mentre non sempre i titoli che vi figurano lo meritano davvero (le poesie eternamente liceali di Zavoli o di Corrado Calabrò…)
sono pietre feroci.
grazie, marina, di cuore.