O Màgalo

di Vito Bonito

I sangui i sangui – o Màgalo
canta i sangui
per qui non puoi
passare ma ogni tuo fallire
su le mie fiorire braccia –

o Màgalo
luce piangere perché non so
cantare perché mai luce
per te vedere ne la mia
morte che non muore
ne la mia
sempre illuminata morte
mia per te non vedere
piangere per me
questa luce
questa

***

Suono peso senza
suono mani senza
in fiamme la testa innalzando
la cosa dei sangui per chi
si fulmìna per chi
ne mangia ma tu
non rispondi
nel tronco svuotata
spargendoti fuoco
ne la testa che rumina fiamma
o Màgalo – il volto
senza sembianza fai tenera luce
nei denti
fai cuore fai gridi
o di me sofferenza mi sudi
ti posi
nel dentro di me
ti unguenti ti lumi

la vita non regge
le conosco bene
queste bestioline

***

Sognanze nel corpo
sepolte non nate di noi non risorti
essere siamo
un lago di croci viventi
cosparse di fuoco preganti nel fuoco
nostra miseria di rovi innocenti
gioia promessa di corpi obbedienti
a la luce carboni di così tanto amore
dove nel dentro bruciare indifesi
e non immortali ferite del vostro abbandono

essere noi essere steli
anime in fiamme
lapidi in fiamme
dentro la luce che scende nei cani

e irrespirabili e i tuoi essere cani
per ogni respiro i tuoi
essere tuo – o Màgalo – e tutto
belare tutto belare
il canto tutto il canto
belare
nei cani

***

Fai luogo
fai l’ultimo sguardo
fai segno che no

io sono fiorire
io sono morire i cani
ne la luce qui
non basta l’amore non ha
vita che basta

***

Ne l’ora de la morte morte
l’anima si acende
risveglia come
a la fine di ogni luce

***

Io non voglio più
mangiare
io non voglio
fiorire in questo
corpo che non sa
più fiorire io
non voglio
mangiare
io non voglio più
mangiare ma
essere mangiata
spalancata nel
fiore straziato del sorriso
io non voglio più
fiorire
sapere umano morire
vedermi danzare in questa
infinita paura
e silenzio
e bruciare io
non voglio più
specchi illuminare

e non sapere
non sapere più
mangiare non
sapere quando
andare

fuori da la mente
non sapere
quando adio danzare
dentro
ne la danza del mio
niente

***

Primogeniti e animali
soffiare nel vento

credere possibile ancora
addio

Sentito dire
sentito morire

***

Non aver paura
sono qui

non siamo vivi

siamo salvi

***

Io sto
rannicchiato come un cane
nel suo ventre
io sto come un cane
che non comprende

io sto come un cane
in dentro una lingua inanimata
in uno lamento e non comprendo
perché risplendono
immagini e creature sole
io sto ne la sua carne
e non so che cosa è
sua carne ne la luce
sua carne
perché io sto
rannicchiato ne la luce
e dovunque guardare
io sto sempre
rannicchiato nel suo ventre
e nel suo ventre non finisce
mai la luce

quella luce io non so
perché muore e non muore
io non so e sto
rannicchiato nel suo ventre
piegato nel suo ventre
lamento
piegato
ne la luce del suo
ventre e questa luce
mio fare nutrimento
mia incandescenza e paura
di me suo giardino fare
suo impaurito fiorire
e mancare suo sorriso
morire di suo viso
io non so se mai ritornare
da sue mani non so
dove sue mani e se
risvegliarsi
mani o forme piangenti
che non hanno mani
non hanno dove
perché non c’è più
dove essere umani
non c’è
che uno stare
piegato dentro sue mani
nel suo ventre
e non sapere

quando morire
quando morire
quando perdere fallire
e sorridere nel suo
ventre come un cane
sorridere
ne la luce del suo ventre
sorridere
o niente

da: La Fioritura del sangue (Perrone, 2010)

4 Commenti

  1. o Màgalo – il volto
    senza sembianza fai tenera luce
    nei denti
    fai cuore fai gridi
    o di me sofferenza mi sudi
    ti posi
    nel dentro di me
    ti unguenti ti lumi

    che bella !

    cosparse di fuoco preganti nel fuoco
    nostra miseria di rovi innocenti
    gioia promessa di corpi obbedienti
    a la luce carboni di così tanto amore

    (penso al duecento, a iacopone, o ai vociani, dino campana e clemente rebora).

    Il ritmo suo è superiore.

    Io sto. Tutta, fino alla fine, la leggerò altre mille volte. Anzi vado subito a stamparmela. La incarto e la rubo.

    io non so se mai ritornare
    da sue mani non so
    dove sue mani e se
    risvegliarsi
    mani o forme piangenti
    che non hanno mani
    non hanno dove
    perché non c’è più
    dove essere umani.

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francesca matteoni
francesca matteonihttp://orso-polare.blogspot.com
Sono nata nel 1975. Curo laboratori di tarocchi intuitivi e poesia e racconto fiabe. Fra i miei libri di poesia: Artico (Crocetti 2005), Tam Lin e altre poesie (Transeuropa 2010), Acquabuia (Aragno 2014). Ho pubblicato un romanzo, Tutti gli altri (Tunué, 2014). Come ricercatrice in storia ho pubblicato questi libri: Il famiglio della strega. Sangue e stregoneria nell’Inghilterra moderna (Aras 2014) e, con il professor Owen Davies, Executing Magic in the Modern Era: Criminal Bodies and the Gallows in Popular Medicine (Palgrave, 2017). I miei ultimi libri sono il saggio Dal Matto al Mondo. Viaggio poetico nei tarocchi (effequ, 2019), il testo di poesia Libro di Hor con immagini di Ginevra Ballati (Vydia, 2019), e un mio saggio nel libro La scommessa psichedelica (Quodlibet 2020) a cura di Federico di Vita. Il mio ripostiglio si trova qui: http://orso-polare.blogspot.com/
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