5 comments for “Alfa Zeta pour Alfa Beta (2)

  1. rosario
    28 agosto 2010 at 22:15

    grazie,francesco,per il bellissimo regalo.Come sempre,ti sgorga l’arte da ogni poro

  2. Made in Caina
    29 agosto 2010 at 05:15

    pier paolo perdonalo non sanno quello che affanno.

  3. véronique vergé
    30 agosto 2010 at 12:01

    L’abitante di una città del sud dove le palme sono pagine e il fiume ciottoli delle parole, lotta quotidiano contro la disperazione e la violenza -ogni mattina-era seduto su una panchina alla stazione Caserta, punto del mondo dimenticato dalla nave, non dal treno, e forse si fugge più facile con il treno.
    Ogni sera era seduto e non saliva nel treno. Qualcuno fece una domanda:
    Perché rimani seduto senza fare niente? -In realtà faccio qualcosa: vedo un’isola e mi avvicino un po più. Questa isola è la più bella del mondo. Ancora è un po’ nascosta nella nebbia , ma tra poco sarà nitida allo mio sguardo. L’altro sgrano gli occhi: – Non vedo proprio niente. Solo un binario. In realtà l’uomo dell’isola, perché si sentiva una nuova patria nel cuore, fatta del ricordo della sua propia terra antica e del paesaggio dei libri che avevo letto, inventava una storia.

    Uno scrittore possiede la libertà di creare la sua isola, di bevere il silenzio, di credere all’impossibile, ecco mi sembra la bellezza dell’arte di Francesco Forlani, avere l’avventura nel cuore, portare con lui l’ombra di Rimbaud, scendere lungo il fiume Volturno e sognare altro orizzonte, con
    l’amore della sua terre d’infanzia.

  4. véronique vergé
    30 agosto 2010 at 12:30

    Mi sembra un canto per gli scrittori della libertà, non addormentati, su cavalli,
    delimitando l’isola con mille pagine.

  5. 31 agosto 2010 at 01:09

    Maronna, Francé che bellezza! Che poesia! Uno dei tuoi minifilm più belli , davvero. ( …e Don Chisciotte , il “nostro” don Chisciotte, non morirà mai!)

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