NON RICONCILIATI OVVERO LE VITE IM-POSSIBILI DEL CINEMA ITALIANO

È disponibile, con un rocambolesco doppio omaggio a Straub-Huillet e a Corso Salani, l’ultimo numero di “Filmcritica“, fascicolo monografico sulla dislocazione del cosiddetto cinema italiano. La presente uscita – che contiene conversazioni con Mario Martone, Franco Maresco, Giuseppe Gaudino, Isabella Sandri e Dario Argento – si apre con questa sorta di mappa, o meglio geografia impazzita, curata da Lorenzo Esposito e Bruno Roberti e scritta insieme agli autori che lavorano, per scelta e per istinto, a tracciarne o a celarne le coordinate – e i cui interventi contrappuntano in corsivo il testo centrale (scarica mappa). Il tema è chiaramente quello dell’identità: antropologica e politica – tanto più se invece è tante identità, come in fondo è sempre l’immagine. Da un lato dunque un discorso fatto di torsioni che si arrischiano a segnalare una nuova generazione di registi che hanno meno visibilità, dall’altro un discorso sulla lingua (poetica cinematografica antropologica politica italiana): à rebours.

2 Commenti

  1. Non riconciliati. Mai riconciliarsi. Eppure Straub-Huillet ti riconciliano con il silenzioso movimento del mondo.

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Identikit e reazioni dello spettatore modello del film Educazione siberiana

di Giuseppe Zucco (attenzione, spoiler!) Un testo postula il proprio destinatario come condizione indispensabile non solo della propria capacità comunicativa concreta ma anche della propria capacità...

La norma effimera. Etica e caso nel cinema di Emidio Greco.

 di Stefano Gallerani Gli facevo questo sorriso in questo vetro, che dietro si vedeva la strada con quelli che passavano...

La visione del vuoto – In memoria di Michelangelo Antonioni

(Oggi sono cento anni dalla nascita di Michelangelo Antonioni. Questo lungo saggio di A.G. Cassani, docente all'Accademia di Venezia...

L’insostenibile leggerezza dell’essere registi come Paolo Sorrentino

di Giuseppe Zucco Di cosa puzzerà il male? Di zolfo? Di inferno? Di Zyklon B? Oppure il male ha...

The Social Network: vita (asociale) del fondatore di FB

di Matteo Ciucci Quasi una nemesi divina, una maledizione. Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, il sito che con i suoi...

Togliere gli errata dalla storia (2)

di Rinaldo Censi Dettagli Ecco qui esposto un dispositivo e insieme un piano d’azione. Il lavoro dei Gianikian sembra qui incrociare le...
domenico pintohttps://www.nazioneindiana.com/
Domenico Pinto (1976). È traduttore. Collabora alle pagine di «Alias» e «L'Indice». Si occupa di letteratura tedesca contemporanea. Cura questa collana.