Paesaggio con incendio

di Gianni Biondillo

Ernesto Aloia, Paesaggio con incendio, Minimum fax, 149 pag.

Il tema del ritorno è uno dei topoi più ricorrenti della letteratura di ogni tempo. Se a questo aggiungiamo il contrasto fra città e provincia, siamo in un terreno limaccioso, per eccesso di produzione narrativa, sul quale viene facile scivolare rovinosamente. Ernesto Aloia, invece, piedi ben saldi sul territorio letterario, scrive l’ennesima variazione sul tema con grande maestria e qualità. Paesaggio con incendio m’è parso un romanzo che non cerca il dialogo con i miei contemporanei, ma piuttosto con i maestri nel nostro migliore Novecento, vedi Pavese, che del tema ne aveva fatto una ossessione.

Basta leggerne la trama: Vittorio è uno scrittore che vive in città, ma che ogni anno torna nella casa materna, a Castagneto, sugli Appennini, con la moglie Carla e la figlioletta Giulia, in un paese che appare come l’ossessivo eterno ritorno dell’identico. Sembra che nulla accada, anche se è chiaro, fin dalle prime righe, che tutto covi in silenzio, sotto la cenere di un risentimento antico e malcelato. Vittorio in teoria è a Castagneto non solo per una vacanza estiva, ma anche per portare avanti un progetto di libro del quale in realtà non scriverà neppure una riga. Quelli che furono i suoi compagni di gioco infantile ora sono uomini e donne, colmi di rancori e frustrazioni. La colpa sembra stia nel desiderio di emancipazione dall’aria soffocante del paese, ma è solo una scusa per mascherare il fallimento di un’intera generazione.

Carla, a differenza dalle pulsioni di morte di Vittorio, cerca disperatamente una nuova gravidanza. Perché il mondo deve continuare, fuori dall’immobilismo rappresentato dal luogo dove soggiorna e dal quale vuole fuggire al più presto. L’idea stessa del mutamento terrorizza il protagonista, io narrante che possiede una voce davvero credibile e senza sbavature. Sarà quella inevitabile tragedia che il lettore si aspetta fin dalle prime pagine, come un destino ineluttabile, a rimettere in forse, e in gioco, l’ignavia di Vittorio. Sarà il sacrifico dei più deboli, come al solito.

[pubblicato su Cooperazione, n. 16 del 19 aprile 2011]

Print Friendly, PDF & Email

1 commento

  1. La recensione mi ha incuriosito, comprero’. In questo momento sono alle prese con il 2o dei tuoi gialli di Quarto Oggiaro…

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Il corpo è tutto

di Valerio Paolo Mosco
Olivia Laing ci insegna che il corpo ci disvela, ci rende umani in quanto testimonia la nostra vulnerabilità e con essa l’eroismo di coloro i quali non hanno rinnegato la vulnerabilità.

Quella notte al Majestic

di Romano A. Fiocchi
Fu presso l’Hotel Majestic di Parigi, nell’imponente avenue Kléber, che nel corso di una serata organizzata dai ricchi coniugi Schiff si riunì un’incredibile schiera di artisti e di intellettuali. Tutti per assistere all’incontro tra due giganti della letteratura: Marcel Proust e James Joyce.

Palo luce 33

di Anna Caldara
Me l’ero conquistato quel palo a suon di scazzottate con le altre puttane della zona, tutte straniere con tanto di papponi al seguito che però non si immischiavano e ci lasciavano sfracassare tra noi mignotte.

Istoria del piccolo Iom

di Salvatore Enrico Anselmi
Caro lettore, questa che mi accingo a raccontare è la storia del piccolo Iom che da indifendibile passò a miracolato. Non ti crucciare se gli eventi ti faranno sgranare gli occhi, portare le mani alle orecchie per non poter più sentire, premere la mano sulla bocca per trattenere le parole, perché di fantastica ma vera storia vorrei narrare.

Acqua, minerale

di Saverio Marziliano
"Si chiedeva quanti e quali fossero i motivi di chi era partito, il loro stato d’animo, i sogni, le speranze e le aspettative. Sarebbero tornati? Il mondo che avevano trovato fuori dalla città era come immaginavano?"

Tungsteno

di Fabio Rodda
"Fuori era ancora buio. 24 sottozero, diceva il termometro sulla porta di casa. La pelle si tende fino a rompersi, se non la copri con il grasso di foca o di balena." Eccovi il nostro racconto di Natale davvero poco natalizio.
gianni biondillo
GIANNI BIONDILLO (Milano, 1966), camminatore, scrittore e architetto pubblica per Guanda dal 2004. Come autore e saggista s’è occupato di narrativa di genere, psicogeografia, architettura, viaggi, eros, fiabe. Nel 2011 il romanzo noir I materiali del killer ha vinto il Premio Scerbanenco. Nel 2018 il romanzo storico Come sugli alberi le foglie ha vinto il Premio Bergamo. Scrive per il cinema, il teatro e la televisione. È tradotto in varie lingue europee.
Print Friendly, PDF & Email
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: