L’orecchio della pecora

20 settembre 2011
Pubblicato da

di Helena Janeczek

C’è stata l’irruzione dell’imprevisto nella moria protratta dell’era Berlusconi, nell’inflazione di sempre nuovi nomi di donne, mediatori, inquirenti. Sono giorni che in rete – su Facebook in particolare – continua a propagarsi l’intervista alla escort Terry de Niccolò, e nella foga dei commenti resuscita un sentimento riversato ormai quasi per consuetudine e senso del dovere su Silvio Berlusconi in persona, persino quando viene intercettato mentre dice di governare a tempo perso. Scandalo: nel senso della pietra d’inciampo o della botta in testa inattesa.
Tommaso Pincio, uno degli scrittori più sensibili alla lingua e a quanto rivela il modo in cui la adoperiamo, avendo preso da tempo a cimentarsi sulla sua bacheca come “umile trascrittore” del sermo berlusconiano, ha trascorso una giornata a sostituirlo con un florilegio delle frasi di Terry, riportandole in annunci distinti, un po’ alla volta.
“Lui non paga un cazzo; è la gente che si fionda da tutte le parti. Lui apprezza, perché è un esteta.”
“È la legge del mercato: più in alto vuoi andare più devi passare sui cadaveri. È così ed è giusto che sia così. Però qui non viene capito perché c’è un’idea cattolica.”
“Quando sei onesto non fai un grande bis-nis; rimani in piccolo.”
“Io dico che questa definizione della donna-tangente è sbagliata, perché comunque è da che mondo è mondo.”
Una donna senza peli sulla lingua (senz’altro però estirpati altrove), convinta che sia da pecore guadagnare duemila euro al mese e uno scrittore che si industria per racimolarne un po’ di meno. Pincio la pecora, non fa altro che applicare il suo orecchio, il suo diverso “senso estetico”, al ruggito della leonessa sedicente. Basta questo per fare critica. Per ricondurre i discorsi del potere entro i loro limiti, basta trascriverli alla lettera.

pubblicato su L’Unità, 20 settembre 2011.

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85 Responses to L’orecchio della pecora

  1. enrico gregori il 20 settembre 2011 alle 10:31

    insomma, riassumendo, è difficile far comprendere la filosofia della pecora a chi abbraccia solo quella della pecorina.

  2. francesco pecoraro il 20 settembre 2011 alle 11:44

    non sono portato a ironizzare sul lucido discorso di Terry, perché ci vedo messi bene in fila gli elementi dell’ideologia della destra berlusconiana, mai proclamata apertamente, mai detta chiaramente, ma capace lo stesso di impregnare quasi un trentennio di vita nazionale. ora arriva una puttanella che ce la spiattella punto per punto, freddamente, ordinatamente. direi che, dopo lo stupore iniziale, gli elementi di riflessione non manchino.

  3. diamonds il 20 settembre 2011 alle 12:21

    non attacca.Secondo me è una di quelle interviste nate per confondere le acque.Nemmeno nei media di paese è concessa agli alienati una telecamera in cui sbandierare ai quattro venti il proprio delirio.Figuriamoci dare un risalto così ampio su scala nazionale a una che,come si dice da queste parti,non sa neanche dov’è messa

    http://team.fatal1ty.free.fr/Damn%20That%20Music%20Made%20my%20Way/La%20rue%20ketanou/Ouvert%20A%20Double%20Tour/06.%20Qui%20Dit%20Mieux.wma

  4. helena il 20 settembre 2011 alle 12:54

    Anche me invece sembra che sa benissimo dov’è messa. E che il discorso di Francesco non faccia una grinza. Il re nudo, anzi denudato da una delle sue puttane. Perché a questo punto mi pare più importante tendere l’orecchio alle Terry. Gente come lei – uomini e donne – ci saranno a prescindere dall’ultilizzatore finale e sono più agguerriti di chi è nelle condizioni di trovarsi la pappa pronta. Non parlo solo di commerci in carne, nel caso che non fosse chiaro.

  5. Pisacane il 20 settembre 2011 alle 13:19

    L’autoreificazione è diventata l’espressione dell’unica libertà di successo, quella di vendersi come una bestia da soma, in assenza di sensibilità umana, di empatia, di rispetto di sé. La miserabile Terry De Nicolò, con il suo elogio della disumanizzazione, è il prodotto di una vita senza spirito e senz’amore. Se non sai cos’è una carezza, cos’è un abbraccio, quanto amplia lo spirito apprendere e dare ragione, quanto rischiara la mente conoscere le storture di questo mondo e quanto illumina il cuore operare per ridurle, se non sai tutto questo puoi anche ridurti a fare l’elogio del fango, illuderti di essere invidiata perchè commerci la tua intimità con laidi figuri capaci di vendere figli e madri per una villa in più, puoi anche gridare al mondo la tua coprofagia e vantartene, poverina.

  6. georgia il 20 settembre 2011 alle 13:22

    helena, ma persone come tarantini e come terry che lo ammira tanto e lo imita usando il poco che ha a disposizione, ci sono sempre state.
    Tu vuoi dire che sono diventate la classe emergente? la classe dirigente del domani? Certo se berlusconi (o chi per lui) resiste è probabile che sia così. Queste persone non sono nulla, sono solo volgari e disoneste, ma berlusconi le ha inserite nella classe imprenditrice, nella classe intellettuale, le ha innalzate alla dirigenza del paese. Non è però un fenomeno nuovo, le società dove c’era un re assoluto con una corte funzionava più o meno così, alle favorite del re (e ai tirapiedi e lenoni personali) veniva dato un titolo, prebende e appalti. In democrazia naturalmente non accade così. Ma noi non siamo più in democrazia. Se tornasse una parvenza di democrazia sinceramente non credo che terry risulterebbe davvero agguerrita, non mi sembra abbia unghie reali soprattutto non mi sembra abbia i veri numeri (compreso la bellezza) per mettere a frutto la sua arroganza e spregiudicatezza, però tutto può essere.
    Secondo me ha ragione diamonds, senza telecamere la terry non eisterebbe, e la telecamera non se l’è conquistata le è stata offerta (forse imposta) da chi ha interesse che il mondo appaia come lo descrive lei, ma chi sta dietro la telecamera se ne frega delle terry …
    La ragazza non a caso cita sgarbi (è un dettaglio da non sottovalutare) sgarbi ha cominciato così la sua carriera, grazie ad una telecamera che gli permise di sputare veleno contro Zeri (che gli aveva tolto il saluto per sue azioni inqualificabili) Sgarbi ha fatto carriera così, ma era l’inizio del berlusconismo (e berlusconi aveva bisogno di sgarbi) oggi siamo al tramonto e di terry sentiremo parlare per poco (almeno me lo auguro).
    geo

  7. alcor il 20 settembre 2011 alle 13:56

    la classe emersa

  8. genseki il 20 settembre 2011 alle 14:10

    a georgia

    La “ragazza” non a caso cita anche la “morale cattolica” con gran dispetto. Che sia dell’UAAR anche lei?
    E Naná? Nessuno piú si ricorda di Naná la figlia di Gervaise e di Lantier?
    genseki

  9. Domenico il 20 settembre 2011 alle 14:28

    Non stigmatizziamo la cara Terry, rischieremmo di perdere parti del paesaggio. Questa persona, come molte altre, è figlia del suo tempo; questo tempo, a sua volta, seleziona darwinianamente, mi sembra, i caratteri che meglio si adattano alla bisogna, in questo caso, forse, l’acquisizione di favori, la possibilità di facili guadagni, ecc. e tutto questo ha come risultato, in definitiva e come si dice in biologia, una fitness migliore, per se e per i propri congiunti. Questo è il paesaggio: si accetta o non si accetta. Il punto è che bisogna prima di tutto scegliere e stare coerentemente con le proprie scelte (e non, nevroticamente, in mezzo), e poi però rendersi conto che se ci si chiama fuori dalla “moda dei nostri tempi”, siamo come agnelli fra i lupi.

  10. georgia il 20 settembre 2011 alle 15:03

    La “ragazza” non a caso cita anche la “morale cattolica” con gran dispetto. Che sia dell’UAAR anche lei?

    Non credo proprio, anche se alcuni dell’Uaar sono anche berlusconiani, però avevo notato anch’io la frase, che tra l’altro ci stava come il cavolo a merenda (anche perchè i cattolici bacchettoni sono, o fino a ieri sono stati, quasi tutti con berlusconi, basta pensare alla farsa del family day). La cosa interessante del terry-pensiero è che è un pensiero-collage troppo “perfetto” (adatto alla bisogna) per essere vero, non credo che sia tutta farina di quella povera ragazza, penso che qualcuno le abbia scritto il copione e le abbia insegnato la parte (che recita con bocchina arricciata come tutte le bambine di berlusconi). E mi sorprende molto che in rete siano in tanti, anche a sinistra, a voler dare quasi dignità politica (qualcuno filosofica), anche se in negativo, a questo banalissimo e scontatissimo discorso.

    Penso che questo faccia parte del fenomeno diffuso in rete e che cioè ormai tutti preferiscono i prodotti preconfezionati e taroccati a quelli veri da analizzare (l’analisi costa fatica), preferenza che rende le persone strumentalizzabili e facili prede, soprattutto delle bufale.

  11. georgia il 20 settembre 2011 alle 15:37

    l’altra frase significativa (su cui meditare) è anche quella sul povero, romantico e squattrinato frisullo, politico schifato persino dalla lobby delle escort.
    Insomma nel Regime dittatoriale della komunicazione ogni occasione è buona per sputtanare la sinistra, anche quando questa cade nella rete della MVSB (milizia volontaria per la sicurezza berlusconiana) armata di sola patonza ;-)

  12. genseki il 20 settembre 2011 alle 16:21

    a Georgia,

    infatti, è quello che pare anche a me, e condivido la tua analisi che tra l’altro dimostra che non hai dimenticato il vecchio Èmile. (Io avevo invece dimenticato, colpevolmente Frisullo).

    A Domenico,

    io, latinamente, avrei detto agnelli tra le lupe.

    genseki

  13. angelo il 20 settembre 2011 alle 17:46

    va notata pure la complicità dell’intervistatore, soprattutto sulla battuta finale, quella su Frisullo, ammiccamenti, assenso vistoso, risata a traino

  14. giuliomozzi il 20 settembre 2011 alle 23:08

    Georgia, scrivi che “i cattolici bacchettoni sono, o fino a ieri sono stati, quasi tutti con berlusconi”.

    Se guardi questo lavoro della Swg, vedi che non è esattamente così. Nelle ultime elezioni (le regionali), i cattolici praticanti hanno votato in questo modo:
    – centrosinistra 37,9% (contro il 43,9 dell’intera popolazione);
    – centrodestra 51,6% (contro il 47% dell’intera popolazione);
    – Udc (che era alleato in certe regioni con questi e in altre con quelli) 7% (contro il 5,1% dell’intera popolazione);
    – nessuno (non hanno votato) 37% (contro il 39% dell’intera popolazione).

    Quindi: al di là dell’impossibilità di definire esattamente che cosa sia un “bacchettone”, sul conto dei soli cattolici praticanti si può dire che un po’ più di metà di essi “sta con Berlusconi”. E “un po’ più di metà” è molto meno di “quasi tutti”.

  15. helena il 20 settembre 2011 alle 23:10

    Va bene, georgia. Supponiamo che Terry reciti quel che l’è stato suggerito da altri. Non cambia molto, secondo me.
    Non sto dicendo (e nemmeno Francesco) che quella sia la reatà e la verità. Ma è la rappresentazione (magari simile a un reality) di ciò che molti credono che lo sia.
    Certo, in una democrazia più sana e salda è difficile che si diffonda e si radichi così tanto il pensiero che la vita debba essere una finta lotta darwiniana a colpi di zoccole, ricatti e mazzette.
    Eppure, grazie alle trasformazioni economiche degli ultimi vent’anni, anche da altre parti del cosidetto mondo avanzato, esiste sempre meno lavoro e ancora meno lavoro degnamente retribuito (alle pecore, ma forse anche agli arieti, 2000 euro possono bastare, grazie!), soprattutto per chi nasce in certe classi (ma sempre più anche per gli altri).
    Da questo possono nascere grandi proteste collettive o riots violente. Ma anche farsi largo quel modello lì. Secondo l’ideologia che ognuno lotta da solo, ma alla fine diventano esercito coloro che si muovono in questo modo.
    Non lo dico con rassegnazione apocalittica, tutt’altro. Ma credo convenga esserne consapevoli, senza minimizzare, senza pensare che basti per ridimensionarlo un misto di sdegno e “povera cretina”. Detto senza polemica con te, perché capisco la tua reazione e apprezzo i tuoi rilievi.
    Chi se ne frega della terribile Terry che certo scomparirà presto dalla ribalta mediatica, e se possiede un minimo dell’intelligenza ferina che mette in mostra, dovrebbe tra non molto mettersi alla ricerca di qualche pollo panzutello di provincia ricco q.b. per starsene a casa come le racchie. La domanda è: come facciamo a bonificare la palude in cui prosperano quelli come lei, Tarantini ecc?
    Temo che anche il governo più saldamente democratico, questa questione non possa risolverla…(sebbene sarebbe il benvenuto. Domani mattina)

  16. AMA il 21 settembre 2011 alle 00:16

    Ma io dico… Un italiano medio guadagna 1100/1200 euro al mese. Netti. Forse con gli straordinari. L’unico dato interessante dell’intervista e’ che se non hai la Partita Iva e guadagni piu’ di 2.000 euro al mese non puoi permetterti una Escort, quindi e’ meglio che te ne stai a casa. Al massimo puoi farti ogni tanto una trans che batte ai margini delle tangenziali.

    Ovviamente dall’Imperatore Esteta ci si presenta con abiti firmati e gioielli per il rimborso spesa.

    Mi torna tutto. Nessun copione, solo vita vissuta. L’unica cosa che mi lascia perplesso e’ che la bella signora compri Prada. Avrei detto Luisa Spagnoli.

  17. helena janeczek il 21 settembre 2011 alle 00:37

    A semplice rigore estetico, io avrei detto Oviesse…

  18. AMA il 21 settembre 2011 alle 00:52

    :-)))

  19. Mariateresa il 21 settembre 2011 alle 01:17

    Servizio del Tg4 notte: signora signora, cosa non sopporta del giornalismo? Basta con tutto questo gossip, è la risposta della signora, individuata tra i berluscones, è chiaro…gossip gossip gossip, ovvero intercettazioni…segue servizio sui cinesi che si stanno comprando tutte le nostre città;largo spazio poi alla magistrata che se ne va in barca a vela pur essendo in malattia (magari è una malattia che le prescrive aria di mare)….Cara Helena, io sono molto allarmata dal discorso di Terry De Nicolò: non è un discorso da poco, ha radici fasciste, chiaramente di destra, tipiche di una borghesiola barese ignorante e mercantile…certo, a me che ora sono senza lavoro avere duemila euro al mese sembrerebbe già la pacchia, ma questi parlano di 20mila euro al mese; Tarantini invocava consulenze per 40, 50, 60mila euro al mese e non si capisce perché (e i giornalisti ci si stanno rompendo la testa, com’è giusto che sia) tra tante famiglie in difficoltà, l’imperatore (ma la signora, non ventenne, diciamo quarantenne…) non disdegna le marchette di sinistra anche se ci ride insieme all’inviato del leghista…) abbia scelto proprio la sua…quanto al silenzio dela chiesa, ma chi va a scoprire gli altarini dei vescovi? Questa qua è amica di Tato Greco, un ignorante eletto al parlamento europeo e già consigliere regionale a 20 anni (con 13 mila euro al mese, si sa agli inizi), nipote di Matarrese , costruttori leoni con vescovo d’ordinanza…guardate che questa va a messa in via Sparano come Sgarbi del resto che viene citato, non a caso, come fosse D’Annunzio d’oggi…attenti eh, questi sono i fascisti, non se ne sono mai andati…Da brivido.

  20. natàlia castaldi il 21 settembre 2011 alle 02:12

    no, Helena, sei male informata, all’oviesse ci compra la sottoscritta, la signora con una marchetta veste griffata, dunque agghindata si procura altre marchette, e così via. Vuoi mettere? Poi non so se hai notato come le grandi case di moda sembra proprio che cuciano orrendi abiti in serie per marchettare chic, a me pare che questa sia una questione ormai di costume, quasi da ostentare, con una volgarità volutamente esibita, direi pure sbattuta in faccia. Una ragazza che si trovi a sfogliare un giornaletto di moda, cosa vede? Coetanee, spesso appena maggiorenni, praticamente agguantate in mini vestiti che non lasciano molto all’immaginazione, ma soprattutto “stoccate” in pose al limite dell’osceno, con allusioni ad una sessualità estrema, spesso violenta, in cui il gioco delle parti spazia dal ruolo di dominatrice (!? such an illusion) a quello di “carne in scatola” pronta per l’uso (e getta).
    Sarà molto difficile scardinare le coordinate psicologiche di questi orrori, anche dopo il verme.

  21. Vincenzo Cucinotta il 21 settembre 2011 alle 08:13

    Che la Terry sia stata ben imbeccata a recitare una parte, o che invece operi per conto proprio, fa ben poca differenza.
    Ciò che conta è che ciò che ella dice è “dicibile”, che insomma, anche se genera in qualcuno sdegno, trova anche orecchie solidali.
    Per chi ha una certa età come me, fa senso come ciò che si è sempre fatto, ma una volta si teneva ben nascosto perchè unanimamente considerato vergognoso, venga ora esposto con grande veemenza e determinazione.
    Certo, non voglio sottovalutare l’influenza personale di Berlusconi, ma forse sarebbe il caso di scorgervi un destino del liberalismo.
    E’ davvero così differente la vita di una prostituta rispetto a quella di un manager, visto che per entrambi, ma io direi ancor più per i manager, tutto è denaro?
    Politicizzerò in maniera parossistica, ma a me parte davvero che tra festini e prestazioni da macelleria di lusso, sia lo stesso sistema di mercificazione nel suo complesso che celebri i suoi funerali, certo nè veloci nè indolori, ma la direzione sembra tracciata: se il denaro è la misura di tutte le cose, risulta alla fine impossibile isolare anche solo aspetti privati da tale mercificazione.

  22. georgia il 21 settembre 2011 alle 09:49

    terry nicolò ha già rilasciato altre interviste in questi anni (da dopo frisullo che grullo madornale se ne era pure innamorato) e sarebbe interessante collazionarle, metterle una accanto all’altra e analizzarle.
    All’inizio non l’avevo neppure riconosciuta, è cambiata molto, sia fisicamente che … intellettualmente ;-), è una brava attrice naturale sa saltare dal ruolo lacrimoso e vittimista a quello aggressivo definito da helena ferino, e che tanta ammirazione sembra suscitare stavolta.
    Il liberismo, e il modo, primitivo e naturale, di pensare di terry, è nella natura delle cose, ogni società lasciata a se stessa diventa primitiva, crudele e stupra deruba sfrutta il più debole, si inchina e lusinga il forte e il più potente, è così dall’antichità ad oggi, l’uomo, che come animale ha il dono di saper ridere e la capacità di cambiar le cose, ha lottato secoli per porre limiti alla parte brutale (il socialismo e il primo comunismo sono state le punte più alte di questo tentativo) ma ogni tanto si distrae e …. si trova ad ammirare cazzate come quelle ripetute a pappagallo dalla terry che a suo tempo aprì anche un blog dal nome terrybile … tre post stitici e lacrimosi e poi lo ha chiuso: si vede che nessuno le scriveva la parte ;-)
    La cosa di terry che ho trovato formidabile è che è l’unica ad aver avuto il coraggio di dire che tra destra e sinistra c’è ancora una grande differenza, certo lei ha segnalato solo la differenza che come un animaletto egoista riesce a recepire …: La sinistra è loffia, noiosa e NON paga, …. la destra invece ;-)
    geo

  23. Il Maggiordomo di L.M. il 21 settembre 2011 alle 12:33
  24. Massimo Cortesi il 21 settembre 2011 alle 12:38

    Cara Helena, avrei bisogno di contattarla per una iniziativa organizzata da Arci con una biblioteca della bergamasca. Può scrivermi alla mail cortesi@arci così le mando i miei recapiti telefonici

  25. Massimo il 21 settembre 2011 alle 13:13

    Che reciti o no (ma anche se recitasse non cambierebbe nulla) il discorso della signorina è di una lucidità esemplare.
    Mi vien da ridere a leggere nell’ultimo commento che Terry comesichiama (sì, non m’interessa neanche scrivere il cognome) è l’unica a vedere ancora una differenza tra destra e sinistra …
    E anche questa volta il commento è lucidissimo.
    La sinistra è loffia e non paga. Non ne dubitavo.
    Il problema non è la realtà ripugnante che la principessina rivela: il problema è il fascino che questa ripugnanza emana.
    E’ l’approdo definitivo delle leggi umane di sopravvivenza. E’ l’abolizione della necessità di ogni sentimento d’amore visto in generale come una estensione della proprietà privata.
    E’ il meccanismo perfetto della selezione naturale, per cui sopravvivono i più adatti. Il problema però, a livello ecologico, è che se in un ambiente proliferano solo predatori sono guai. Alla lunga rimangono solo loro e si sbranano a vicenda.
    Il punto non è quello che dice o pensa una zoccoletta d’alto bordo (non c’è altro modo per definirla, e immagino lei stessa ne sia consapevole):
    signori e signore, il punto è COSA DECIDONO DI FARE LE PECORELLE.
    Farsi sbranare o ribellarsi.
    Quando ci si renderà conto, una buona volta, che questo è un conflitto di classe, e che anche dietro le parole di una Terry qualunque questo conflitto si rivela, sarà un buon inizio… se non è troppo tardi.

  26. Gilda Policastro il 21 settembre 2011 alle 13:21

    Due considerazioni a margine: le escort, certamente, sono sempre esistite (così come non appartiene solo al berlusconismo la classificazione delle donne in “disponibili” e “decorative”), ma è la parte politica che ci governa attualmente ad averle portate agli onori della cronaca, una cronaca che non è affatto mero gossip come dice la signora al tg4, ma sostanza stessa della vita del nostro presidente del consiglio (che sfacciatamente dichiara di svolgere l’attività governativa “a tempo perso”), e dunque del nostro paese. Il problema grosso a livello politico è quello posto nei mesi passati con ostinazione persino fastidiosa da “Repubblica” (a partire forse dalle lettera di Veronica Lario, che scritta all’indomani del caso Noemi Letizia ma alla vigilia di ben altri scandali, assume tutto un altro valore di protesta politica: forse l’unico vero atto di pubblica protesta nei confronti della vita dissoluta dell’Imperatore – mi pare che anche l’ex moglie si fosse espressa in questi termini): quest’uomo è malato, quest’uomo mente, quest’uomo è ricattabile e continuamente ricattato, con l’evidenza (anche in mancanza di una sua esplicita dichiarazione) che in politica sia entrato per garantirsi l’immunità e l’impunità. Le escort sono sempre esistite, come esistono le donne che aspirano ad andare in tv a fare le troniste (ulteriore degradazione rispetto alla tradizionale velina che almeno, minimamente, ballava), cioè a guadagnarsi una stagione di comparsate televisive senza saper fare assolutamente nulla. La trasmissione pomeridiana di Maria De Filippi è, anzi, un inno continuo a questo tipo di vita cafona, con le macchine grosse, i vestiti griffati, le abbronzature perenni. E magari molte delle nostre amiche di provincia pensano davvero che non si possa andare in giro con le collanine “pezzenti” e che vestire “minimo Prada” sia il livello non negoziabile del “decoro femminile”. Il problema è che questa concezione sia diventata, ripeto, sostanza ideologica della vita pubblica del nostro paese e più in generale filosofia di vita unica o dominante, perché a fronte di questa esaltazione “femminile e decorativa” delle frivolezze estetiche, c’è l’idea anti-etica che la ricchezza sia un valore in quanto tale, e anzi l’unico valore da perseguire, al di là del piacere che se ne può ricavare. Perché poi che ci si diverta per davvero, anche al di là della morale cattolica, alle feste dell’Imperatore, non sembra abbia l’ardire di sostenerlo nemmeno la Terry di turno. Riporto la domanda di un amico col quale mi sono ritrovata a commentare, insieme a tantissimi altri, evidentemente, la famigerata intervista, in questi giorni: dato per assodato che Berlusconi non si sia inventato il berlusconismo, ma, caso mai, il contrario, quando e se usciremo da questo volgare e stomachevole circo-immondezzaio, cosa sarà capace di inventarsi (dopo il sostegno al fascismo, al craxismo, al berlusconismo), la benemerita borghesia italiana.

  27. Edoardo Acotto il 21 settembre 2011 alle 14:38

    Concordo pienamente con Gilda e mi preoccupo più per il futuro ignoto che per il presente squallido e noto. Il personaggio concettuale della Escort è solo Spettacolo, Rappresentazione.
    C’è del marcio nella sovrastruttura, ma nella struttura la putredine è totale.

  28. detec il 21 settembre 2011 alle 16:17

    @ Policastro e se fosse questo il problema che non c’è ad oggi una vera borghesia italiana, ma rimasugli di ceti bassi e alti?

  29. francesco pecoraro il 21 settembre 2011 alle 17:25

    concordo con detec.

  30. Mariateresa il 21 settembre 2011 alle 17:34

    Rimane il fatto che la borghesia e i suoi addentellati è di destra…purtroppo!

  31. alcor il 21 settembre 2011 alle 18:02

    e io concordo con detec e pecoraro, mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse cosa si intende qui per borghesia. si parlava, ed era già una definizione vecchia, di borghesia imprenditoriale, borghesia delle professioni, borghesia intellettuale.

    Non è una domanda oziosa, al contrario; poiché si è sempre detto che in Italia non c’è mai stata, questa famosa borghesia, e alla sua assenza si attribuiscono ogni tanto i problemi etici e strutturali e culturali del paese, il fatto che adesso sia lievitata fino a coprire più del 50% del paese, come dire, mi perplime

  32. Edoardo Acotto il 21 settembre 2011 alle 18:29

    Rispetto a quelle europee fa schifo per ignoranza, assenza di valori, servilismo ecc., ma ciò non toglie che sempre di borghesia si tratti. De Rita poi può ricamarci su quanto vuole: come dice Casati, negoziare i concetti è il nucleo filosofico di ogni attività intellettuale.
    Gilda per “borghesia” intendeva evidentemente quei simpatici signori che hanno votato Berlusconi per non pagare troppo capital gain sui loro milioni investiti in borsa. Ne conosco qualcuno: se non sono borghesi, di certo non sono proletari, e ho smesso da un pezzo di chiamarli “i ricchi”. (Ah già, forse però non esiste nemmeno più il proletariato? Gli incalcolabili danni del postmodernismo…)

  33. alcor il 21 settembre 2011 alle 18:54

    Qualche nome a caso di borghese in senso classico: De Benedetti, Scalfari, Profumo, Ginevra Bompiani, Rosellina Archinto, Elvira Sellerio. Il nuovo sindaco di Milano. Che dite, hanno votato Berlusconi?
    Più una marea di cui non faccio il nome perché non sono personaggi pubblici e che Berlusconi lo vedono come il fumo negli occhi.
    No, usare la parola borghesia come la avete usata qui è solo una forma di pigrizia mentale, è successo di peggio, e ci vogliono analisi e parole nuove.
    E poi, no, il proletariato qui da noi non esiste più, ma non è detto che non torni.
    Ma forse, Acotto, tu confondi il proletariato con la classe operaia, che in ogni caso è cambiata anche quella.

  34. stan il 21 settembre 2011 alle 19:00

    Io non concordo con Policastro, però neanche con chi non concorda con lei. Voglio dire, quello di “borghesia” non è un concetto astratto; classicamente, alla borghesia appartengono: imprenditori, legislatori, dirigenti (da dati Istat, circa il 3,4% della popolazione attiva). Riprendiamo in mano il concetto di “classe”: possiamo solo guadagnarne.

    Che poi la nostra borghesia sia sciatta e stronza, d’accordo; ma esiste.

    A rigor di logica, inoltre, non è vero che la borghesia vota Berlusconi. Berlusconi è sostenuto da un fronte ampio, trasversale, però sostanzialmente dalla “media” o “piccola” borgesia (commercianti, quadri intermedi, lavoratori autonomi, etc.). Un po’ di precisione, anche terminologica, sarebbe sempre auspicabile …

    Stan. L.

  35. stan il 21 settembre 2011 alle 19:05

    @ Alcor (che leggo solo ora)
    insomma, il “proletariato” non è altro che la classe dei “senza proprietà”: impiegati, quadri inferiori, operai, insegnanti, etc., corrispondente a oltre 15 milioni di persone, ossia il 68,8% della popolazione attiva; gli operai propriamente detti (addetti delle imprese manifatturiere, etc.) sono più di 8 milioni (il 37,9 del totale) … Esiste, il proletariato, esiste; forse sonnecchia, ma esiste …

    Rammento che il concetto di classe, storicamente, si divide in “per sé” e “in sé”, con tutto ciò che comporta tale distinzione … Ripeto: precisiamo, precisiamo …

    Stan. L.

  36. alcor il 21 settembre 2011 alle 19:26

    ma caro @ Stan, io credo che siamo indietro rispetto a quello che è successo in questo paese, una parte cospicua di quello che chiami “proletariato” al nord vota Lega, un’altra parte non piccola ha votato Berlusconi, che non possieda nulla non è vero, le nuove generazioni magari sì, ma la maggior parte dei loro genitori in Italia ha una modesta casa di proprietà, e vive nel territorio ha anche un campo, magari convertito da terreno agricolo a terreno industriale.

    Al Sud, dove abito, vive prevalentemente di impiego pubblico, di pensioni e di politica; tanto per fare un esempio personale, la signora che viene a darmi una mano in casa si sta comprando un appartamento e ha votato Berlusconi.

    Certo, adesso si stanno disilludendo, ma questa è un’altra storia.

    Comunque sono perfettamente d’accordo su questo che dici:

    «A rigor di logica, inoltre, non è vero che la borghesia vota Berlusconi. Berlusconi è sostenuto da un fronte ampio, trasversale, però sostanzialmente dalla “media” o “piccola” borgesia (commercianti, quadri intermedi, lavoratori autonomi, etc.). »

    aggiungendoci però anche una parte di quelli che una volta avremmo definito classe operaia.

  37. alcor il 21 settembre 2011 alle 19:28

    “SE” vive nel territorio, eintendevo la provincia, che è la maggior parte del paese, cosa che chi vive nelle tre o quattro grandi città degne di questo nome tende a dimenticare.

  38. Edoardo Acotto il 21 settembre 2011 alle 19:34

    sì Alcor, confondo sicuramente come dici tu, per pigrizia mentale e non solo, non ho mai nascosto a nessuno la mia accidia. Ma almeno so distinguere tra modo materiale e formale di parlare e non perdo tempo a discutere quale nuovo nome assegnare alla borghesia (magari new bourgeosie?).
    Nella fattispecie si parlava di borghesia clericofascista, per intenderci, e mi pareva abbastanza evidente che non parlassimo di Ginevra Bompiani (sono abbastanza sicuro che non abbia votato Berlusconi e nemmeno PD, gli altri non li conosco).
    Non ricordo comunque se qualcuno qui abbia detto che TUTTA la borghesia vota Berlusconi: se è così anathema sit.
    Aspetto con ansia le analisi e parole nuove (spero però che non mi palerai di neoproletariato, perché non ti ascolterei).

  39. alcor il 21 settembre 2011 alle 19:38

    Acotto, vedi tu.

  40. stan il 21 settembre 2011 alle 20:14

    @ Alcor
    stai facendo confusione tra ciò che è “proletariato” in senso “oggettivo” (classe in sé) e il posizionamento politico dello stesso (classe per sé). Vero: molti proletari, al Nord, hanno votato Lega; questo è, però, un problema politico della sinistra. Se siamo indietro non è perché usiamo il concetto di “classe”, ma perché non siamo credibili, politicamente credibili. E lo saremo sempre meno se non recuperiamo il senso delle parole.

    Stai anche facendo confusione sulla “proprietà”. Essere “senza proprietà” vuol dire essere senza proprietà “dei mezzi di produzione”; non c’entra nulla essere proprietari di casa o di auto o di mutande … E qui, di nuovo, rimando al senso della parola “classe” … Abbiamo, alle nostre spalle, un patrimonio di senso immenso; il nostro problema è che lo abbiamo liquidato troppo presto …

    Stan. L.

  41. alcor il 21 settembre 2011 alle 21:26

    Non credo di fare confusione, ora come ora il proletario in senso oggettivo mi sembra un soggetto mobile, rispetto al passato, almeno al nord. Da questa mobilità è nato per esempio il boom del Nord Est. La dismissione delle grandi fabbriche ha fatto il resto. Si parla, e qui su NI spesso con gran disprezzo, delle partite IVA, ma spesso le partite IVA sono solo la modalità fiscale con cui la precarietà paga lo stato.
    Del resto anche la proprietà dei mezzi di produzione è cambiata, Terrry lo dimostra, ma lo dimostra anche la De Filippi citata prima da Policastro, De Filippi è un’imprenditrice senza essere proprietaria dei mezzi di produzione. La frase “imprenditore di se stesso” è piuttosto recente.
    Con questo non voglio dire che non ci siano più le classi, ma che forse bisogna chiamarle diversamente per capire con che cosa abbiamo a che fare. Anzi, cercare di capirle per trovare il nome giusto. Guarda i sindacati, hanno ormai tra gli iscritti più pensionati che lavoratori, non sono riusciti, mi pare a cambiare con il cambiamento delle figure sociali.

    Le vecchie categorie sono confortevoli e rassicuranti, ma temo che servano a poco. Poi sono d’accordo con te, la sinistra, e intendo tutta, ha un problema politico. E adesso che c’è questa crisi mondiale, con Obama che manda il suo messo in Europa a dire, se fate fallire la Grecia, saltiamo tutti, non ci aiuterà a capire di più. Mi fermo, come ho detto non sono un’economista e non voglio parlare a vanvera, ma ho gli occhi aperti.

  42. helena il 21 settembre 2011 alle 22:12

    Credo anch’io che una parte della borghesia italiana non solo non sostenga Berlusconi, ma lo detesti. Una fascia di persone assai più ampia degli illustri esempi fatti da Alcor. Penso alla volta in cui mi venne pagato un viaggio nel Frecciarossa di prima classe e mi accorsi che nove su dieci leggevano Repubblica. E’ solo un esempio.
    Ma non credo sia particolarmente interessante continuare a discutere di questo. Mi sembra più proficuo l’altro versante. L’ascesa delle Terry, dei Tarantini. I rispettabili imprenditori di vecchia data che vengono pescati in affari con la ndrangheta. E’ sempre solo un esempio, se volete estremo.
    Proprio lo scambio di battute frivolo sulla marca di vestiti indossata dalla nostra Terry, e il commento di Natalia Castaldi, mi portano a una diversa considerazione.
    Che la moda femminile più costosa sia diventata negli ultimi anni così puttanesca, non mi pare un fatto casuale. E’ cambiata la clientela. Nella mia città natale, la prospera e borghesissima Monaco di Baviera, i negozi di lusso ormai fanno affari quasi solo con le donne russe o arabe. Le prime vengono a farsi un week-end di shopping e relax, visto che a Mosca la cosa è più stressante e complicata. Ed è in funzione del gusto di questo “target” che una buona parte degli stilisti orienta la propria produzione.
    La borghesia tradizionale si trova sempre più in posizione di subalternità rispetto a questi nuovi businessmen (e women). Non importa nulla quale opinione ne abbiano. La “classe emersa” ha tanto grano, dunque potere, e gli altri quasi sempre un po’ meno. Non sto parlando solo di mezzi o interi criminali (secondo il codice della legge), ma anche di tanti altri. Di tutti coloro che stanno diventando sempre più ricchi perché seguono, con varie metodiche e specializzazioni, il verbo dell’anything goes, mentre la maggior parte della popolazione, proletari e borghesi in buona parte inclusi, lo è sempre meno.
    Non è una mutazione che riguarda solo l’Italia (anche se noi indubbiamente siamo avanti nel somigliare alla Russia dell’amico Putin o al Centroamerica), né qualcosa che cade o sta in piedi insieme a Berlusconi. Malgrado, certo, sia dovuta a lui buona parte dell’accellerazione turbocapitalista compiuto sotto il suo dominio da questo paese.

  43. giuliomozzi il 21 settembre 2011 alle 22:23

    Gilda Policastro scrive: “…che ci si diverta per davvero, […], alle feste dell’Imperatore, non sembra abbia l’ardire di sostenerlo nemmeno la Terry di turno”.

    Quelle feste infatti sono (per la signora De Niccolò & assimilabili) lavoro, duro lavoro. Un lavoro nel quale “si rischia del proprio”.

    Bisognerebbe rifletterci, su questo.

  44. georgia il 21 settembre 2011 alle 23:34

    Quelle feste infatti sono (per la signora De Niccolò & assimilabili) lavoro, duro lavoro. Un lavoro nel quale “si rischia del proprio”

    :-)))))
    Non saremo più un paese democratico, ma continuiamo ad essere una repubblica fondata sul lavoro ;-)

    art 1 della Costituzione italiana
    L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

  45. dm il 21 settembre 2011 alle 23:40

    Non avevo ancora sentito questa intervista.
    Mi ha fatto venire in mente la storia di una mia amica, oggi ventenne, che a sedici anni decise di prostituirsi. Scrisse e pubblicò degli annunci in internet. E si fece pagare da parecchi uomini (alcuni belli, mi ha detto) per far l’amore negli alberghi di un certo livello. Dai trecento ai cinquecento euro per incontro. Lo ricorda come un periodo positivo della sua vita. La mia amica non è bella. E ricordo che mi ha detto qualcosa tipo: In quel modo sapevo, sentivo di avere un valore. Mi sentivo apprezzata (corsivo mio). Stavo bene. Poi ha smesso, non ha saputo dirmi perché o forse non ho capito.

  46. AMA il 22 settembre 2011 alle 00:23

    Tutto l’apparato di Terry crolla quando cita a vanvera i vestitini di Prada da mille, due… e poi vira verso quelli da cinquemila in un vacuo delirio ascensionale senza nessun fondamento. I prezzi sono altri. Piu’ bassi. Prada comunque non veste le squillo della provincia italiana e dall’Imperatore Esteta si va ispirandosi forse a Gucci o Roberto Cavalli. Terry non sa proprio di cosa stia parlando. Gioca a fare la spaccona. La cinica che le spara. Vuole impressionare, fingersi donna di un mondo mai cosi’ caricaturale. Mentre guardavo la sua boccuccia grottesca che mai fino al pelo e’ scesa, mera posa l’arriccio, mi interessava solo sentire come e quanto osasse alzare il tiro, fra una battuta presa in prestito dal repertorio televisivo berlusconiano e l’altra. Come si possa solo pensare di ricavare da questa donna la mistica del pensiero della destra italiana, che resta grettissima, proprio non lo so. Il tutto mi sembrava solo un siparietto, considerando anche l’ambigua prestanza dell’intervistatore.
    Senza stare a scomodare futilmente Marx, solo per accreditarsi culturalmente, non so se esista una borghesia italiana, da sempre considerata la piu’ ignorante d’Europa, ma credo che il berlusconismo sia sorretto dai catto-leghisti al Nord e dai clerico-fascisti al Sud. L’appartenenza a queste due tipologie antropologiche e’ trasversale e non di classe.
    Berlusconi comunque e’ stato creato e sorretto dal regime partitocratico che spero crolli con la fine del suo Imperatore. L’attuale sinistra, quella che siede in Parlamento, in nessun modo puo’ essergli antagonista, al massimo puo’ farne le veci con maggiore decoro.

  47. AMA il 22 settembre 2011 alle 00:33

    @dm

    Si prostituiscono perche’ non vogliono stare a casa a fare le casalinghe, ma nemmeno alla cassa dell’Esselunga a impasticcarsi di antidepressivi. O da Intimissimi a vendere mutande (disegnate per anoressiche) a casalinghe obese. Spesso il tutto nell’assoluto precariato. Oltre al danno la beffa.

  48. georgia il 22 settembre 2011 alle 09:00

    si prostituiscono perchè è alla moda farlo, almeno così dice la nostra odierna cultura, la pubblicità televisiva e le cronache di vita della nostra classe dirigente. E’ alla moda e per di più, a differenza di tutte le altre cose alla moda, invece di spendere si guadagna.
    Se poi si passa pure (come accade in questi giorni) per filosofe, teoriche di politica, di econoimia, letterate e arbiter elegantiae, e i blog discutono sulla tua lucidità realistica nel darla … beh c’è da chiedersi come mai qualche ragazza voglia ancora fare la ballerina o il giudice ;-).
    Concordo con Ama, anch’io vedo terry una “cinica che le spara. Vuole impressionare, fingersi donna di un mondo mai cosi’ caricaturale”
    Infatti a me non preoccupa tanto terry (e il suo non pensiero) che senza telecamera e intervistatore compiacente non esiste, esiste solo perchè qualcuno ha interesse a rendere, tramite tv, egemone in italia la cultura della malavita organizzata (che comporta naturalmente anche il commercio delle prostituzione su larga scala) ed è questo qualcuno che mi preoccupa e che andrebbe smontato. Ed è possibile farlo almeno culturalmente.
    Mi preoccupano, e parecchio, le migliaia di commenti SERI, nella rete, di persone che ci credono davvero alle cazzate teoriche che hanno sparato sul terry pensiero e che inconsapevolemente sono fiancheggiatori del mega progetto di Al Porcone (o meglio di chi sta dietro di lui, perché berlusconi è solo un salapuzio decerebrato tenuto in vita artificialmente).

  49. Vincenzo Cucinotta il 22 settembre 2011 alle 09:48

    Il contributo di Ama è prezioso, perchè ci mostra che di Terry in Italia ce n’è a bizzeffe, senza confini di sesso, nè di cultura.
    In sostanza, Ama è d’accordo con Terry, ammette anche lui che è meglio prostituirsi che fare la commessa: era ciò che dicevo, non è importante perchè Terry ha detto ciò che ha detto, nè che Terry lo pensi, ma che il suo modo di pensiero è dominante, questo sì che importante è davvero.

  50. AMA il 22 settembre 2011 alle 10:29

    Vincenz Cucinotta

    Ovviamente non hai capito una mazza di quello che ho scritto. Non c’e’ altra spiegazione.

  51. AMA il 22 settembre 2011 alle 10:36

    Che poi, capisco che volesse solo attaccarmi gratuitamente perche’ non gli vado a genio, ma Cucinotta mi ha forse dato della “zoccola”?

    :-)))

    Va bene, se richiesto, articolero’ meglio il mio pensiero.

    !!!

  52. georgia il 22 settembre 2011 alle 10:39

    beh vincenzo, veramente ama non mi sembra dica questo, altrimenti si prostituirebbe invece di lavorare all’estero ;-)

  53. georgia il 22 settembre 2011 alle 10:45

    Va bene, se richiesto, articolero’ meglio il mio pensiero

    io ho capito benissimo anche il discorso sulla commessa, che naturalmente non è la vecchia commessa più o meno garantita di un tempo, che sembra immaginare cucinotta.
    Le mutande disegnate per anoressiche e comprate dalle casalinghe più o meno sovrappeso sono abbastanza significative del nostro mondo post-tutto. ;-)

  54. Vincenzo Cucinotta il 22 settembre 2011 alle 10:47

    @Ama
    Sì, non ho capito una mazza, ma temo che non ci sia proprio nulla da capire, tant’è che tu non ti periti minimamente di spiegarci il significato recondito di ciò che hai scritto.

  55. Vincenzo Cucinotta il 22 settembre 2011 alle 10:52

    @Georgia
    Come tuo costume permanente, metti in bocca le parole che ti passano per la testa ai tuoi interlocutori, in completa innocenza, senza neanche percepire la gravissima scorrettezza di tale comportamento.
    Amen!

  56. AMA il 22 settembre 2011 alle 11:03

    @Cucinotta

    Ovviamente Georgia ti ha solo suggerito una chiave interpretativa, perche’ resta molto piu’ sveglia di te. Comunque adesso sono “busy”. Se richiesto torno.

  57. georgia il 22 settembre 2011 alle 11:32

    scusa vincenzo ma … va bene che capirsi con i commenti è cosa veramente ardua, ma io non ti ho messo in bocca alcuna parola, ho solo commentato questa tua frase: “In sostanza, Ama è d’accordo con Terry, ammette anche lui che è meglio prostituirsi che fare la commessa” che mi sembra davvero molto scorretta perché ama non mi sembra abbia mai espresso simile concetto … io forse capisco poco davvero, ma mi è sembrato addirittura che ama fosse uno dei pochi a NON essere minimante daccordo con terry e che anzi ne abbia notato la palese grottesca recita cercando di smontare le costruzioni seriose che sono state costrute intorno a quella intervista ;-). Poi lo avrà fatto con un eccesso di ironia dissacrante, ma … in fondo, volenti o nolenti, ci siamo quasi tutti formati in epoca postmoderna, figuriamoci poi chi è sotto i trenta come ama.

  58. Mariateresa il 22 settembre 2011 alle 11:44

    Ama, scusa ma non capisco…premesso che io ammiro molto Prada, non mi posso permettere i suoi vestiti ma mi piacciono e sono un’appassionata di moda, non rosico se non me li posso permettere ma comunque quello è mercato, dai…e ti assicuro che una Terry, nella mia città, Bari, è più facile incontrarla nella boutique che vende Prada come Cavalli, senza distinzione di marca ma di clientela sì (dipende dal portafogli), che non da Laterza…ma che distinzione è? Solo perché Prada si dichiara di sinistra, non sta forse a badare ai conti e a quotarsi a Honk Kong piuttosto che a Milano perché le conviene di più? E’ qui che il nuovo proletariato incontra l’alta finanza: l’autista della municipalizzata dichiara di aver votato per berlusconi esattamente come questa che si bea delle parole di sgarbi, il teorico di questi qua, insieme a ferrara….

  59. genseki il 22 settembre 2011 alle 11:56

    Non so, ma mi sembra che la contiguítá tra Palazzi e postriboli non sia davvero una caratteriistica italiana e neppure una caratteristica di questa nostra atualitá. Tanto per restare inattuali chissá quanta parte del colbertismo e sicuramente della politica cultura del Grand Siècle si concepí e si negozió “Chez Ninon”. Certamante Retz e La Rochefoucauld non cospiravano nei conventi! Per avvicinarsi all’attualitá la centralitá del postribolo come camera di compensazione dell tensioni politiche è da tutti ben conosciuta per quanto riguarda lla Gran Bretagna vittoriana con in piú la passione delle classi dirigenti per frusta e catene. Gli scandali di qiuesto tipo sono ricorrenti nel mondo politico britannico e in quello tedesco, sono come temporali estivi, sono fatti stagionali.
    Qui in Spagna, specialmente nel Sud, la politica cachiquista e clientelare fa largo uso della prostituzione come forma di corruzione a destra come a sinistra. Davvero le invettive contro la borghesia italiana mi paiono astoriche e prive di senso della prospettiva. Tanto per restare rigorosamente inattuale vorrei ricordare come la borghesia italiana fu la prima a definirsi come classe dirigente in Europa allontanando la aristocrazia dal potere con quell’invenzione straordinaria che fu la cittá repubblicana medioevale, il Comune. Per venire all’attualitá, bisogna essere ben ottusii per non vedere la straordinaria qualitá imprenditoriale di una borghesia che ha saputo in pochi anni costruire un miracolo indusstriale in un paese privo di risorse naturali e di scarsissime qualitá militari. Certo, questa stessa borghesia non ha saputo selezonare al suo interno una classe politica all’altezza della situazione, una classe politica appena dignitosa. Adesso come ai tempi di Salandra per intenderci. E qui dovrebbe concentrarsi l’analisi, a mio modo di vedere, se dagli avvenimenti della cronaca si ambisce trarre qualche utile insegnamento e non limitaris alla stucchevole invettiva moralistica. La querula denuncia è tanto comoda che finisce nella involontaria complicitá. E qui vorrei aggiungere una considerazione tratta da Montaigne: se il principe è nudo, se il principe è pazzo il dovere del gentiluomo e quello di coprire la sua nuditá di celare la sua follia; se la nuditá del principe è svelata à la cour comme à la ville, quello che risulta compromesso è l’onore collettivo non quello del principe! Fuor di metafora questo vuol dire che per quanto la vita privata del Berlusconi possa apparirci censurabile e pericolosa per il buon funzionamento del paese questo non autorizza a sostituire la lotta puramente politica con l’incitazione allo sdegno e all’insurrezione moralistica. Perché le consegeunze di una vittoria ottenuta con questi mezzi sono quasi peggiori che la continuitá del potere nelle mani del Berlusconi.
    La vittoria sul berlusconismo dovrebbe essere una limpida vittoria politica basata cioè su programmi e visioni chiare dirette alla costruzioni di blocchi sociali e culturali sulla base di compromessi ben ponderati.
    La vittoria sul berlusconismo dovrebbe essere una limpida vittoria culturale, sulla base della riproposione di modelli culturali basati sulla ragione copme fiducia nelle possibilitá della colletivitá di stabilire e vivere la veritá. (cfr Husserl e non Ratzinger eh!).
    Occupoandosi di Terry e bordelli la vittoria sul Berlusconi, se mai ci sará, aprirá le porte a un domani anche peggiore dell’oggi.
    grazie per l’ospitalitá.
    genseki

  60. genseki il 22 settembre 2011 alle 12:13

    Vorrei aggiungere, anche che tutto questa ressa per gettare pietre di virtuosa indignazione e disprezzo sulla povera Terry è una specie di lapidazione metaforica che mi riporta alla mente, irresistibilmente quell’altra ben piú cruenta lapidazione alla quale un antico maestro pose fine con un frese tegliente senza nemmeno levare il capo mentre con un dito scriveva sulla sabbia.
    Tra le poche cose che ho imparato è che alle prostitute quanto meno lo meritano tanto piú si deve rispetto.
    Nessuno piú si ricorda di Mishkin?
    genseki

  61. Vincenzo Cucinotta il 22 settembre 2011 alle 12:14

    @genseki
    Ma difatti, convengo con te che il ruolo di berlusconi a livello di pensiero dominante sia sovrastimato, e che lo sdegno per le escort potrebbe finire col dare risultati nefasti.
    Epperò, se lo sdegno è verso la prostituzione come fosse un capitolo isolato, hai ragione tu, ma se lo sdegno è verso la mercificazione come fenomeno complessivo della nostra società, allora mi pare che ne possano derivare invece effetti positivi.
    Questa generalizzazione non è qualcosa di arbitrario che aggiungo per mio diletto, ma è nelle cose. In verità, la prostituzione, quella tradizionale, c’entra ben poco con queste vicende, c’è la ricerca del successo nel campo dello spettacolo e perfino (Carfagna docet) in politica, e non mi pare che ci siano esempi di questo tipo in passato, non almeno con questa sistematicità.
    Ciò che sta nella testa delle persone è che ciò che davvero conta è il possesso di denaro, su questo c’è un’adesione totale.
    Chi ricorda la battuta di Maurizio Costanzo, che diceva: “sì, il denaro non fa la felicità, ma figuriamo senza”: è questo il buon senso dei nostri giorni.

  62. georgia il 22 settembre 2011 alle 12:27

    Gen (commento delle 12,14) mi meraviglio di te … la maddalena mica rilasciava interviste ad hoc ;-).

    Terry De Nicolò non è mica una prostituta è solo una scatenata e improvvisata propagandista di regime, come sgarbi, ferrara, e mille altri, che, se permetti, è cosa molto diversa.
    Concordo invece con il commento delle ore 11,56.

  63. AMA il 22 settembre 2011 alle 12:43

    @Mariateresa

    Allora… Diciamo che suscitando l’ammirazione di quelle che se ne stanno a casa a sfogliare Grazia, Terry, con la boccuccia arricciata, va nella piu’ esclusiva boutique del centro barese a spulciare fra eccedenze di stock, campionari e capi della stagione precedente a prezzi scontati. Questo costava il doppio! Il triplo. No, il quadruplo… Per poi finalmente godere quando scorge una seconda linea che le calza a pennello. Veste un tubino monacale di Miuccia con la stessa grazia con cui uno spacciatore di colore nel ghetto puo’ esibirne gli scarponcini da prete. Solo Terry a Bari riesce a portare slacciata la camicetta da scolaretta di Miu Miu. Come s’indossa un Prada’s banana print bears fruit quando sei ospite dell’Imperatore Esteta? Chi ti da’ il rimborso spese? Fa reddito?
    La sinistra non paga di meno: e’ solo piu’ esigente! Io invece non andrei con Terry neanche gratis. Pero’ potremmo diventare amici. Starei per ore a fissarle i labbroni arcuati mentre le spara grosse. E mi ripete la mistica del restare nel piccolo se non si hanno le palle.
    Per poi farmi raccontare di quanto sia dura la protesi di Culo Loffio. Sente qualche cosa o e’ frigido come Narciso? Dove e’ esattamente Villa Fiorita ad Arcore?

  64. AMA il 22 settembre 2011 alle 13:02

    @genseki

    Guarda che in tutto il mondo quando sei in viaggio d’affari se vuoi ti pagano anche la squillo e te la fanno salire in stanza o in suite, dipende dal portafoglio… Tutto compreso nel rimborso spese, sperando di non scambiare una cameriera d’albergo per una signora consenziente, eccitata dal tuo potere. Ma qui stiamo parlando della visione della donna di successo nell’immaginario berlusconiano e di una sua teorica, a quanto pare molto accreditata.
    Da nessuna parte, senza stare qui a scomodare la vecchia Europa, un Imperatore oggi potrebbe fare quello di cui si vanta Berlusconi. Un dittatore che forse come Gheddafi non lasciera’ mai il suo popolo. Che senso ha ormai confrontare l’Italia col resto dell’Occidente sicuramente in decadenza? Noi siamo andati molto oltre, no?

  65. maria il 22 settembre 2011 alle 13:03

    Si prostituiscono perchè vogliono farlo e perchè rende di più, e il fatto che non vogliano stare dietro a una cassa dell’esselunga non le “giustifica” in alcun modo. Anzi. Niente a che fare con la nigeriana che scappa dalla fame e che non ha per ora nemmeno la possibilità di fare la cassiera in un qualsiasi magazzino! Sono delle stronzette e il fatto che sia stata intervistata e mostrata così la dice lunga sul giornalismo nostrano basato ormai essenzialmente su puttane e ladri. Che poi tra le persone cosiddette perbene ci siano elementi ben peggiori mi pare ovvio!

  66. Massimo il 22 settembre 2011 alle 13:19

    Certo che AMA ne capisce di moda … complimenti!

  67. helena il 22 settembre 2011 alle 13:23

    Davvero il punto non è la prostituzione in senso stretto. Sottoscrivo, per una volta, Genseki quando dice che la risposta deve venire dalla politica e dalla cultura, non dallo sdegno morale. E penso pure che valga la pena mettere meglio a fuoco in quali aspetti l’Italia berlusconiana sia parte di un mondo in cui l’andazzo non è dissimile, e quanto ci sia di specifico nel nostro degrado.

  68. AMA il 22 settembre 2011 alle 13:37

    @helena

    Certo, il primo intevento di Genseki in parte credo sia condivisibile, ma qui dove sta lo sdegno morale? Manca proprio quello! E quando si riflette sul ruolo della donna nell’immaginario berlusconiano (ha una sua specificita’ se non altro come unico modello dominate) si fanno riflessioni politiche e culturali, di questo si tratta. Resta un dato politico anche che, sia usata o meno dovunque in Occidente, e non solo come tangente, la donna in Italia lavora e guadagna di meno. Il cambiamento dovrebbe essere certamente culturale.

    @Massimo

    Espertissimo di moda. Quindi? Trovi che la cosa sia riduttiva?

  69. genseki il 22 settembre 2011 alle 14:06

    Per Helena,

    grazie per “Per una volta”. Son commosso!
    genseki

    @ georgia

    che confusione, la maddalena era quella di Prosut o no? Che confusione nella mia testa!

    genseki

  70. helena il 22 settembre 2011 alle 14:36

    @genseki, poco zenbuddisticamente ricambio la commozione!

    @ AMA (ma non solo). Ti riporto qui il post semi-cazzaro messo su Facebook, anche per ne sei stato l’ispiratore.

    “A cosa serve la cultura? In che cosa la cultura possiede ancora la facoltà di opporsi alla barbarie vittoriosa? (spunto serio-faceto tratto dalla discussione su Nazione Indiana sull’intervista a Terry Nicolò).
    Lei sostiene di indossare abiti di Prada da 2000 euro, ma sembra vestita, alla meglio, da Luisa Spagnoli, alla peggio by Oviesse. Io, senza falsa modestia, se voglio (ma spesso non me ne può di meno), riesco a mettermi una cosina dell’Oviesse e passare per una vestita Prada.”

    C’è una parte seria in questa boutade. Penso che noi dovremmo essere consapevoli dei nostri strumenti culturali, a partire dalle loro applicazioni minime sino alle elaborazioni più ampie e complesse. E’ quello che apprezzo, per esempio, nel lavoro di Tommaso e nel fatto che lo proponga ai suoi migliaia di amici su Facebook. Che saranno per la gran parte politicamente orientati e culturalmente non allo stato brado (altrimenti non senti l’esigenza di chiedere l’amicizia a uno scrittore), ma aumentare il livello di consapevolezza di quale sia il linguaggio dominante, semplicemente isolando alcune particelle e quindi illuminandole, mi pare davvero utile.
    Noi non abbiamo altri strumenti specifici, altro “plusvalore” da oppore allo stato delle cose e dei fatti. Quindi usiamoli in tutti modo possibili e richiesti.

  71. AMA il 22 settembre 2011 alle 14:56

    Cara Helena, avevo letto il tuo commento su fb e mi aveva rallegrato la giornata. Ero stato in qualche modo di ispirazione. Grazie per avermi segnalato il lavoro di Tommaso Pincio.

  72. dm il 22 settembre 2011 alle 17:43

    a proposito di “insurrezione moralistica” (Genseki) e “sdegno morale” (Helena Janeczek). L’uso della parola “moralismo” da parte dei difensori d’ufficio (o di letto) di Berlusconi non ne neutralizza affatto il concetto. Magari c’è chi pensa che siccome alcune parole sono diventate comuni a destra allora anche i concetti lo siano e quindi non abbiano più valore e senso per l’altra parte, per chi non la pensa così. Magari, dico. Lo stesso vale per parole come “libertà”, “fazioso”, “comunista”, ecc. C’è il rischio che per cautela profilattica parecchi le cancellino dal proprio vocabolario e restino in circolazione quindi concetti e idee innominabili, senza parole. Mi sembra almeno che questo sia il destino di “moralismo” e derivati. Il sintomo mi pare appunto l’uso di espressioni complesse e metaforiche, tipo “insurrezione moralistica”, o miste tipo “sdegno morale”.

  73. Vincenzo Cucinotta il 22 settembre 2011 alle 19:15

    Ma dunque, la questione di cosa sia preferibile tra fare la commessa, magari perfino precaria, o la prostituta, è rimasto indeterminato.
    Ne prendo atto.

  74. massimo il 22 settembre 2011 alle 22:35

    @ AMA

    Riduttivo? E perché mai? Casomai è un plus, almeno in certi ambienti.

  75. massimo il 23 settembre 2011 alle 09:02

    @ Cucinotta

    E’ preferibile fare la commessa precaria, purché di gradevole aspetto e con la prospettiva di essere impalmata dal direttore del supermercato … purché il supermercato sia uno di quelli grossi, con un grosso volume di affari …
    Altrimenti no, è meglio fare la prostituta.

  76. massimo il 23 settembre 2011 alle 09:07

    Ma poi per certe cose bisogna averci la vocazione … se non hai la vocazione, o le palle, per dirla in termini di Terry-pensiero, stai nel piccolo …

  77. Vincenzo Cucinotta il 23 settembre 2011 alle 09:20

    Massimo, coerentemente con la tua risposta, propongo che ognuno di noi vada in giro con un cartellino che indichi la sua tariffa per prestazioni di tipo sessuale.
    Evviva la glasnost!

  78. helena janeczek il 23 settembre 2011 alle 10:00

    Non trovo entusiasmante (sintomatica però sì) l’alternativa fra “sdegno morale” e cazzeggio brillante-cinico. A proposito del primo. Non ho problemi a dire che mi fa schifo che fare sesso con qualcuno che disponga di una leva di potere grande o piccola, sia diventato un veicolo di ascesa sociale e/o economica. Sarà pure che “da che mondo è mondo”, ma oggi siamo alla pratica normale. E con ciò mi becco pure volentieri l’appellativo di moralista.
    Poi ci sono altre pratiche di corruzione e di sudditanza non legate alla prostituzione fisica che trovo moralmente anche peggio (vedi ciò che è accaduto ieri in parlamento, i “responsabili” ecc.)
    Ma credo che questo non basti, che l’indignazione possa essere come il brontolio continuo di una pentola di fagioli, incapace di far saltare il coperchio.
    Per questo, sì, lo sdegno è giusto, ma bisogna cercare di guardare oltre (a risposte politiche e culturali più fredde. Ma anche più incazzate)

  79. alcor il 23 settembre 2011 alle 10:05

    ti quoto, Helena, è che entrambi danno una piccola soddisfazione narcisistica immediata, le possibilità di partecipare e decidere qualcosa sono minime, l’elezione di Pisapia, ultimamente, e poco altro

  80. Mariateresa il 23 settembre 2011 alle 19:01

    Caro Ama (maschile o femminile?)
    Io non me ne sto a casa a sfogliare Grazia e se lo faccio non vedo cosa ci sia di male (preferisco un settimanale non Mondadori)…ma il Terry pensiero lo trovo davvero aberrante, sono con Helena (commento del 23 alle 10) e se io ammiro la moda, come te, non vedo poi che razza di estetismo possa avere un berlusconi che mi pare la quintessenza della buzzurraggine in cui l’Italia del resto è caduta con lui…prima ce ne liberiamo e meglio è!!!

  81. AMA il 23 settembre 2011 alle 19:24

    @Mariateresa

    Hai capito qualcosa di quello che ho scritto? Credo proprio di no! Con rispetto.

  82. Mariateresa il 23 settembre 2011 alle 22:50

    In effetti mi rileggero tutti i tuoi interventi, caro Ama (deus?), per farmi un’idea più precisa anche se in generale sì, ma in quello sfogliare i giornali avevo colto una punta di disprezzo, forse mi sono sbagliata, grazie comunque, ciao
    Mariateresa

  83. temptative il 24 settembre 2011 alle 01:55

    se vi serve vi dò un elenco di negozi e di marchi non puttanizzanti.

  84. Mariateresa il 25 settembre 2011 alle 19:01

    Ma non è questo il punto, temptative, non dipende dai marchi…

  85. Piero Pieri il 30 settembre 2011 alle 01:18

    Non mi ha mai appassionato la discussione sulle necessità sessuali di Silvio e sul fatto che intorno al suo cesarismo si treschi e si facciano affari. Berlusconi, in fondo, è di moda, come lo era stato D’Annunzio. I letterati, che lo criticavano “superandolo” in arte, poi ci provavano ad imitarlo, magari facendosi fare la cover da De Karolis. Mi preoccupa, quindi, il dannunzianesimo attuale, semmai; ovvero, il berlusconismo come ideale estetico, o pratico. In ogni caso non è una preoccupazione ansiosa. L’Italia è una provincia dell’impero americano e Berlusconi il sensale del sogno americano; quello propagandato dai film californiani. Si potrebbe dire qualcosa di più ilare: c’è stato il ventennio di Mussolini; ora viviamo nel ventennio di Berlusconi. Sembra che dopo venti anni la massa adorante si stanchi dell’idolo “ghé pensi mì” e cerchi più democrazia (speriamo non più cristiana, ma la rivolta di Bagnasco mi preoccupa). Circa la borghesia italiana… io parlerei di “ceti” e in questa direzione possiamo dare una definizione sociologica più selettiva. In ogni caso non è vero che non sia mai esistita la borghesia. Una volta era riconoscibile quando leggeva Panorama e non l’Espresso; ora legge la Repubblica, che è il quotidiano della borghesia democratica politicamente corretta. Amabili lettori del Venerdì della Repubblica, non fate le anime belle: ci scriveva Enzo Biagi e non basta il plumbeo moralismo bacchettone di Galimberti, che chiude il settimanale femminile della Repubblica, a farci sentire lettori del più ganzo quotidiano d’Italia. L’intelligenza politica di questo dibattito è stata carente sui movimenti studenteschi, le loro riviste, i loro stiracchiati ma “vivi” giornali, i loro programmi, le manifestazioni radicalmente ignorate dai partiti della sinistra, a parte Vendola, che, in effetti, non ha mai detto: “scendo in campo”, come tanti leader del PD. Giovani che occupano palazzi storici dell’università di Venezia (che li vorrebbe vendere) perché non diventino alberghi Cinque stelle, ma continuino a essere un servizio culturale, magari aperto anche ai bisogni della città. Sono su Fb: chiedete loro amicizia e capirete dalle loro iniziative che c’è un’Italia che a macchia di leopardo non si limita a chiacchierare con le frattaglie concettuali della propria storia ideologica, ma tiene in vita la lotta politica al Potere e la difesa dei valori civili (che non sono mai gli stessi, perché spesso mutano quando il quadro sociale diventa più frastagliato). Ho conosciuto un avvocato, guadagna 500 €, ma è felice di aver portato in quello studio legale, che paga poco, i problemi della difesa civile e penale degli extracomunitari. Può bastare: un altro dibattito su Berlusconi e le escort rischia di diventare penalmente rilevante.



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