Se l’interno è un figlio cieco

di Mariasole Ariot


Negli interstizi
dove le cose cadono
un occhio acceca senza scena.

Come buchi solitari dell'udito,
il troppo che si dice già passato
               - i caduti erano gli altri.

A partire primo è l'animale
rincorre senza fame una corazza:
di Nome si muore
per un Nome.

Ma l'inverno soffoca la macchia
la donna cammina già condensa:
di cosa è donna una donna
di cosa i sette interni
riposano sui fianchi.

Immersi fino al collo
già sperando di crollare
per il gusto, se c'è gusto
di mancare a ciò che manca.

È questa nuova casa una domanda
di stagione respira e non c'è tregua
è un corpo che non cade
che mi accade.

9 Commenti

  1. Si, Gianni. Cambiamenti in forma di domanda (Se le risposte fermano, frenano, le domande cambiano, aprono alla domanda)

  2. L’interno e l’interno del corpo. È il corpo. Ascoltarlo e dargli voce, uno sforzo umano e sovraumano, ma perché cieco? Non si vuol vedere quel che vede? Eppure lo sai, comunque accade. Coraggio.

  3. Al cieco viene indicata la strada. Accompagnare il cieco, quindi, come si accompagna (se si accompagna) un figlio fino a quando è ancora figlio.

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

La terza creatura

di Valentina Riva
Adesso la cascata è fatta di carne, pelle e sangue. Lo sguardo dentro lo sguardo corre in un canale profondo. È tutto buio ma non fa paura. La Terza Creatura è formata.

Prati generali #3

Prati generali, terzo incontro di poesia: 

Macerata, Sasso d’Italia, sabato 29 agosto, dalle 16 alle 19:30

Nel terzo, quarto, dodicesimo, settantottesimo, centonovantaseiesimo o anno zero di guerra, genocidio, crisi, riarmo, policrisi, emergenza, transizione, collasso...

Madri morte madri vive / Mrtve matere žive majke / Umbilical Cord

Madri morte madri vive è un lavoro sull’eredità materna: ciò che del corpo, delle ferite e dei silenzi passa da una generazione all’altra. Scritto in due lingue e a quattro mani, da Nina Kodrič per lo sloveno e Snježana Vračar Mihelač per il croato, appare qui per la prima volta nella traduzione di Darja Betocchi. "il collasso del corpo / il collasso del sistema"

L’operaio e la morte

di Vladimir Sabourín
traduzione di Alessandra Bertuccelli Molte sono le cose mostruose Ma più
Mostruoso dell’operaio
Non c’è niente di cui non sia capace

Assoluto letterario: Procne machine

di Rinaldo Censi
Leggo con crescente ammirazione Procne machine di Carmen Gallo. Come rendere conto di questo meccanismo che macina figure mitologiche accertando sottilmente la loro instabilità, metamorfosi, trasformazione? È un’arte della modulazione - meglio, della transizione.

Gli uccelli in gabbia cantano di più

di Michelle Steinbeck, traduzione di Francesca Gironi e Luigi Socci

capitalismo, calcolo facile

uno compra una tv enorme
+
uno dorme nel cartone della tv
=
win win
Andrea Raos
Andrea Raos
andrea raos ha pubblicato discendere il fiume calmo, nel quinto quaderno italiano (milano, crocetti, 1996, a c. di franco buffoni), aspettami, dice. poesie 1992-2002 (roma, pieraldo, 2003), luna velata (marsiglia, cipM – les comptoirs de la nouvelle b.s., 2003), le api migratori (salerno, oèdipus – collana liquid, 2007), AAVV, prosa in prosa (firenze, le lettere, 2009), AAVV, la fisica delle cose. dieci riscritture da lucrezio (roma, giulio perrone editore, 2010), i cani dello chott el-jerid (milano, arcipelago, 2010), lettere nere (milano, effigie, 2013), le avventure dell'allegro leprotto e altre storie inospitali (osimo - an, arcipelago itaca, 2017) e o!h (pavia, blonk, 2020). è presente nel volume àkusma. forme della poesia contemporanea (metauro, 2000). ha curato le antologie chijô no utagoe – il coro temporaneo (tokyo, shichôsha, 2001) e contemporary italian poetry (freeverse editions, 2013). con andrea inglese ha curato le antologie azioni poetiche. nouveaux poètes italiens, in «action poétique», (sett. 2004) e le macchine liriche. sei poeti francesi della contemporaneità, in «nuovi argomenti» (ott.-dic. 2005). sue poesie sono apparse in traduzione francese sulle riviste «le cahier du réfuge» (2002), «if» (2003), «action poétique» (2005), «exit» (2005) e "nioques" (2015); altre, in traduzioni inglese, in "the new review of literature" (vol. 5 no. 2 / spring 2008), "aufgabe" (no. 7, 2008), poetry international, free verse e la rubrica "in translation" della rivista "brooklyn rail". in volume ha tradotto joe ross, strati (con marco giovenale, la camera verde, 2007), ryoko sekiguchi, apparizione (la camera verde, 2009), giuliano mesa (con eric suchere, action poetique, 2010), stephen rodefer, dormendo con la luce accesa (nazione indiana / murene, 2010) e charles reznikoff, olocausto (benway series, 2014). in rivista ha tradotto, tra gli altri, yoshioka minoru, gherasim luca, liliane giraudon, valere novarina, danielle collobert, nanni balestrini, kathleen fraser, robert lax, peter gizzi, bob perelman, antoine volodine, franco fortini e murasaki shikibu.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: