Se l’interno è un figlio cieco

di Mariasole Ariot


Negli interstizi
dove le cose cadono
un occhio acceca senza scena.

Come buchi solitari dell'udito,
il troppo che si dice già passato
               - i caduti erano gli altri.

A partire primo è l'animale
rincorre senza fame una corazza:
di Nome si muore
per un Nome.

Ma l'inverno soffoca la macchia
la donna cammina già condensa:
di cosa è donna una donna
di cosa i sette interni
riposano sui fianchi.

Immersi fino al collo
già sperando di crollare
per il gusto, se c'è gusto
di mancare a ciò che manca.

È questa nuova casa una domanda
di stagione respira e non c'è tregua
è un corpo che non cade
che mi accade.

Andrea Raos

andrea raos ha pubblicato discendere il fiume calmo, nel quinto quaderno italiano (milano, crocetti, 1996, a c. di franco buffoni), aspettami, dice. poesie 1992-2002 (roma, pieraldo, 2003), luna velata (marsiglia, cipM – les comptoirs de la nouvelle b.s., 2003), le api migratori (salerno, oèdipus – collana liquid, 2007), AAVV, prosa in prosa (firenze, le lettere, 2009), AAVV, la fisica delle cose. dieci riscritture da lucrezio (roma, giulio perrone editore, 2010), i cani dello chott el-jerid (milano, arcipelago, 2010) e le avventure dell'allegro leprotto e altre storie inospitali (osimo - an, arcipelago itaca, 2017). è presente nel volume àkusma. forme della poesia contemporanea (metauro, 2000). ha curato le antologie chijô no utagoe – il coro temporaneo (tokyo, shichôsha, 2001) e contemporary italian poetry (freeverse editions, 2013). con andrea inglese ha curato le antologie azioni poetiche. nouveaux poètes italiens, in «action poétique», (sett. 2004) e le macchine liriche. sei poeti francesi della contemporaneità, in «nuovi argomenti» (ott.-dic. 2005). sue poesie sono apparse in traduzione francese sulle riviste «le cahier du réfuge» (2002), «if» (2003), «action poétique» (2005), «exit» (2005) e "nioques" (2015); altre, in traduzioni inglese, in "the new review of literature" (vol. 5 no. 2 / spring 2008), "aufgabe" (no. 7, 2008), poetry international, free verse e la rubrica "in translation" della rivista "brooklyn rail". in volume ha tradotto joe ross, strati (con marco giovenale, la camera verde, 2007), ryoko sekiguchi, apparizione (la camera verde, 2009), giuliano mesa (con eric suchere, action poetique, 2010), stephen rodefer, dormendo con la luce accesa (nazione indiana / murene, 2010) e charles reznikoff, olocausto (benway series, 2014). in rivista ha tradotto, tra gli altri, yoshioka minoru, gherasim luca, liliane giraudon, valere novarina, danielle collobert, nanni balestrini, kathleen fraser, robert lax, peter gizzi, bob perelman, antoine volodine, franco fortini e murasaki shikibu. 

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  9 comments for “Se l’interno è un figlio cieco

  1. 31 ottobre 2011 at 09:28

    Mi accade di ritrovarti qui dopo tanto che non ti leggevo. E mi emoziono.

  2. 31 ottobre 2011 at 11:31

    è una poesia veramente molto bella, intensa, coinvolgente, insomma è una Poesia, complimenti davvero
    geo

  3. Gianni Montieri
    31 ottobre 2011 at 11:46

    davvero bella…sa di cambiamento

  4. 31 ottobre 2011 at 12:50

    sempre brava

  5. 31 ottobre 2011 at 13:42

    ciao piccola (grande mia)

  6. mariasole
    1 novembre 2011 at 12:03

    Si, Gianni. Cambiamenti in forma di domanda (Se le risposte fermano, frenano, le domande cambiano, aprono alla domanda)

  7. dege
    1 novembre 2011 at 12:42

    grande musica!

  8. 1 novembre 2011 at 19:16

    L’interno e l’interno del corpo. È il corpo. Ascoltarlo e dargli voce, uno sforzo umano e sovraumano, ma perché cieco? Non si vuol vedere quel che vede? Eppure lo sai, comunque accade. Coraggio.

  9. mariasole
    1 novembre 2011 at 20:34

    Al cieco viene indicata la strada. Accompagnare il cieco, quindi, come si accompagna (se si accompagna) un figlio fino a quando è ancora figlio.

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