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Senza utopia

 utopiaAlessandro Broggi

a R.K.

Imprevedibili rimbalzi trarranno forza come processi di purificazione planetaria. Sfrenate manipolazioni delle loro attrattive si svolgeranno in assenza. Non esisteranno livelli di riferimento. Rappresentazioni astratte dell’abbondanza inghiottiranno immagini e confessioni. Come se nulla fosse convincente al di fuori di un’assoluta assenza di dettagli.
Un’infedeltà parallela sostituirà la gerarchia con l’accumulo. Ne saranno prova i registri emotivi chiamati in causa. Una trama opportunistica di interessi acquisiti trarrà ispirazione da dati spremuti fino all’ultima goccia di senso. Un parossismo di prosperità prosciugherà e verrà in cambio prosciugato.
Una grande utopia potenziale sarà diventata un congegno organizzativo, un residuo. Forse sarà solo un offensivo scherzo dell’evoluzione. Ampie distese di reticenza monumentale fronteggeranno le attrezzature del nuovo in una inquieta situazione di stallo. La soglia infinita dell’esporre renderà la loro voluta serietà istantaneamente sfuggente. Un destino manifesto soddisferà l’impulso a sbarazzarsi di ogni sorpresa.
Legalità deboli coesisteranno in rapporti flessibili. Le loro insegne saranno sgargianti ma non memorabili. Il dominio di un ordine finito simulato sopravvivrà nella tensione verso la radicale indeterminatezza. Una tautologia senza crepe sarà, dopo tutto, la sua stessa ragion d’essere. La stabilità del clima sarà una sanzione definitiva.

6 Commenti

  1. Quello che mi colpisce di più di questi testi di Broggi è l’assoluta assenza di prospettiva e di proiezione pur essendo costruiti su un continuo succedersi di futuri semplici come se si trattasse di una profezia. Profezia, proiezione e prospettiva sono uno dal punto di vista verbale, l’altro dal punto di vista geometrico-spaziale, l’altro ancora dal punto di vista spaziale-visivo, un qualcosa di “smaterializzato” o ancora non “materializzato” necessariamente posto in relazione a dell’altro che è già “ontologicamente esistente” (ontws einai avrebbero detto i greci). Questa profezia/prospettiva/proiezione invece non ha un dato di partenza oggettivo ed oggettuale. Non esiste un presente né un passato ma si basa esclusivamente sul futuro che quasi sembra si autocostruisca. Senza utopia sembra appunto un “senza non-luogo” una negazione della negazione.
    L’unica coordinata che abbiamo si ha nell’ultima proposizione: “dopo tutto”. Mi sembra in questo caso che tutto ciò che sarà è definibile esclusivamente come “dopo”, come successivo. Senza un prima, senza un’origine, senza un dato di partenza e senza, dunque, un originale.
    Bei testi.

    Luciano

  2. Invece a me colpisce che in verità non sai se questa profezia sia poi così catastrofica o tutto sommato ottimista: “Un parossismo di prosperità prosciugherà e verrà in cambio prosciugato”…mmh, c’è da augurarcelo o no?? Risultato: grande spiazzamento. E ottenuto senza frizzi o lazzi, ma soltanto imprimendo una certa curva all’economia del lessico. Testi avvincenti, con questa loro luce strana, che annulla le ombre… (auspico che Broggi ci scriva l’oroscopo per il minaccioso 2012:)

    grazie e ciao,
    rx

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