Paysages

di

Francesco Forlani

 

Supplique feroviaria
June 17, 2012 at 6:29pm ·

Sto tran tran qui me strabuza li oci à luce à luce a noce à noce que la voz que te pare d’artri te sumiglia, t’encanta et s’alimente lo coeur par rollement de la vetura l’echange des regards figa quela figo quelo no pennient et se simula d’assonnarse pour un desìo de cullarse comme un bebè, un enfant, nu caruso, comme ça devant à tout le monde appustato A-B colli numeri de uno a centumila et alors que l’une apres l’autre se seguentan staziune de villes fameuses ou pennient piccerelle staziuncelle cum flores et faunas de barbun de sigarete accese sur le quais, se sbinaria lu tran tran et frina lorsque nu sibilo parait nu fisculo d’arbitro in miezz’o campe de ioco alors que financo lo controlor cambia d’acento de tono selon la region la ville lu village nu poco de stangheza te guadagna l’anema pe sta botta de vita de nomade genereuse ah la Boheme Boheme et puis el tran tran tout de subbète t’arridona el surriso la bocata d’oxygene comme si killo c’avive lassiat l’esta à nouveau de t’aspetarte à l’autre cap du monde du voyage et te strabuza li oci alors sta vida te fa sentrte vivo sta vida à luce à noce à noce que la voz que te pare d’artri te sumiglia, un peu

 

Dal libro “Il peso del Ciao”, casa editrice l’Arcolaio in uscita a dicembre 2012

7 Commenti

  1. grazie, Francesco, per questo viaggio e per questa “boccata d’ossigeno” e d’esperienza che trova luce, prima ancora che nel senso, nel suono stesso della tua parola.

    (come se quello che avevi lasciato t’aspettasse ancora all’altro capo del mondo del viaggio […] ora che la voce che sembrava d’altri ti somiglia, un poco)

  2. ff, questa mi sembra una delle migliori, il tono che direi proustiano (o bertolucciano), come di chi scrive in uno spazio fra veglia e sogno, presente e passato, si combina molto efficacemente con la lingua infantile e irreale…l’ho preferita però alla lettura, nel video, nonostante le immagini assai belle, se ne perde un po’ la tenuità… l’avrei letta sottovoce o cmq più debolmente…

  3. Francesco è il poeta della fuga, della partenza, del treno. La sua geografia non è immobile in un punto. E’ passione per il respiro, il sospeso, l’impronta.

  4. nella culla dei binari il battito del cuore si interseca a quello dei treni.
    ta-tan ta-tan…. tu-tun-tu -tun…
    nel viaggio scandendo i saliscendi di emozioni e di stazioni.
    fischi (gratuiti). bravo ff

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francesco forlani
francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. , L'estate corsa   Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux. Ultimo romanzo pubblicato: L'amico spagnolo
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