Oh, honey it was paradise

Lou Reed non è vero che Berlin è il tuo album migliore

Lou Reed non è vero che la droga aiuta a scrivere canzoni

Lou Reed non è vero che la droga aiuta ad ascoltare canzoni

Lou Reed non è vero che oltre alle canzoni scrivevi poesie

Lou Reed non è vero che Metal Machine Music non è un album da ascoltare sotto l’ombrellone

Lou Reed non è vero che la storia del rock si confonde con l’eternità del rumore

Lou Reed non è vero che sapevi essere triste come una rete metallica

Lou Reed non è vero che avevi una voce anomala e ammaliante

Lou Reed non è vero che hai nutrito le nostre più adolescenti malinconie

Lou Reed non è vero che sei morto

andrea inglese

Andrea Inglese (1967). Vive e lavora tra Milano e Parigi. Suoi interventi saggistici sono apparsi in rivista – «Baldus», «Derive/Approdi», «L’Atelier du roman», «Nuovi Argomenti», «il Verri», «Sud», «Qui», «Nuova prosa», ecc. – e in volume – Akusma. Forme della poesia contemporanea (Metauro, 2000), Scrivere sul fronte occidentale (Feltrinelli, 2002), La traduzione del testo poetico (Marcos y Marcos, 2004), Dieci inverni senza Fortini 1994-2004 (Quodlibet, 2006), ecc. Ha pubblicato un saggio di teoria del romanzo dal titolo L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo (2003) e ), i libri di poesia Prove d’inconsistenza, in VI Quaderno italiano (Marcos y Marcos, 1998), Inventari (Zona 2001), Colonne d’aveugles (Le Clou Dans Le Fer, 2007), La distrazione (Luca Sossella, 2008; premio Montano 2009), le raccolte di prose Prati (La Camera Verde, 2007) nel volume collettivo Prosa in prosa (Le Lettere, 2009), Quando Kubrick inventò la fantascienza. 4 capricci su 2001 (La Camera Verde, 2010) e il prosimetro Commiato da Andromeda (Valigie Rosse, premio Ciampi 2011). Ha curato l’antologia del poeta francese Jean-Jacques Viton, Il commento definitivo. Poesie 1984-2008 (Metauro, 2009). Scrive per "il Manifesto" ed è redattore del mensile "Alfabeta2" e del sito alfabeta2. Cura Per una critica futura, trimestrale di critica in rete ed è redattore del sito di ricerca GAMMM. English profile 

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  2 comments for “Oh, honey it was paradise

  1. girolamo
    28 ottobre 2013 at 00:36

    Mancavano solo la voce solista e una seconda chitarra, alla band che il Gran Bastardo ha allestito lì da lui.
    Jimi alla chitarra elettrica, Jorma al basso, Joe lo zingaro Zawinul alle tastiere, John mani di pietra alla batteria, Nico e Marvin ai cori, Miles Chet e ‘Trane ai fiati: loro c’erano già.
    Ora il concerto può iniziare.
    Non per noi, della razza di chi rimane a terra.

  2. carlo carlucci
    29 ottobre 2013 at 12:00

    decent, asciutta, una approssimazione per parole..

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