Quenelle de Brest. Esistono censure giuste?

11 gennaio 2014
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Dieudonne and Anelka
In Francia, da un po’ di anni, si discute di libertà di espressione e di censura a proposito di uno spettacolo, ma sarebbe più esatto dire di un comico, Dieudonné M’bala M’bala, aka Dieudonné, che proprio in questi giorni ha riacceso il dibattito e gli animi di politici ed intellettuali, artisti e comuni cittadini. I quattro articoli che seguono sono della corrispondente del Manifesto in Francia, Anna Maria Merlo e, proposti in ordine cronologico, a parer mio illustrano assai bene l’impasse politica in cui, ancor più che un governo, il concetto stesso di citoyenneté, tradizionalmente laico, si è trovato suo malgrado a fare i conti. (effeffe)

Le derive antisemite del “comico” Dieudonné> di
datario-29-dicembre
Anna Maria Merlo
PARIGI. Dieudonné è un umorista francese di 47 anni che riempie le sale quando si esibisce, a Parigi nel teatro della Main d’Or come nelle tournées in provincia. Gli spettatori ridono alle sue battute. Su Internet si è creata una comunità di entusiasti, sempre più fitta. Dieudonné ride e fa ridere riprendendo l’arsenale più retrivo dell’antisemitismo. Ha inventato un gesto – la “quenelle”, che dal campo della gastronomia (è una specie di gnocco a base di pesce o pollo) è ormai entrato in quello della politica – che ieri ha riprodotto anche il calciatore Anelka, dopo aver fatto un goal nel campionato inglese. La “quenelle” – un “saluto nazista rovesciato” secondo Alain Jakubovicz, presidente della Licra (Lega contro il razzismo e l’antisemitismo), rivendicato come “rivoluzionario e antisemita” dall’umorista e dai suoi seguaci – è diventata un emblema. La compagna di Dieudonné ha persino brevettato il termine. Contro chi lo critica e lo accusa di antisemitismo, Dieudonné si difende dietro la scusa di essere “discendente di schiavi”.
Il ministro degli interni, Manuel Valls, ha deciso di reagire. Nei prossimi giorni, invierà ai Prefetti una circolare che permetterà di valutare, caso per caso, se gli spettacoli di Dieudonné sono “una turbativa all’ordine pubblico” e se dovranno venire proibiti. Qualche sindaco ha già tentato di bloccarli, ma la giustizia amministrativa, sistematicamente interpellata dagli avvocati dell’umorista, ha sempre bocciato le iniziative locali, anche se Dieudonné è già stato condannato a pagare multe salate: l’antisemitismo in Francia è un reato, non un’opinione. Radio France ha sporto denuncia contro Dieudonné, per aver insultato in uno spettacolo un giornalista della rete pubblica, Patrick Cohen, colpevole di non si sa cosa, ma che ha un nome ebreo: “quando sento parlare Patrick Cohen mi dico, vedi, le camere a gas, peccato”, l’umorista fa ridere il pubblico. Dieudonné ha già messo alla gogna anche un altro giornalista, Frédéric Haziza di LCP, che lo aveva criticato. Contro questo “umorismo” il governo ha deciso di agire, soprattutto dopo che 6 giovani ebrei hanno di recente cercato di aggredire Dieudonné a Lione.
Per Valls, “Dieudonné ha cambiato dimensione. Gli spettacoli di Dieudonné non appartengono più alla dimensione creativa, ma contribuiscono ad accrescere i rischi di turbativa all’ordine pubblico”. Per il ministro degli interni, “siamo passati dall’ambito della legge del 1881 sulla libertà di espressione a quello dell’ordine pubblico”. Valls intende “spezzare la meccanica dell’odio” diffusa dagli spettacoli di Dieudonné. Ma molti dubitano dell’efficacia della proibizione. C’è un’oggettiva difficoltà giuridica, perché finora i tribunali amministrativi hanno sempre cassato le decisioni dei sindaci. Il Fronte nazionale difende Dieudonné invocando “la libertà di espressione”, garantita dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. L’Uejf, l’Unione degli studenti ebrei di Francia, ha dei dubbi sulla strategia di Valls e sulla sanzione preventiva, che punta alla messa al bando degli spettacoli di Dieudonné e ritiene più efficace la sanzione ex post. Laurent Joffrin, direttore del Nouvel Observateur, pero’ afferma: “temevamo di accordargli una pubblicità eccessiva, di attirare l’attenzione di un’opinione pubblica a grande maggioranza indifferente, di farne un martire della libertà di espressione. Questi scrupoli sono oggi superati, grazie alle reti sociali. Dieudonné accoglie già l’adesione ignorante ma fervente di un numero considerevole di internauti”. Sul sito Nouvelobs.com i commenti sono purtroppo istruttivi, per valutare la diffusione dell’antisemitismo in Francia all’alba del 2014.

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Dieudonné: spettacolo antisemita fuorilegge

PARIGI. Molto probabilmente, “Il Muro”, lo spettacolo dell’umorista Dieudonné già presentato a Parigi al teatro della Main d’Or, sarà proibito il 9 gennaio a Nantes, prima tappa della tournée nazionale. Il ministro degli interni, Manuel Valls, ha inviato ieri ai Prefetti una circolare, intitolata “Lotta contro il razzismo e l’antisemitismo – manifestazioni e riunioni pubbliche – spettacoli di Dieudonné M’Bala M’Bala””, che permette di far scattare la proibizione preventiva dello spettacolo, perché contiene “affermazioni infamanti nei confronti di varie personalità di confessione ebraica e oltraggi violenti e shoccanti alla memoria delle vittime della Shoah”. Valls, consapevole della difficoltà a proibire uno spettacolo, precisa che “il rispetto della libertà di espressione non impedisce che, a titolo eccezionale, l’autorità investita del potere di polizia proibisca un’attività se una tale misura è indispensabile per prevenire turbative all’ordine pubblico”. La circolare sottolinea che le affermazioni antisemite degli spettacoli di Dieudonné non sono dérapages improvvisati, ma che il controverso umorista è già stato oggetto a varie riprese di procedure penali, per propositi antisemiti. La decisione di Valls, appoggiata da François Hollande, solleva dubbi sul fronte dell’efficacia: proibire uno spettacolo non rischia di fare della pubblicità gratuita alle tesi che Dieudonné propaga già da una decina di anni, riempiendo le sale? Inoltre, Dieudonné ha un grande seguito su Internet, dove si propaga la sua “quenelle” (un gesto a metà tra saluto nazista rovesciato a “vaffa” all’italiana) e su questo fronte i poteri di polizia sono praticamente inesistenti.
Il mondo politico condanna le posizioni di Dieudonné – in Francia l’antisemitismo non è un’opinione, ma un reato – con la paradossale eccezione del Fronte nazionale, che difende “la libertà di espressione” del comico e accusa il governo di “deriva estremista”. Ma molti esponenti politici, a destra come a sinistra, hanno espresso dubbi sull’efficacia della proibizione preventiva. Anche il mondo ebraico è diviso. L’Uejf (Unione degli studenti ebrei) difende l’azione giudiziaria caso per caso ex post, quando sono verificate le affermazioni antisemite. Invece, l’associazione dei Figli e figlie dei deportati ebrei di Francia, fondata da Serge e Beate Klarsfeld, invita a manifestare, domani a Nantes, per ottenere la proibizione dello spettacolo. Il Crif (Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia) chiede una “mobilitazione repubblicana” per combattere la diffusione delle tesi antisemite, che con Dieudonné sta prendendo in Francia un nuovo slancio, con la congiunzione tra il vecchio antisemitismo ereditato dagli anni ’30 e una nuova espressione delle stesse tesi, presentate come “rivoluzionarie” e “antisistema”, in nome della difesa delle lotte anticoloniali, con gli ebrei capro espiatorio, considerati responsabili della repressione dei neri e degli arabi. Nei suoi spettacoli, Dieudonné accusa gli ebrei di aver monopolizzato la sofferenza, occultando quella dei neri, grazie al loro potere economico. L’opposizione alla politica di Israele viene tradotta in espressioni antisemite e in negazionismo. Dieudonné, che potrebbe di nuovo presentarsi alle europee – come aveva fatto 5 anni fa – alla testa di una formazione antisemita, coagula questa triste alleanza e la sfrutta a proprio vantaggio. Oltre alla circolare, Valls e la ministra della giustizia, Christiane Taubira, hanno anche un altro angolo di attacco, che colpirà il portafoglio dell’umorista. Dieudonné, difatti, è già stato condannato nove volte dal 2006 per diffamazione, ingiurie e provocazione all’odio razziale. Deve pagare sui 65mila euro di multe, più altre decine di migliaia di euro alle associazioni anti-razziste che lo hanno denunciato. Ma non ha mai versato un euro, perché grazie ai ricorsi dei suoi avvocati e a un’abile costruzione imprenditoriale fatta di scatole cinesi, Dieudonné risulta nullatenente. Si è ritirato dalla Sacem (Società autori e editori), rendendo cosi’ impossibile il sequestro dei guadagni della società che produce i suoi spettacoli, la Productions de la plume, che nel 2012 ha fatturato 1,8 milioni di euro (anche grazie alla vendita di gadget di ogni tipo). Condannato per evasione fiscale (deve 800mila euro al fisco), ha fatto appello a una sottoscrizione dei suoi fan, presentandosi come una vittima del sistema.

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PARIGI. In seguito alla circolare del ministro degli interni, Manuel Valls, rivolta ai Prefetti e ai sindaci, molte città hanno proibito ieri lo spettacolo “Il Muro” dell’umorista Dieudonné, per “provocazione all’odio razziale” a causa dell’ossessione antisemita che ne caratterizza i testi: la tournée in provincia non potrà cosi’ iniziare, come previsto, il 9 a Nantes (dove sono già stati venditi 5200 biglietti a 43 euro l’uno), e non ci saranno gli spettacoli a Bordeaux, Tours, Marsiglia (mentre Nyon, in Svizzera, rifiuta l’annullazione “per non fare pubblicità” al comico). Il presidente Hollande, che appoggia l’iniziativa di Valls, ha chiesto ieri ai Prefetti di essere “vigili e inflessibili” nell’applicazione della circolare, che prevede sia una risposta penale alle affermazioni antisemite di Dieudonné che interventi di carattere amministrativo per evitare turbative all’ordine pubblico. L’avvocato di Dieudonné ha annunciato “azioni immediate” contro ogni proibizione, rivolgendosi alla giustizia amministrativa che, nel passato, ha dato ragione al controverso umorista almeno una quindicina di volte. L’avvocato minaccia anche di rivolgersi al tribunale dei ministri contro Valls, accusato di aver fatto affermazioni “lesive dell’onore” di Dieudonné. I proprietari del teatro parigino della Main d’Or (un fondo di investimenti), dove da mesi Dieudonné presenta “Il Muro”, stanno cercando di recidere il contratto di affitto. Inoltre, la giustizia cerca la strada per obbligare Dieudonné a pagare i circa 65mila euro di multe a cui è già stato condannato per incitazione all’odio razziale, ma che finora è riuscito a non versare, grazie a un’abile costruzione in scatole cinesi delle sue proprietà, per cui risulta “nullatenente” malgrado i lauti guadagni che ricava dai suoi spettacoli e dalla vendita di gadget di vario tipo. La polemica politica non si placa. Oggi ci sarà una manifestazione contro la diffusione delle tesi antisemite, organizzata dall’associazione dei Figli e figlie dei deportati ebrei di Francia. Marine Le Pen, il cui partito è il solo a difendere Dieudonné, pur prendendo personalmente le distanze dalle tesi di Dieudonné, accusa Valls di “vendetta personale” contro il comico.

Dieudonné: spettacolo proibito a Nantes nove

PARIGI. Il Consiglio di stato ha dato ragione a Manuel Valls: lo spettacolo di Dieudonné è fuorilegge. La decisione, presa ieri alle 18,40 dalla più alta istanza amministrativa francese a cui si era rivolto nel pomeriggio il ministro degli interni, conferma l’annullamento dello spettacolo dell’umorista che doveva tenersi ieri sera a Nantes, con “applicazione immediata”. Nel primo pomeriggio, invece, un primo annullamento dello spettacolo a Nantes, deciso dal Prefetto in applicazione della circolare di Valls, era stato cancellato dal tribunale amministrativo locale, che aveva ritenuto che il “rischio” per l’ordine pubblico non poteva giustificare “una misura cosi’ radicale”. Ma con la sentenza del Consiglio di stato, ormai non c’è più ricorso, la decisione è definitiva, almeno per Nantes. I 5mila spettatori erano ieri già sul posto quando è arrivata la decisione e le prime reazioni sono state di rabbia. La polizia era presente in forza, per timore di disordini.
Il braccio di ferro tra ministro degli interni e Dieudonné non si ferma qui: altre proibizioni preventive degli spettacoli della tournée del comico in provincia, già chieste da vari sindaci – tra cui a Bordeaux dal sindaco Alain Juppé, ex primo ministro – dovranno ancora passare la vaglio dei vari gradi della giustizia. Nel pomeriggio, Valls ha ribadito la sua posizione: “di fronte alla meccanica dell’odio – ha detto – ci vuole fermezza e determinazione, qualunque siano le decisioni (giudiziarie), la mobilitazione continua, contate sulla mia determinazione”. Valls ha ingaggiato una battaglia che va al di là di Dieudonné: sul piano morale, è sincero nell’opporsi alla diffusione dell’antisemitismo che rappresenta il principale tema della “comicità” del controverso umorista, mentre sul piano politico, il ministro degli interni si presenta come un decisionista (sul modello del suo predecessore di destra, Nicolas Sarkozy), l’opposto del presidente Hollande, accusato di essere un grande indeciso. Valls ha grandi ambizioni, pensa all’Eliseo, se non per il 2017 certamente per il 2022.
Il ministero degli interni ha preso di punta il caso Dieudonné, anche perché ritiene che la giustizia non abbia fatto fino in fondo il proprio lavoro. Dieudonné è stato difatti condannato nove volte per “provocazione all’odio razziale”, a causa dell’ossessione antisemita dei suoi testi, deve circa 65mila euro di multe (in Francia l’antisemitismo è reato), ma non ha mai pagato niente, perché, grazie a un’abile costruzione in scatole cinesi, figura come “nullatenente” e la sua società non è neppure iscritta alla Sacem (Società autori ed editori). Dieudonné, inoltre, deve più di 800mila euro al fisco e altre decine di migliaia di euro alle associazioni antirazziste che lo hanno denunciato. Un’inchiesta in corso indaga su un trasferimento illegale di più di 400mila euro in Camerun, paese di origine del comico.
La scelta di Valls di arrivare alla proibizione preventiva dello spettacolo “Il Muro” – che a Parigi è alla Main d’Or da mesi – ha suscitato polemiche e perplessità. Soprattutto sul metodo, per il rischio di fare pubblicità gratuita a Dieudonné e alle sue tesi antisemite.

https://www.youtube.com/watch?v=ovHXuO1xRko

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2 Responses to Quenelle de Brest. Esistono censure giuste?

  1. véronique vergé il 11 gennaio 2014 alle 20:59

    Francesco,

    Dieudonné non è un umorista. E’un antisemita.
    In Francia si respira un’odore putrido di antisemitismo.
    Approvo Manuel Valls.
    A volte provo vergogna di essere francese, quando leggo che Dieudonné trova spettatori.
    Sono preoccupata.

  2. giovanni il 12 gennaio 2014 alle 03:41

    Perchè “lo spettacolo “Il Muro” – che a Parigi è alla Main d’Or da mesi” diventa pericoloso solo quando va in provincia?



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