Versi liberi (3)

di Daniele Ventre

 

e in fin dei conti il tutto è solo un gioco
se pure a volte sia stampato in serie
che l’uomo arguto se ne prende gioco
così che poi se insisto nel mio gioco
quel tizio arguto lì ci resta male
che pur arguto non sa stare al gioco
ed è perciò che me ne prendo gioco
perché poi tutto si farà per scherzo
e se qualcuno non starà allo scherzo
peggio per lui che non comprende il gioco
perché poi non c’è mai nulla di nuovo
nel farsi a tutti costi il volto nuovo

sarà che in fin dei conti sono nuovo
o forse ancora non capisco il gioco
o sarà poi che quanto c’è di nuovo
è peggio d’altro che non è più nuovo
perché le novità stampate in serie
non odorano più granché di nuovo
quel che c’era di nuovo è meno nuovo
d’un uovo vecchio appena andato a male
né riesce la ricetta in bene o in male
e non ci sento mai puzza di nuovo
perché ci resta poi lo stesso scherzo
se chi ci scherza non s’aspetta scherzo

e certo non è poi mica uno scherzo
almanaccarci a forza un senso nuovo
e di certo non io la prendo a scherzo
che certo non è farsa e non è scherzo
per trasmutate regolette al gioco
che il caso t’ha giocato un gramo scherzo
e sì che non staremmo più allo scherzo
e certo che non sono cose serie
due voci messe in riga e uscite in serie
che poi ci torna un po’ stantio lo scherzo
per qualche vecchia farsa andata a male
che tutto è male poi quel che va male

e certi si saranno fatti male
per farsa falsa o mal concetto scherzo
da spirito del tempo andato male
nel tempo d’uno spirito del male
che poi non ci vedrei granché di nuovo
nel rivangare ancora un vecchio male
per due ricami in croce andati a male
o per un libro vecchio o per il gioco
del fallo in ostensione al fuori gioco
mostrando in gara chi farà più male
il bene che farà montato in serie
per maschere di scene semiserie

e sì gli attori alle commedie in serie
ripetono battute espresse male
di bocca nelle farse poco serie
e i moralisti con le facce serie
non tollerano spirito né scherzo
in materie di fede uscita in serie
o non ne capirò di cose serie
che non capisco il tuo bel mondo nuovo
e la sua bella gente di bel nuovo
finta in un dramma di persone serie
perché tutto mi sembra ancora un gioco
forse perché in realtà non sono in gioco

perdona dunque se mi piglio gioco
di tutto questo tuo bel mondo nuovo
di bella gente che non sta allo scherzo
sorridi in mezzo al caos di tanto scherzo
che tutto il tempo ci sta andando a male
per marche di cervelli offerti in serie

 

1 commento

  1. Mica tanto liberi
    la metrica è decisamente rigorosa.
    però la musicalità dell’endecasillabo è così libertina …
    vien voglia di proseguire :-)

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Cinque poesie di Antonio Bux tratte da “La diga ombra” (Nottetempo, 2020) – nota introduttiva di Giuseppe Munforte

Ogni poesia ci pone la domanda di cosa sia la poesia. Arriva di fronte ai nostri occhi come un...

Annotare il dolore. – Su “Taccuino dell’urlo”di Sonia Caporossi

di Antonio Francesco Perozzi Mi piace parlare di Taccuino dell’urlo (2020, Marco Saya Edizioni) di Sonia Caporossi in termini di...

Odissea – Libro XIX – Il colloquio di Odísseo con Penelope – il riconoscimento fra Euriclea e Odísseo

trad. isometra di Daniele Ventre (da Omero, Odissea, ed. Mesogea, Messina, 2014) Dentro la sala, frattanto, lo splendido Odísseo...

Fastidiosa e sputacchina, ovvero come abbattere milioni d’ulivi in silenzio.

di Lele Amoruso O miseras hominum mentes, o pectora caeca.  O misere menti degli uomini, o ciechi cuori. Lucrezio, De rerum...

Inno ps. omerico ad Apollo

trad. in esametri di Daniele Ventre Ricorderò, né potrei scordarmelo, Apollo l'arciere lui per cui tremano i numi, se avanza alla...

Sonia Caporossi – Taccuino dell’urlo (Marco Saya Edizioni 2020)

Prefazione di Maria Grazia Calandrone La scrittura di Sonia Caporossi è mossa dalla necessità di comprendere filosoficamente il mondo, che...
Avatar
daniele ventre
Daniele Ventre (Napoli, 19 maggio 1974) insegna lingue classiche nei licei ed è autore di una traduzione isometra dell'Iliade, pubblicata nel 2010 per i tipi della casa editrice Mesogea (Messina).