“i più forti esigono quanto più è possibile, e i più deboli acconsentono” (Tucidide)

testo e fotografie di Danilo De Marco

016 Katina Sifakaki copy

 

 

 

 

 

 

 

Scelgo un passo terribile da La guerra del Peloponneso di Tucidide. Nel 416 gli abitanti dell’isola di Melo, alleati di Sparta, si ribellarono agli ateniesi:

” … e per noi il cedere immediatamente ci priva di ogni speranza, mentre con l’agire c’è ancora qualche speranza di restare ritti in piedi… e insomma una nostra audacia  non ci sembra del tutto infondata”.

 

007
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La risposta fu dura: tutti gli uomini uccisi, le donne e i bambini ridotti in schiavitù. Prima della strage, agli abitanti di Melo che invocavano le ragioni della giustizia, gli ateniesi opposero le ragioni del potere: «La valutazione del diritto si pratica, nel ragionare umano, solo quando si è su una base di parità, mentre se vi è disparità di forze, i più forti esigono quanto più è possibile e i più deboli acconsentono». Uomini e dei devono dunque sottostare alla legge di natura che spinge chi ha il potere ad esercitarlo: «Questa legge non l’abbiamo stabilita noi né siamo stati noi i primi a valercene: l’abbiamo ricevuta che già c’era e a nostra volta la consegneremo a chi verrà dopo, e avrà valore eterno».

 

Manolis Glezos copy

 

Un passo terribile e modernissimo: perché a richiamare il presunto “diritto di natura” dei forti a mangiarsi i deboli non sono i militaristi spartani, ma i democratici ateniesi; sono gli inventori e gli esportatori della democrazia. Ieri come oggi a ricordarci che invece servono nodi al fazzoletto, serve la capacità di individuare i fili portanti, come nelle ragnatele, e serve preservarli.

 

 …

è la coda di un esercito in fuga

o la fronte dell’altro che

incalza

qui resistere significa esistere

Pierluigi Cappello

[le tre fotografie di De Marco ritraggono tre ex-resistenti greci, vale a dire, in ordine di apparizione, Katina Sifakaki, Vagelio Skevofilaka Rammou (“Amazzone”), e Manolis Glezos]

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giacomo sartori
giacomo sartori
Sono agronomo, specializzato in scienza del suolo, e vivo a Parigi. Ho lavorato in vari paesi nell’ambito della cooperazione internazionale, e mi occupo da molti anni di suoli e paesaggi alpini, a cavallo tra ricerca e cartografie/inventari. Ho pubblicato alcune raccolte di racconti, tra le quali Autismi (Miraggi, 2018) e Altri animali (Exorma, 2019), la raccolta di poesie Mater amena (Arcipelago Itaca, 2019), e i romanzi Tritolo (il Saggiatore, 1999), Anatomia della battaglia (Sironi, 2005), Sacrificio (Pequod, 2008; Italic, 2013), Cielo nero (Gaffi, 2011), Rogo (CartaCanta, 2015), Sono Dio (NN, 2016), Baco (Exorma, 2019) e Fisica delle separazioni (Exorma, 2022). Alcuni miei romanzi e testi brevi sono tradotti in francese, inglese, tedesco e olandese. Di recente è uscito Coltivare la natura (Kellermann, 2023), una raccolta di scritti sui rapporti tra agricoltura e ambiente, con prefazione di Carlo Petrini.
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