Allmenn e le dalie

Martin_Suter

di Gianni Biondillo

Martin Suter, Allmenn e le dalie, Sellerio, 2015, 215 pagine, traduzione di Emanuela Cervini

Credere che in un albergo ci si stia lo stretto tempo necessario significa non conoscere lo Schlosshotel, grande albergo svizzero un po’ in decadenza, dove, oltre ai fruitori di passaggio, è normale designare la propria residenza e viverci anche per molti e molti anni. Fra i clienti affezionatissimi c’è anche Dalia Gutbauer, una quasi centenaria arcigna ereditiera di una fortuna immensa che in gioventù ha vissuto nel jet set internazionale e che negli ultimi decenni del secolo scorso ha deciso di ritirarsi a vita privata. In un albergo, giustappunto, dove vive in una suite del quarto piano col suo seguito di servitù e assistenti personali.

E proprio nel suo appartamento scompare un dipinto di Fantin-Latour, una natura morta ritraente un vaso di Dalie, dipinto che vale una fortuna immensa e che la milionaria vuole ritrovare non per il suo valore materiale, ma per quello affettivo. Le fu donato in onore al suo nome, mezzo secolo addietro, da un ladro spasimante.

A cercarlo ci penserà Johann Friedrich von Allmen, esperto in ritrovamenti di opere d’arte. Lavoro che Almenn s’è in un certo senso inventato per evitare di lavorare per davvero. Mestiere che riesce a fare persino bene, grazie all’aiuto di due improbabili assistenti, il guatemalteco Carlos e la colombiana Maria, entrambi clandestini in terra elvetica.

Allmenn e le dalie, di Martin Suter, è una specie di delitto a scatola chiusa sui generis, manchevole delle morbosità e della violenza dei romanzi di genere di questi anni. Suter, anzi, insiste nei dialoghi a ripristinare una lingua elegante, quasi retrò. Il motore autentico del romanzo però non è la semplice descrizione di un mondo altolocato. È la dimostrazione che siamo tutti schiavi, più che del denaro, di chi il denaro lo possiede. Possedendoci.

(pubblicato su Cooperazione, numero 13 del 24 marzo 2015)

Print Friendly, PDF & Email

articoli correlati

Il romanzo enciclopedico

di Marco Drago
Il 26 maggio sarà in libreria "Ferrovie del Messico" di Gian Marco Griffi. Il romanzo, ambientato nel febbraio del 1944, racconta l’avventura di Cesco Magetti, un milite della Guardia nazionale repubblicana ferroviaria che riceve l’ordine di compilare una mappa delle ferrovie del Messico. Riproduciamo qui la postfazione di Marco Drago.

La versione di Eva

di Iaia Caputo
Dopo un periodo durato anni di studio e scrittura, finalmente, dal 3 maggio, è in libreria "La versione di Eva" di Iaia Caputo. Siamo felicissimi di pubblicare qui un estratto, ringraziando editore e autrice per il regalo.

Nel cuore inestinto del genere umano – leggendo “Così per sempre” di Chiara Valerio

di Edoardo Pisani
"Così per sempre" è il libro più importante e maturo e forse più bello di Chiara Valerio, un’opera che travalica il tempo e i luoghi e gli animi e che si legge con malinconia e con gioia, con meraviglia e affetto

Lo spazio delle donne e il loro sguardo: il fuori campo attivo che ridisegna il mondo

di Francesca Scala
Le donne di cui ci parla Daniela Brogi sono poste come soggetto fin da subito, in quanto titolari di un diritto inalienabile: il diritto di occupare uno spazio vitale e visibile.

Aria e tradizione: l’ultimo libro di poesia di Gabriella Sica

di Paolo Rigo
Al tempo – con i suoi ricordi, con i suoi anniversari, con i giorni che passano – è dedicato l’ultimo libro di Gabriella Sica, dal titolo Poesie d’aria. Disturbare Petrarca non è una scelta peregrina, un vezzo del recensore: la poesia di Sica, infatti, fin dai tempi di Prato pagano è consacrata al dialogo con gli antichi

L’arte di sopravvivere al dolore: ‘Drive My Car’ di Ryusuke Hamaguchi

di Daniele Ruini
All’origine di tutto c’è l’omonimo racconto di Murakami Haruki (contenuto nella raccolta del 2014 Uomini senza donne), che Hamaguchi, anche sceneggiatore, ha amplificato aggiungendovi elementi da altri due racconti dello scrittore giapponese
gianni biondillo
GIANNI BIONDILLO (Milano, 1966), camminatore, scrittore e architetto pubblica per Guanda dal 2004. Come autore e saggista s’è occupato di narrativa di genere, psicogeografia, architettura, viaggi, eros, fiabe. Nel 2011 il romanzo noir I materiali del killer ha vinto il Premio Scerbanenco. Nel 2018 il romanzo storico Come sugli alberi le foglie ha vinto il Premio Bergamo. Scrive per il cinema, il teatro e la televisione. È tradotto in varie lingue europee.
Print Friendly, PDF & Email
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: