Ideafelix: un progetto di libri

30 novembre 2016
Pubblicato da

di Davide Orecchio

loniganSembra che i libri debbano darsi da fare. Non possono più accontentarsi di essere libri. Così, per restare nel mondo, i libri mutano. Alcuni perdono il potere della carta, e acquistano qualità digitali. Altri prendono la strada della socializzazione in Rete; capita in questi casi che il libro, che già di suo dovrebbe contenere tutte le storie possibili, divenga parte di una storia, o di uno storytelling intarsiato di status, post, video e immagini del quale il volume è solo l’innesco e poi appena un frammento. Altre mutazioni, le più frequenti, esulcerano nel protagonismo (virtuale, di network sociale) degli autori, che a volte aiuta il libro, a volte lo danneggia, a volte incoraggia i lettori ma può anche distrarli.

In altre circostanze, invece, il libro può diventare in dose non minima il motore di un progetto più ampio, e reale. È il caso di ideafelix (ideafelix.com), una nuova piattaforma editoriale aperta da pochi mesi che pubblica sei romanzi l’anno e che finanzia iniziative culturali o laboratori didattici nelle scuole, destinando loro il 20% del prezzo di copertina dei volumi, tutti in formato cartaceo e acquistabili direttamente dal sito.

«Abbiamo creato ideafelix – si legge nel chi siamo della piattaforma – perché vorremmo che l’esperienza legata alla lettura di un testo si trasformasse in qualcosa di funzionale alla nostra vita quotidiana. Così ci siamo chiesti: e se la vendita di un libro fosse anche l’occasione per finanziare dei progetti culturali o promuovere la creatività dei nostri figli? E se potessimo divulgare il messaggio: “Leggi una storia, realizza un progetto”? Oppure, al contrario: “Vuoi realizzare un progetto? Leggi un libro o chiedi ai tuoi amici di farlo”. I libri hanno finalmente una seconda vita: sono oggetti da leggere e sono oggetti che generano finanza da destinare alla realizzazione di altri progetti culturali».

Ideafelix è anche una piattaforma di crowfounding: chiunque può lanciare gratuitamente un progetto, condividerlo pubblicamente e ottenere un finanziamento collettivo.

Finora i romanzi pubblicati sono due. Scelte originali. Repêchages di autori e opere fuori catalogo non banali. Come  Studs Lonigan dello scrittore nordamericano James T. Farrell (1904 – 1979), primo capitolo (tradotto da Giuliana Villa) di una trilogia che negli anni Trenta del Novecento ebbe molto successo negli Stati Uniti, e ispirò, tra gli altri, Ernest Hemingway, Tom Wolfe, Norman Mailer, Kurt Vonnegut. «Attraverso i suoi libri – ha scritto Vonnegut di Farrell – mi ha mostrato che era perfettamente normale, e forse anche utile e bello, raccontare com’è davvero la vita, cosa si dice e cosa si prova veramente, cosa si fa, cosa succede»; e ancora: «Il suo lavoro è immenso. Balzachiano nella sua vastità. Se solo avesse prodotto una tale mole di opere in un paese più piccolo, avrebbe già vinto un Premio Nobel». Farrell, figlio di immigrati irlandesi, cresciuto all’inizio del secolo nei quartieri più poveri e violenti del South Side di Chicago, riporta alla vita quei luoghi col raccontare le peripezie del quattordicenne Studs e dei suoi compagni. La violenza, gli scontri tra bande, l’amore, il sesso, la povertà, la speranza e la paura del futuro escono dalla penna di un autore profondamente socialista.

Studs Lonigan ha contribuito a realizzare “L’alba della meraviglia”, un laboratorio di filosofia per bambini tra i 6 e i 10 anni in una scuola elementare. Leggiamo dalla descrizione: «Domandare in continuazione, cercare risposte sempre nuove e diverse, non accontentarsi mai dei risultati raggiunti: non sono forse queste le caratteristiche comuni ai bambini e alla filosofia? E allora perché non farli incontrare proprio nel luogo che la nostra società ha costruito per far sì che ciascun individuo cresca e progredisca nelle sue capacità intellettuali, affettive, morali, ossia un’aula scolastica?».

Il meccanismo ha funzionato. «Siamo molto soddisfatti – racconta Felice Di Basilio di ideafelix –. Siamo riusciti a presentare un circuito virtuoso in cui i libri generano finanza da destinare ad altri progetti culturali. Quindi il libro è diventato più forte, un vero protagonista. Ad oggi il romanzo Studs Lonigan ha finanziato il 60% del laboratorio didattico “L’alba della meraviglia” (sei classi su dieci). Ma avremmo voluto finanziare il 100%, quindi c’è ancora molto lavoro da fare».

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La seconda tappa (uscita: il 30 novembre) è La montagna ci cade addosso (traduzione di Valeria Lupo), dello svizzero Charles-Ferdinand Ramuz (1878 – 1947). Scritto nel 1934, il romanzo è ispirato alla frana che nel 1714 si staccò dal monte Diablerets, e – citiamo le parole dell’editore – si tratta di un’opera «lirica, dallo stile irregolare, magico e avvincente, che svela l’imperscrutabile e misterioso legame che unisce l’uomo al suo ambiente». Qui la protagonista, «l’eroina viva e pulsante, è una montagna, una creatura che parla e a cui gli esseri umani rispondono. Alle volte ride, fa brutti scherzi, gioca con il diavolo, e ha una sua chiara volontà».

Il romanzo finanzierà il progetto Radio Freccia Azzurra, curato dall’Associazione Matura Infanzia e rivolto a sei classi della scuola elementare e a una classe della scuola media: «Una web-radio scritta e condotta dai bambini: interviste impossibili, microstorie sonore inventate, lezioni in classe preparate da bambini e insegnanti come fossero un’équipe di ricercatori al servizio di una comunità che impara ad ascoltare. Un laboratorio di radio per trasformare la scuola, gli ambiti delle materie, il curriculo scolastico in un potenziale palinsesto radiofonico».

Spiega ancora Di Basilio: «Ideafelix vive grazie al coinvolgimento di una comunità, così come il libro esiste se incontra dei lettori. La nostra comunità deve crescere ancora molto, consolidarsi. Ogni progetto è una sfida molto impegnativa. Essere riusciti a finanziarne uno non assicura il successo di quello successivo. Così ogni volta che presentiamo il nuovo progetto e il nuovo romanzo è come iniziare tutto da capo. E per questo ci vuole molta lucidità e soprattutto un’ottima organizzazione. Il nostro primo romanzo non è stato distribuito nelle librerie, ma non è frutto di una scelta ideologica. Diciamo che il motivo è molto più banale: non abbiamo avuto tempo di organizzarlo. Siamo presenti in una libreria perché sono stati loro a proporsi. E’ la libreria Fahrenheit di Piacenza, il nostro primo amore. Adesso ci presenteremo in alcune librerie di Roma e con il tempo cercheremo di aumentare la nostra esposizione».

Ma non è semplice – conclude Di Basilio, «perché il modello ideafelix presuppone vendite certe in un lasso di tempo di circa due mesi. Quindi con le librerie stiamo cercando una formula commerciale che rispetti questa esigenza. Tutti i nostri interlocutori – l’utente, le scuole, le Onlus, i privati – vogliono sapere in tempo reale e nella più assoluta trasparenza quello che succede, come avviene in una classica piattaforma di crowfunding. Quindi complicato, ma si può fare».

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