MSQ→AMS→PAR #3

di Andrea Inglese, Barbara Philipp, Aleksei Shinkarenko

Terzo episodio, di cinque. I primi due in versione italiana, qui e qui. In versione francese sul sito amico Remue.net; qui e qui gli episodi precedenti. Sulla natura del progetto, leggere in coda al pezzo.

Ho finito davvero per incontrare qualcuno, alla fine, ma non chi mi aspettavo. Avevo in testa delle apparizioni un po’ esotiche, un po’ stravaganti, e già non pensavo più agli animali, a dirla tutto ne ho abbastanza degli animali. Non sono mai presenti, non gli si può dare fiducia. Troppo individualisti. Gli alberi d’accordo. Foreste, alberi, sassi, perfino cascate: hanno una certa costanza. A volte, guardandoli sotto una pioggia molto fine, ti fanno venire il magone, ma riempiono lo spazio, a destra come a sinistra, è una presenza un po’ idiota, insistente, ma fornisce un punto di orientamento. Gli animali, invece, son bravi solo a tagliare la corda, prendono il volo, spariscono, o sono talmente piccoli che non li si vede neppure, come le formiche o i coleotteri. In ogni caso, mi ero stufato anche degli alberi. Ero forse in una ricerca amorosa, cercavo davvero qualcuno per uno sguardo indimenticabile, o per ascoltare delle parole pronunciate in modo sconvolgente. A quel punto è spuntato mio zio. Mio zio Albert.

È pur sempre una persona, non quella del desiderio, quella esotica che suscita fantasie, quella che incarna tutta la novità e la ridente energia, quella che ti entusiasma con la semplice oscillazione della testa, mio zio, lui, come persona, è piuttosto portato al ragionamento politico e questo gli conferisce un aspetto pesante, dei movimenti approssimativi, una pronuncia leggermente impastata. Voleva tirarmi su il morale, ma nessuno gli aveva chiesto niente. “Alfred, perché fai così?”, pensavo dentro di me. Ma no, non è Alfred, è Albert. Li confondo tutti i miei zii. “Non bisogna disperare – diceva – il Gruppo di esperti intergovernamentali prevede per il 2100 una moltiplicazione da tre a venti volte del reddito medio sull’intero pianeta. Capisci? Letto oggi sui giornali.” Era sbucato all’improvviso e ora ostacolava la mia passeggiata, il mio sport.

“Bisogna tener duro. Non è la fine del mondo.” In genere, non sono interessato a questo tipo di conversazioni. D’altra parte Albert non si aspettava repliche, i cenni che gli facevo con la testa gli erano sufficienti, cenni di blanda approvazione. Sia da un lato sia dall’altro del cammino, il passo era arduo. C’erano dei rovi. Se fosse stato più vicino, lo zio Albert, avrei potuto caricarlo a testa bassa, mirando direttamente al petto. L’ho visto fare in un film. Sarebbe stata una manovra molto efficace, ma nella mia situazione dovevo inventare qualcos’altro. Gli risposi, allora, che fino a quella data, fino al 2100, non ci restava che utilizzare lo stratagemma di certi insetti: bisognava fare i morti. Muoversi appena, pochissime iniziative diplomatiche e tecnologiche, limitare le guerre all’estremo, lasciare agire le leggi dei grandi numeri, rimanere a letto il più possibile. Non era persuaso Albert della mia teoria politica. Se ne tornò sui suoi passi dopo avermi salutato in modo spiccio. Io mio sentivo già fiaccato da tutta quell’attività fisica.

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Si tratta di materiali per costruire storie: foto, disegni, frasi. O sono, forse, resti di storie. Arrivano troppo presto o troppo tardi. In ogni caso, tutto è cominciato a Minsk, da dove Aleksei Shinkarenko, fotografo bielorusso, ha inviato a Barbara e a me delle piccole serie di foto, durante l’inverno del 2015. Barbara Philipp, artista austriaca residente ad Amsterdam, rispondeva alle foto con dei disegni, a volte degli acquarelli. E io rispondevo alle foto e ai disegni, con dei testi scritti direttamente in francese.

Gli invii di Aleksei si sono conclusi all’inizio dell’estate del 2016. Abbiamo costituito 5 episodi, per un totale di 32 foto, 2 video, 44 disegni e 5 testi.

Pubblico su NI la versione italiana dei testi e una diversa selezione dei materiali di Aleksei e Barbara prodotti per ogni episodio. Nello scarto tra una lingua e l’altra, tra un itinerario iconografico e l’altro, mi auguro che storie ogni volta diverse possano emergere sotto gli occhi dei lettori.

Immagini di Aleksei Shinkarenko e Barbara Philipp

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Andrea Inglese (1967) originario di Milano, vive nei pressi di Parigi. È uno scrittore e traduttore. È stato docente di filosofia e storia al liceo e ha insegnato per alcuni anni letteratura e lingua italiana all’Università di Paris III. Ora insegna in scuole d’architettura a Parigi e Versailles. Poesia Prove d’inconsistenza, in VI Quaderno italiano, Marcos y Marcos, 1998. Inventari, Zona 2001; finalista Premio Delfini 2001. La distrazione, Luca Sossella, 2008; premio Montano 2009. Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato, Italic Pequod, 2013. La grande anitra, Oèdipus, 2013. Un’autoantologia Poesie e prose 1998-2016, collana Autoriale, Dot.Com Press, 2017. Il rumore è il messaggio, Diaforia, 2023 (Premio Pagliarani 2024). Prose Prati, in Prosa in prosa, volume collettivo, Le Lettere, 2009; Tic edizioni, 2020. Quando Kubrick inventò la fantascienza. 4 capricci su 2001, Camera Verde, 2011. Commiato da Andromeda, Valigie Rosse, 2011 (Premio Ciampi, 2011). I miei pezzi, in Ex.it Materiali fuori contesto, volume collettivo, La Colornese – Tielleci, 2013. Ollivud, Prufrock spa, 2018. Stralunati, Italo Svevo, 2022. Storie di un secolo ulteriore, DeriveApprodi, 2024. Romanzi Parigi è un desiderio, Ponte Alle Grazie, 2016; finalista Premio Napoli 2017, Premio Bridge 2017. La vita adulta, Ponte Alle Grazie, 2021. Saggistica L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo, Dipartimento di Linguistica e Letterature comparate, Università di Cassino, 2003. La confusione è ancella della menzogna, edizione digitale, Quintadicopertina, 2012. La civiltà idiota. Saggi militanti, Valigie Rosse, 2018. Con Paolo Giovannetti ha curato i volumi collettivi Teoria & poesia, Biblion, 2018 e Maestri Contro. Brioschi, Guglielmi, Rossi-Landi, Biblion, 2024. Traduzioni Jean-Jacques Viton, Il commento definitivo. Poesie 1984-2008, Metauro, 2009. È stato redattore delle riviste “Manocometa”, “Allegoria”, del sito GAMMM, della rivista e del sito “Alfabeta2”. È uno dei membri fondatori del blog Nazione Indiana e il curatore del progetto Descrizione del mondo (www.descrizionedelmondo.it), per un’installazione collettiva di testi, suoni & immagini.
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