Nomi

Paola SIlvia Dolci / Michaela D'Astuto, I processi di ingrandimento delle immaginidi Paola Silvia Dolci

 

i molti sessi dello sguardo

I.

p’tit caporal

i.
36 nodi di vento contrario
il mare è un toro meccanico
ho visto due delfini e una sirena
spaventosa

ii.
carte postale, île rousse
ogni mattina offro il caffè ai pesci
e pianto un seme di albicocca nella sabbia
stasera ti scrivo dalla rhumerie, brugal,
coi mori sotto i platani le cosce incollate
sono così disordinata che sospetto
mi gettino i libri fuoribordo

iii.
polipo o ragno dalle dita incerottate
sono impresentabile

*

II.
La cattedrale di S. Stefano, la Karntnerstrasse,
il teatro dell’opera, il pranzo al Naschmarkt.
Al museo quella donna 1 raccontava del marito.
L’aveva sbattuta sul letto, strappato i vestiti
con un coltello l’aveva minacciata
i genitali, una puttana non li merita
– la scelta delle parole, Eva, la questione del merito.
La necessità di integrare il mio viaggio alla scrittura.

*

III.

i.
nora nella testa di torvald
l’eteronimo ha l’acqua nel cervello, annaffio
22 anni di scossoni incessanti

è terribile non poterli costringere ad amarmi

ii.
“anche le tombe muoiono” 2, è vero?

iii.
resta inerte
torci i rami
riporta al centro

una lucertola parla in proverbi
a intere nazioni di vermi

*

IV.
la mia casa è affollata dalle tue ombre
che somigliano agli animali

una fredda serata fuori stagione
sono venuta a guardare il lago
anche se è buio
un film in due versi di Ashbery
“la sua testa chiusa a chiave nella mia
eravamo un’altalena”

*

V.
lo zucchero si è appiccicato al quaderno
torta e coca cola, una festa
la cima dell’empire state building tra le nuvole
il tavolino sempre ai piedi delle percussioni
la batteria è d’oro le bacchette celesti
non tengo mai il tempo sono impaziente e fuori
sopra central park
giove litiga con sua moglie, papà
make me rainbows 3 gli arcobaleni
ci saranno nascosti al buio
gente che non ha mai messo il naso fuori
da chinatown, i topi nella metropolitana
i barboni escono per il caldo
e le bambine sanno che non devono toccare nessuno 4
hanno gli occhi pieni di animali
forse vorrebbero farci ballare
in qualche modo
nella sala
tutti continuano a baciarsi

*

VI.
pub, doncaster: “triste, dolce, profondo (senza irritazione)” 5

avevo seppellito il cane nel cimitero
il cane rabbioso
non sarebbe riuscito a penetrarla
raggiungeva l’orgasmo
solo con l’aggressione

Eva sparava tre quattro colpi a terra

*

VII.

i.
rileggiamo le fiabe di andersen
le femmine sono streghe con il labbro
sotto i piedi o principesse del temporale
nella foresta di ferro
beviamo l’acquavite dai teschi
un bagno nel mare del Nord con helen grund

ii.
questa notte è scesa dalla casa delle nevi perenni
nella bocca del fiordo volando su un drago
comparivano e scomparivano i lividi dal volto

*

VIII.
perdevo fango dai capezzoli
dal destro usciva un verme
poi si accartocciava

ci guardiamo negli occhi
sentiamo le foglie tremare
quando pensiamo alla morte

*

Eva Fabbri
Piacenza 8.12.1992 – Capraia 14.7.2014.
Caduta da una finestra.

*

Paola Silvia Dolci, I processi di ingrandimento delle immagini. Per un’antologia di poeti scomparsi, Salerno/Milano, Oèdipus, 2017, p. 39-48. Immagine di Michaela D’Astuto.

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NOTE
  1. P.F. Čierna 1967, artista slovacca.
  2. R. Barthes, 1915-1980, saggista, critico letterario, linguista e semiologo francese
  3. J. Williams, 1932, direttore d’orchestra e compositore statunitense.
  4. K. Press, 1956, poetessa sudafricana.
  5. R. Barthes, 1915-1980, saggista, critico letterario, linguista e semiologo francese

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andrea raos ha pubblicato discendere il fiume calmo, nel quinto quaderno italiano (milano, crocetti, 1996, a c. di franco buffoni), aspettami, dice. poesie 1992-2002 (roma, pieraldo, 2003), luna velata (marsiglia, cipM – les comptoirs de la nouvelle b.s., 2003), le api migratori (salerno, oèdipus – collana liquid, 2007), AAVV, prosa in prosa (firenze, le lettere, 2009), AAVV, la fisica delle cose. dieci riscritture da lucrezio (roma, giulio perrone editore, 2010), i cani dello chott el-jerid (milano, arcipelago, 2010), lettere nere (milano, effigie, 2013), le avventure dell'allegro leprotto e altre storie inospitali (osimo - an, arcipelago itaca, 2017) e o!h (pavia, blonk, 2020). è presente nel volume àkusma. forme della poesia contemporanea (metauro, 2000). ha curato le antologie chijô no utagoe – il coro temporaneo (tokyo, shichôsha, 2001) e contemporary italian poetry (freeverse editions, 2013). con andrea inglese ha curato le antologie azioni poetiche. nouveaux poètes italiens, in «action poétique», (sett. 2004) e le macchine liriche. sei poeti francesi della contemporaneità, in «nuovi argomenti» (ott.-dic. 2005). sue poesie sono apparse in traduzione francese sulle riviste «le cahier du réfuge» (2002), «if» (2003), «action poétique» (2005), «exit» (2005) e "nioques" (2015); altre, in traduzioni inglese, in "the new review of literature" (vol. 5 no. 2 / spring 2008), "aufgabe" (no. 7, 2008), poetry international, free verse e la rubrica "in translation" della rivista "brooklyn rail". in volume ha tradotto joe ross, strati (con marco giovenale, la camera verde, 2007), ryoko sekiguchi, apparizione (la camera verde, 2009), giuliano mesa (con eric suchere, action poetique, 2010), stephen rodefer, dormendo con la luce accesa (nazione indiana / murene, 2010) e charles reznikoff, olocausto (benway series, 2014). in rivista ha tradotto, tra gli altri, yoshioka minoru, gherasim luca, liliane giraudon, valere novarina, danielle collobert, nanni balestrini, kathleen fraser, robert lax, peter gizzi, bob perelman, antoine volodine, franco fortini e murasaki shikibu.
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