Denis Mukwege per il Nobel

di Antonio Sparzani

ascoltate bene, niente di consolante.

antonio sparzani

Antonio Sparzani, vicentino di nascita, nato durante la guerra, ha insegnato fisica per decenni all’Università di Milano. Il suo corso si chiamava Fondamenti della fisica e gli piaceva molto propinarlo agli studenti. Convintosi definitivamente che i saperi dell’uomo non vadano divisi, cerca da anni di riunire alcuni dei numerosi pezzetti nei quali tali saperi sono stati negli ultimi secoli orribilmente divisi. Soprattutto fisica e letteratura. Con questo fine in testa ha scritto Relatività, quante storie – un percorso scientifico-letterario tra relativo e assoluto (Bollati Boringhieri 2003) e ha poi curato, con Giuliano Boccali, il volume Le virtù dell’inerzia (Bollati Boringhieri 2006). Ha curato anche due volumi del fisico Wolfgang Pauli, sempre per Bollati Boringhieri e ha poi tradotto e curato un saggio di Paul K. Feyerabend, Contro l’autonomia, pubblicato presso Mimesis. Ha curato anche il carteggio tra W. Pauli e Carl Gustav Jung, pubblicato da Moretti & Vitali nel 2016. Scrive poesie e raccontini quando non ne può fare a meno. 

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  3 comments for “Denis Mukwege per il Nobel

  1. 30 Dicembre 2018 at 13:12

    Grazie di cuore per voler sottolineare qualcosa di così doloroso e “inconcepibile” al di là di ogni muro di tabù. Il silenzio con cui questo viene accolto è di per sé prova di quanto ci sia necessità di parlarne. Grazie Antonello <3

    • 30 Dicembre 2018 at 18:54

      grazie Monica, davvero ci sono realtà al mondo che non immaginiamo e non vogliamo vedere

  2. carlo carlucci
    30 Dicembre 2018 at 22:22

    Io non intervenivo perché il quanto e il come é stato narrato da un testimone sul campo era fuori da ogni….capacitazione. Ma questa é la nazione che ospitó il corpo di spedizione cubano comandato inizialmente da Che Guevara quando Cuba ambiva a esportare la rivoluzione….Colpe postume del colonialismo? Diciamo che il quadro é a dir poco infernale. Certamente diabolico. Personalmente ho ritegno ad aggiungere una sola parola. Persino le bionde e belle signore perbene che arrossendo e contrite abbassavano gli occhi erano fuori luogo. Non credo che il film sia stato bypassato, tutt’altro. Ho interpretato il silenzio come una sorta di tacita, intensa preghiera.

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