Anne Sexton – Oggi ho comprato un abete

 

Per i tipi di Le lettere è apparsa da poco una ristampa, riveduta e corretta, delle Poesie d’amore di Anne Sexton, a cura di Rosaria Lo Russo. Corredato da una ricca introduzione, che offre uno splendido ritratto di un’autrice “bella e dannata, sexy e infantile, sposata e sciupamaschi, indifesa ed esibizionista, plurisuicida con un incrollabile senso dell’umorismo, fragile e carismatica, autodidatta e docente universitaria, atea e religiosa, benestante signora drogata di torazina e alcolizzata”, questo è l’unico volume di Sexton apparso in italiano in edizione integrale.

Pubblico due poesie, ringraziando l’editore. La prima è accompagnata da un audio in cui l’autrice la recita: leggere la versione italiana ascoltando il testo di partenza resta una modalità congeniale alla fruizione della traduzione di poesia. [ornellatajani]

 

di Anne Sexton

FOR MY LOVER, RETURNING TO HIS WIFE letta da Anne Sexton -> qui

AL MIO AMANTE CHE TORNA DA SUA MOGLIE

Lei è tutta là.
Per te con maestria fu fusa e fu colata,
per te forgiata fin dalla tua infanzia,
con le tue cento biglie predilette è stata fatta.

Lei è sempre stata là, mio caro.
Infatti è deliziosa.
Fuochi d’artificio in un febbraio uggioso,
e concreta come pentola di ghisa.

Diciamocelo, sono stata di passaggio.
Un lusso. Una scialuppa rosso fuoco nella cala.
I miei capelli svolazzano dal finestrino.
Sono fumo, cozze fuori stagione.

Lei è molto di più. Lei ti è dovuta,
t’incrementa le crescite usuali e tropicali.
Questo non è un esperimento. Lei è tutta armonia.
S’occupa lei dei remi e degli scalmi del canotto,

ha messo fiorellini sul davanzale a colazione,
s’è seduta a tornire stoviglie a mezzogiorno,
ha esposto tre bambini al plenilunio,
tre putti disegnati da Michelangelo,

l’ha fatto a gambe spalancate
nei mesi faticosi alla cappella.
Se dai un’occhiata, i bambini son lassù
sospesi alla volta come delicati palloncini.

Lei li ha anche portati a nanna dopo cena,
e loro tutt’e tre a testa bassa,
piccati sulle gambette, lamentosi e riluttanti,
e la sua faccia avvampa neniando il loro poco sonno.

Ti restituisco il cuore.
Ti dò libero accesso:

al fusibile che in lei rabbiosamente pulsa,
alla cagna che in lei tramesta nella sozzura,
e alla sua ferita sepolta
– alla sepoltura viva della sua piccola ferita rossa –

al pallido bagliore tremolante sotto le costole,
al marinaio sbronzo in aspettativa nel polso sinistro,
alle sue ginocchia materne, alle calze,
alla giarrettiera – per il richiamo –

lo strano richiamo,
quando annaspi fra braccia e poppe
e dai uno strattone al suo nastro arancione
rispondendo al richiamo, lo strano richiamo.

Lei è così nuda, è unica.
È la somma di te e dei tuoi sogni.
Montala come un monumento, gradino per gradino.
Lei è solida.

Quanto a me, io sono un acquerello.
Mi dissolvo.

_______________

17 dicembre

Oggi ho comprato un abete
– O Tannenbaum – l’albero di Natale,
verde come una tartaruga, foresta
di gomma, resina e trementina.
Amore mio, mio verme assenteista,
sola nella nostra stanza non ero un’ospite.

Dalla scatola del PER UNA LIRA
ho preso palle, campanellini, capelli d’angelo
e un filo splendido di lucine rosse e verdi.
L’ultimo tocco, svettante sull’abete scarruffato,
una stella sgargiante, la croce a cinque punte
che scintilla per il Nazareno.

L’addobbo mi ricordava i premi d’autunno
che davamo agli alberi, il Primo Premio
attaccato all’acero del Lincoln Center,
poi fuoriporta verso Weston
toccò alla Miglior Betulla all’Alba.
Facevamo un censimento di colori, non di gente.

Querce purpuree, pioppi tremuli,
folto tumulto color vecchie monete;
il caprifoglio – tutti con la coccarda affissa al tronco,
di nastri fatti in casa nel Columbus Day. Premiati
quando l’acido sposa il pigmento
e la linfa è stata bevuta.

Oggi ho comprato un ramoscello di vischio,
tutto verruche e foglie e bacche
e gambo – l’angelo del bacio –
e l’ho appeso nel nostro bungalow.

Amore mio, metteremo radici
durante l’Armistizio Natalizio.

 

2 Commenti

  1. Grazie di cuore per la splendida traduzione il che significa prendersi una responsabilità importante, Michel Boelt.

  2. Possiedo, in biblioteca, la edizione precedente a codesta qui menzionata, completa di mio ex libris, che vorrei inviare a corredo dello stesso scritto/segnalazione! Creatura affascinante e complessa la Sexton ben tratteggiata dalla Tajani a cui rivolgo i miei complimenti, complimenti estesi alla curatrice del volume, R. Lo Russo, colgo occasione per augurare il meglio alle Studiose_Ideative, con stima sincera
    r.m.

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Ornella Tajani insegna Lingua e traduzione francese all'Università per Stranieri di Siena. Si occupa prevalentemente di studi di traduzione e di letteratura francese del XX secolo. È autrice del saggio Tradurre il pastiche (Mucchi, 2018). Ha tradotto e curato: Il battello ebbro (Mucchi, 2019); L'aquila a due teste di Jean Cocteau (Marchese 2011 - premio di traduzione Monselice "Leone Traverso" 2012); Tiresia di Marcel Jouhandeau (Marchese 2013). Ha inoltre tradotto le Opere di Rimbaud (Marsilio, 2019). Oltre alle pubblicazioni abituali, per Nazione Indiana cura la rubrica Mots-clés, aperta ai contributi di lettori e lettrici.