Come carta di riso: dalla vitalità all’incanto di Alessandra Montesanto

di Giuseppe Acconcia

Come carta di riso (Oedipus, 2019, pp. 57, 12 euro) è il titolo dell’ultima raccolta di poesie di Alessandra Montesanto. Militante e fondatrice dell’Associazione per i diritti umani, Alessandra insegna Cinema e linguaggio dei Media a Milano. Nella prefazione a cura di Amin Wahidi si richiama la necessità del testo poetico. Il poeta, come un mistico sufi alla Rumi, riesce a ritmare le parole come fossero musica. E facendolo riesce a cogliere le profonde disuguaglianze che colpiscono la nostra quotidianità suscitando la necessità di ribellione e protesta che si ritrova nei versi di Alessandra Montesanto. Monica Zanon nella sua postfazione spiega poi che la carta di riso del titolo è un filtro che accoglie gioie e dolori e li trasforma in una trama. Le poesie di Alessandra Montesanto sono così dedicate all’amore per le persone e per la natura, come fiori e fibre che sciolgono i pensieri dell’autrice dai legami della quotidianità e li trasformano in poesia.

E così il grande pregio di questa raccolta è di unire alla contestazione l’armonia e l’incanto che spesso mancano nell’impeto dei movimenti. Per questo i versi di Alessandra trasmettono grande vitalità, come in E sempre indomita vorrò saperti: la poesia che apre la raccolta e forse la rappresenta più di ogni altra. Si legge nel testo: Scotterà la terra/vento verrà a scompigliarti/vibrerà il tuo corpo e così sarà la forza a sorreggere i tuoi sogni. Vitalità che traspare anche dai giochi per le strade e dal “bagno nei mari di luna” di Gentilezza. Non mancano neppure i richiami all’infanzia e alla vita familiare con uno scambio continuo di ruolo tra madre e figlia, come in Amazzone e Figlia e madre, che però culmina non inaspettatamente nella quiete. E Le tue mani in cui l’amore sconfinato di un genitore si trasmette attraverso il palmo delle mani, il vero privilegio di una figlia che può stringerle. L’altro tema caro all’autrice è il riferimento al groviglio di pensieri se in Rete tutti i pensieri/si incrociano/come ragnatele in Pensieri, Alessandra Montesanto avvolge le dita/intorno/ai pensieri che diventano Matassa per cui l’autrice vorrebbe farsi piccola, piccola/e sgattaiolare/dalla matassa/ingarbugliata/di pensieri/e aspettative.

La militanza dell’autrice si evidenzia soprattutto in tre testi: Insorgiamo, Noi, donne e Requiem per i migranti. Nella prima poesia Alessandra Montesanto vorrebbe che tutti gettassimo il cuore in faccia ai prepotenti e non importa se così facendo ci pestiamo i piedi perché in questo modo grideremmo amore a chi incatena libertà. In Noi, donne, l’autrice vorrebbe vendicarsi di chi ha silenziato il grido di tante donne ma anche qui il riscatto è possibile nutrendo la terra per concepire il nuovo. Mentre Requiem per i migranti è una preghiera per chi ha riposto “in noi la sua anima”. Questa continua ricerca tanto può franare (terra friabile mi scappa dalle dita) tanto può sfociare in un ritorno (ritorno a me stessa). E così la vitalità si trasforma in incanto, come in Meraviglia: Sospendo/il respiro/e/resto/nell’incanto/dell’istante.

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giuseppe acconcia
giuseppe acconcia
Giuseppe Acconcia è giornalista professionista e docente di Storia delle Relazioni internazionali all'Università di Milano Statale e di Geopolitica del Medio Oriente all'Università di Padova. Dottore di ricerca in Scienze Politiche all'Università di Londra, è stato Visiting Scholar all'Università della California (UCLA – Centro Studi per il Vicino Oriente), docente all'Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano (Aseri). Si occupa di movimenti sociali e giovanili, Studi iraniani e curdi, Stato e trasformazione in Medio Oriente. Si è laureato alla School of Oriental and African Studies di Londra, è stato corrispondente dal Medio Oriente per testate italiane, inglesi ed egiziane (Il Manifesto, La Stampa, Huffington Post, The Independent, Al-Ahram), vincitore del premio Giornalisti del Mediterraneo (2013), autore del documentario radiofonico per Radio 3 Rai “Il Cairo dalle strade della rivoluzione”. Intervistato dai principali media mainstream internazionali (New York Times, al-Jazeera, Rai), è autore de Migrazioni nel Mediterraneo (FrancoAngeli, 2019), The Great Iran (Padova University Press, 2018), Liberi tutti (Oedipus, 2015), Egitto. Democrazia militare (Exorma, 2014) e La primavera egiziana (Infinito, 2012). Ha pubblicato tra gli altri per International Sociology, Global Environmental Politics, MERIP, Zapruder, Il Mulino, Chicago University Press, Le Monde diplomatique, Social Movement Studies, Carnegie Endowment for International Peace, Policy Press, Edward Elgar, Limes e Palgrave.
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