Mustafa Malimbo

di Antonio Sparzani
In tutte le prime notizie della davvero tragica e ingiusta uccisione dell’ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo, vengono doverosamente forniti i nomi e qualche particolare della vita dell’ambasciatore e del carabiniere che gli faceva da scorta, ma, per primo, veniva ucciso “l’autista della jeep” sulla quale essi viaggiavano. Né radio né giornali ne fornivano il nome, era “l’autista”, presumibilmente non italiano, che importa il nome, chi lascia, chi piangerà la sua ingiusta morte, che tipo era, non importa, non fa notizia. Stamani sono riuscito leggendo accuratamente la cronaca su qualche giornale, a saperne il nome, Mustafa Malimbo, era congolese forse, ma non si dice. Ci sono le persone di serie B, o anche C, eccetera.

antonio sparzani

Antonio Sparzani, vicentino di nascita, nato durante la guerra, ha insegnato fisica per decenni all’Università di Milano. Il suo corso si chiamava Fondamenti della fisica e gli piaceva molto propinarlo agli studenti. Convintosi definitivamente che i saperi dell’uomo non vadano divisi, cerca da anni di riunire alcuni dei numerosi pezzetti nei quali tali saperi sono stati negli ultimi secoli orribilmente divisi. Soprattutto fisica e letteratura. Con questo fine in testa ha scritto Relatività, quante storie – un percorso scientifico-letterario tra relativo e assoluto (Bollati Boringhieri 2003) e ha poi curato, con Giuliano Boccali, il volume Le virtù dell’inerzia (Bollati Boringhieri 2006). Ha curato anche due volumi del fisico Wolfgang Pauli, sempre per Bollati Boringhieri e ha poi tradotto e curato un saggio di Paul K. Feyerabend, Contro l’autonomia, pubblicato presso Mimesis. Ha curato anche il carteggio tra W. Pauli e Carl Gustav Jung, pubblicato da Moretti & Vitali nel 2016. Scrive poesie e raccontini quando non ne può fare a meno. 

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  4 comments for “Mustafa Malimbo

  1. Corrado Aiello
    23 Febbraio 2021 at 13:30

    Bravo.

  2. Mariasole Ariot
    24 Febbraio 2021 at 04:28

    Antonello, grazie.
    Un suggerimento invece per capire meglio i fatti accaduti: per chi ha Netflix, guardare Virunga, il documentario che parla del retroscena che sta dietro questi fatti. Non solo un bellissimo e struggente documentario (sulla tragica deriva verso l’estinzione dei gorilla di montagna e del parco del Virunga) ma anche la storia che lega i paesi stranieri al Congo e gli interessi che vi sono di mezzo. La guerra, le armi da fuoco, l’Europa.

  3. 26 Febbraio 2021 at 15:17

    Sai Antonello, anch’io o colto la stessa cosa.
    Si dimenticano le figure che dal back stage collaborano con noi se non addirittura ci coprono le spalle, rischiando per conto nostro. Se poi, come nel nostro caso fan parte della popolazione locale (neri, gialli, rossi,… bianchi) la cosa non fa notizia. Vengono dimenticati, sono considerati numeri, se non addirittura considerati complici dei “colored” loro compatrioti.

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