Articolo precedenteWilly e luglio
Articolo successivoV. & V. Nabokov & son

‘O paese

di Giorgio Sica

Ispirato dalla poesia che canta il ritorno al paese, al selvaggio borgo natio che assurge a luogo di purezza ed eroico furore, dove poter amare davvero la donna, liberata dalla retorica stilnovista e tornata finalmente femmina, ho composto un piccolo ciclo di componimenti dal titolo O paese – dedicato a chi sa prendersi una vacanza intorno a una poiana, e perdersi in un filo d’erba.

 

Cedi il cammino agli alberi
lascia il passo alle pecore
è loro la strada dalla notte dei tempi.
Smettila di pensare
incidi il tuo nome sulla corteccia.
Sii come la poiana, la formica, l’arancia
sii una scarpa infangata nella terra.
Sali al paese a bere del vino
il vino forte sincero spremuto
con i piedi rugosi di zio Tonino.
E sarà l’ebbrezza e la gaiezza
di un tuffo a pesce nella selva oscura
tra le mammelle mature di Annina
che conserva negli occhi ovini
lo splendore del latte.

***

“Togliti le mutande”
provai a dirle con la cura
del prete, la dolcezza
della farfalla.
Volevo attentare alla sua noia
molestare la sua indifferenza
risvegliarla come il lombrico
che fa il buco nella mela.
Ma a nulla servì
la mia ostinazione
devota di formica
e cinque dita, feroci,
bruciano ancora sulla guancia.

***

Una mucca ci deve stare
Non so per cosa
Ma una mucca ci deve stare
Come ci sono le donne, le poiane
Come ci sono i calanchi.
Ci deve essere una mucca
Che sia latte e dio
E carne fresca.

***

Alcune vacche hanno un odore
in fondo alla gola,
un odore dell’essere,
e poi c’è la forma del naso,
la luce delle costole, la voce del campanaccio,
il desiderio che trancia i polsi,
che riempie le vene
di animali fucsia.
Alcune vacche hanno gesti assoluti
dolcezze furibonde.

***

ti cercherò quando più non sarai.
forse non esiste la vita dopo la morte
l’aulivo dopo il calanco
il silenzio dopo il muggito.
Ma getterò i miei elettroni a scatafascio nell’universo
dentro una rana
una femmina
una scarpa.

***

Portami con te
dietro al bar, sotto le fronne dell’aulivo
sul bordo del calanco, portami con te
dentro al caffè, al pronto soccorso
spiegami all’infermiere,
salvami dalla suora e dalla furia
del barelliere.
Portami dal meccanico, portami dal dentista
dal fabbro che il ferro batte
portami dall’anestesista,
che m’addormenti il cuore.
Ma risparmiami l’idraulico e bacia
il filo teso di questo amore
con quella lingua bovina
profumata d’erba.

***

ERMETICA

Furono guance e froge oppure branchie
lo scintillio fugace della perla
l’estasi del campanaccio.
Sempre amore mi mosse
e l’eco della luna
il grido della vacchetella
persa nell’inchiostro
del calanco.

***

Trovati uno scalino, siediti e riposa.
Sfogliala piano questa tua rosa,
petalo a petalo, mentre parli del vino,
mentre lo bevi con lo zio Tonino.
Aspetta che scenda la notte
saluta le stelle, svuota la botte
e corri alla casa di tutta una vita.
Prendi il quaderno, la gomma e la matita.
È così facile essere un poeta.

 

Print Friendly, PDF & Email

2 Commenti

  1. Oh finalmente qualcuno che va contro corrente e che dice realmente quanta finta poesia naviga in rete nella carta stampata, quanto consumismo letterario. Grazie , al di là del divertimento e dei simpaticissimi versi trovo profondamente vero tutto.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

articoli correlati

Nell’entroterra kenyota

di Nick Casini
L’auto è una Suzuki Jimny degli anni Settanta senza cinture di sicurezza e con due panche di legno al posto dei sedili posteriori. Viaggia lanciata verso l’entroterra kenyota, mentre Malindi è già una dozzina di chilometri alle nostre spalle, oltre una coltre di polvere

Elogio del calciatore violento: Boban, Cantona, Zidane

di Daniele Ruini
Tre immagini divenute iconiche, tre momenti in cui tre grandi giocatori hanno, per così dire, rotto gli schemi, finendo al centro dell’attenzione non per meriti sportivi quanto per demeriti comportamentali

Mots-clés__Vento

di Mariasole Ariot
Il mot-clé di agosto è: Vento - Pj Harvey, Franco Piavoli, Emily Dickinson

La storia di Extase, uno scandalo lungo 90 anni

di Roberto Todisco
«Nel giardino dell’Excelsior, quella sera, si udiva il respiro degli spettatori attentissimi, si udiva un brivido correre per la platea»: così scriveva Antonioni a proposito di Extase, del cecoslovacco Gustav Machatý.

Annie Ernaux e “Le jeune homme”

di Ornella Tajani
Questo è senz’altro uno dei punti di forza di Ernaux: ogni nuovo testo è un tassello di una medesima opera più grande, unitaria, un'auto-socio-biografia che racconta il suo percorso di donna, di intellettuale, e nel farlo dipinge sullo sfondo l’affresco di un’epoca e uno spazio attraversati dalla lotta di classe.

Mots-clés__Compleanno

di Elisabetta Abignente
Arrivò il suo compleanno, e Luciano notò come fosse sempre più numerosa la schiera di enti e istituti che ne celebravano l’occorrenza, con una proporzione inversa rispetto alle persona a cui poteva attribuire un volto.
ornella tajani
Ornella Tajani insegna Lingua e traduzione francese all'Università per Stranieri di Siena. Si occupa prevalentemente di studi di traduzione e di letteratura francese del XX secolo. È autrice del saggio Tradurre il pastiche (Mucchi, 2018). Ha tradotto e curato: Il battello ebbro (Mucchi, 2019); L'aquila a due teste di Jean Cocteau (Marchese 2011 - premio di traduzione Monselice "Leone Traverso" 2012); Tiresia di Marcel Jouhandeau (Marchese 2013). Ha inoltre tradotto le Opere di Rimbaud (Marsilio, 2019). Oltre alle pubblicazioni abituali, per Nazione Indiana cura la rubrica Mots-clés, aperta ai contributi di lettori e lettrici.
Print Friendly, PDF & Email
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: