I poeti appartati: Gian Paolo Ragnoli (detto Giambo)

Dedicated to You
(but you are always not listening…)
Perché il mio verso così poco aspira
a varietà di forme e a cambiamenti?
Perché col tempo non tengo di mira
sistemi nuovi e inediti ingredienti?
Sempre lo stesso e sempre uguale
scrivo inventando quel ch’è già invecchiato,
con la tristezza che ormai m’è abituale
ripenso a te e riscrivo il passato.
Oh tu lo sai, scrivo sempre di te.
dolcezza mia, solo di te e d’amore,
non ho paura di usare dei cliché
di far rimare l’amore con il cuore.
Di nuova veste le antiche parole
vesto spendendo ciò che fu già speso
senza pudore cito rose e viole
aspettando qualcosa di inatteso.
E come il sole è sempre nuovo e vecchio
l’amore ha detto Patti che è un banchetto
in queste sue parole io mi specchio
così il mio verso dice quel che è detto.
Incontro
Seduti in quel caffè
stavo pensando che
mi hai detto lui non c’è
stanotte sto con te
anche l’amore è un contratto a chiamata
mi hai detto sorridendo spudorata
puoi passare con me questa giornata
però il futuro è terra inesplorata
un figlio dei fiori non pensa al domani
citando i Nomadi scherzando ti ho risposto
è questa notte l’orizzonte che mi basta
non potrei dire che ne fossi entusiasta
ma il desiderio comanda anche in agosto
e ho carezzato i tuoi capelli strani
Sonetto del Margarita
Le curve sono quadri alle pareti
probabilmente degli Hopper taroccati
venduti da imbroglioni o da profeti
in certi hangar da poco abbandonati
la strada corre giù per la collina
Neal al volante sembra rilassato
ti sento ad ogni metro più vicina
sono io, ritorno dal passato
dopo il terzo, o forse il quarto Margarita
peggio avere rimpianti che rimorsi
morbidamente sulle labbra ti ho baciato
non so dire perché tu sia allibita
ed abbia poi invocato dei soccorsi
l’attimo dopo ero collassato
Una notte con Eva Green
I tuoi capelli sparsi sul cuscino
che facevano rima col destino
il mal di testa dovuto al vermentino
il dentifricio che fa a pugni con il vino
Eri letale con quel vestitino
stretto, corto, rosso, assassino
era fatale mandarti un messaggino
«voglio stare con te fino al mattino»
Siamo finiti nel tuo mezzanino
a rotolarci sul materassino
e mi sentivo come un ragazzino
Louis Garrel nel Maggio parigino
M’hai svegliato col sorriso sbarazzino
la colazione sopra al terrazzino
ridendo mi hai mostrato il Sorrentino
baciandomi mi hai detto «sei un cretino»
Finale di partita
Sembra una storia da romanzo tascabile
di quelli che si comprano in edicola
tu smetterai di leggere quel libro
perché il finale è duro da mandar giù
me ne vado come un attore scartato al provino
la parte della star la farà qualcun altro
lo so, non è difficile far meglio di me
sono sempre in ritardo, confondo le battute
non so mai se ridere o piangere
e tu sei una regista esigente e ti annoi presto
non ho mai imparato dai miei tanti errori
e anche questa volta non so bene
che cosa sia andato storto
ho perduto il mio cuore senza capire
è sparito e non riesco a riaverlo indietro
la storia lascia un senso di incompiuto
avrei voluto danzare il silenzio tra i tuoi passi
ma non ho mai saputo far meglio di così
inciampare, cadere, faticosamente rialzarmi
e cercare la battuta giusta per uscire di scena
Poesie 2017-2021
infinita mancanza.
Cos’altro ho avuto in testa,
tutta la vita?
Lo so, non ci sarete
mai abbastanza.”
Umberto Fiori, Voi
Penso spesso a voi. A volte
mi pare possibile addirittura
ricordare l’esatta composizione dei cordoni
la fila dei volti, tutti i nomi, le storie.
Quel giorno che mi ricordo oggi
la primavera aveva un altro odore
le leggi di natura, le mura dei castelli
parevano pronte a piegarsi al desiderio.
Il desiderio, quello che non è un tram, scherzavo
ma fosse stato un tram sarebbe ripassato.
Qui, alla fermata, il tempo è come appeso
le angosce del presente son lontane
all’edicola scorgo come sempre
tre quotidiani comunisti.
“Col caffè alla mattina” avevo scritto
un altro giorno in cui pensavo a voi.
Poesie 1977-2017
