Tutto accade ovunque

di Francesca Fiorletta

 

Testaanche oggi ho visto qualcosa
che di continuo ritorna
anche oggi ho visto qualcosa
indistintamente

Pubblicato ad aprile 2016 da Nino Aragno Editore, nella bella collana i domani, curata da Maria Grazia Calandrone, Andrea Cortellessa e Laura Pugno, Tutto accade ovunque è l’ultima raccolta poetica di Italo Testa.
Composta da quattro sezioni (la casa perfetta, g.c., i camminatori, non ero io), il libro ospita anche alcuni testi apparsi precedentemente sulla rivista Il caffè illustrato, il sito gammm.org e nella plaquette i camminatori, vincitrice del Premio Ciampi – Valigie Rosse nel 2013, e oggi diventata opera video-musicale, con traduzione inglese di Paul Vangelisti.

spalanco le porte
e le immagini si annullano
fermo gli occhi
e le immagini si schiudono

Questa è esattamente la sensazione predominante, che percorre tutta la prima sezione del testo – e poi, via via, l’intera raccolta: una sorta di sconfinato, mai pago straniamento, un’apparentemente quieta e laconica distonia, lo slittamento congiunto di piani, di spazio, di tempo, di sentimento, di rigore stilistico, di ragionamento intellettuale.
Tutto sembra sgretolarsi per poi ricomporsi in maniera arbitraria e immaginifica, sotto gli occhi complici di autore e lettore, che finiscono per viaggiare all’unisono, quasi sulla scia di note flautate, con passi felpati, attraversando uno schock evidente senza però grossi strappi, senza incappare in davvero brusche lacerazioni: un trauma che, se c’è, è ben nascosto, celato, persino accarezzato, mai veramente divelto.
Un’ossessione senza rimedio, e perciò ossessione divenuta amica, sorella, compagna di sguardi, di sogni, amante di parola. Amante di parola sì, e di contatto: con l’altro, l’esterno, il passante, lo sconosciuto.

mi sfiorano
e sono io a toccarli
li sfioro
e sono loro a dire

Vive di scambi continui, il verso di Italo Testa, che tanto più nel confronto con l’altrui e l’altrove trova la sua ragion d’essere più intima, la parola più acuta, la possessione che diremmo universale.
Trova a volte la scelta, tra essere felice o triste, come in g.c., o piuttosto l’attesa, il momento opportuno, come ne i camminatori. 
Ma infondo è una cosa, sostanzialmente, quella che – forse – l’autore cerca, e quella che senz’altro il libro, magistralmente, raggiunge: l’equilibrio.
Un solido equilibrio fra paura e convinzione, fra oblio e lucidità, fra dinamismo e stasi; un equilibrio che si mostra tanto più solido, appunto, quanto più lievi appaiono i tempi verbali, quanto più addolcite le aggettivazioni, quanto più incredibilmente rarefatti i nomi e le ambientazioni, mentali e fisiche, che incontriamo attraversando tutta la raccolta.
E, del resto, già il titolo ci aveva avvertiti: Tutto accade ovunque. Anche se poi non succede niente.
E perciò, addirittura, anche l’autore arriva alla fine all’estremo tentativo di spersonalizzazione: non ero io, così l’ultima sezione, che cambia improvvisamente ritmo alle passeggiate oniriche precedenti, scardina il verso e si riaccosta alla prosa, per scatenarsi in un vortice ancora più perseverante di surrealtà, una rincorsa senza fiato verso il paradosso, l’ossimoro, il più totale e inappellabile disincanto.
O forse no. Un omicidio (freudiano)? Una violenza feroce? Un odio panico, mal dissimulato, l’annientamento di quel tanto cercato – e raggiunto – equilibrio, proprio nel momento, a parer mio, più alto, più ragionevole, più assennato. O forse no.
Qui Testa sente il bisogno di far precipitare ogni cosa: la casa alberata e ventosa dell’inizio si riduce a un cumulo di lenzuola stropicciate, il muro è una facciata di calce viva, il rubinetto della doccia resta aperto; i corpi indefinibili, se non per qualche accennata tumefazione, per una colluttazione continua, ostentata e negata, negata e perciò ancora più fortemente asserita, perché non c’è vero scambio, sembra concludere l’autore, se non nel disumanar.

ma non conta, ancora una volta, sembrava qui, proprio qui, qui e ovunque, non vedi, come tutto, come tutto sembri definito, netto, e poi niente, è proprio qui, è proprio qui che accade, è proprio qui, ancora, come tutto, ovunque.

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