di Gianluigi Ricuperati

Ma poi arriva quello che non ci si aspetta, la telcon che ribalta qualsiasi previsione, il frammento documentabile che sembra uscire da uno stadio immaginario sospeso a metà fra Il Contesto e Cadaveri eccellenti – Kissinger che chiacchiera con Allen Ginsberg. E’ come nella festa dell’armatore Pattos raccontata da Leonardo Sciascia, quando il mite commissario – l’occhio comune: noi – rimane sconvolto dalla vista del capo del più radicale gruppo d’opposizione antagonista a braccetto col ministro della pubblica sicurezza. Ma Ginsberg aveva motivi ottimi e coerenti per chiamare Kissinger – la persona giusta con cui parlare, se sei un grande poeta anche civile e vuoi fare qualcosa di effettivo per promuovere la causa della pace. E’ il 23 aprile1971: naturalmente la questione è la guerra del Vietnam.








