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Ciao, Giulio

di Antonio Sparzani
(l’altroieri 15 giugno è morto Giulio Giorello, filosofo nel senso più largo del termine, oltre che amico e compagno di percorsi culturali)

non ho voglia di scriverti un necrologio, che già la parola mi fa orrore, ho voglia piuttosto di ripensare e magari raccontare a chi legge qualche episodio della nostra amicizia, amicizia che viene davvero da lontano: ti conobbi quando venisti, col tuo capo di allora, nientemeno che Ludovico Geymonat, a partecipare a un’assemblea studentesca all’Istituto di Fisica in via Celoria negli ultimi ruggenti anni ’60 del secolo scorso.… Leggi il resto »

Uscire di casa, entrare in città (2 di 2)

Seconda parte di un testo pubblicato ieri su L’Ordine. La prima l’ho condivisa la scorsa settimana, qui. G.B.

 

di Gianni Biondillo

A un livello di ragionamento più serio e profondo c’è chi si è chiesto se un ritorno ai borghi abbandonati fosse una soluzione di fronte a una pandemia che ha tenuto in scacco le nostre città, paralizzandole.… Leggi il resto »

Meno bla bla e più fa’ fa’

di Franz Di Maggio

(conosco Franz per aver visto con quale passione e competenza si dedica a far conoscere e partecipare il teatro nelle scuole. Franz, 59 anni, è drammaturgo e regista teatrale. Ha fatto parte del think tank di Massimo Cacciari in Regione Veneto, da oltre trent’anni è attivista nel campo dei diritti civili e sociali. Collabora con il consolato della Repubblica di Armenia, con il Centro Culturale Ceco e con la Fondazione di Vaclav Havel con testimonianze sui diritti delle minoranze. E’ fondatore del movimento politico “20 nodi” dopo essere stato promotore delle “Sardine” a Milano e Pavia (divenendone portavoce). a.s.)

Prendo a prestito due frasi, la prima di un Cacciari furioso “Diteci la verità, basta retorica”, la seconda dell’altro amico Massimo, questa volta Celeste, che si porta dietro come mantra “non sono un uomo del bla bla, sono uno del fa’ fa’”. Dico la mia, da semplice, cittadino, Non ci si improvvisa economisti e tantomeno politici. La politica è un’arte, l’arte del possibile, o, come diceva Pietro Ingrao, l’arte di trasformare l’impossibile in possibile.