Tag: Marco Candida

Incendio nel bosco

di Marco Candida

Fermiamo il riavvolgimento del nastro.
Guardiamoci intorno, nei pochi momenti in cui il fuoco è ancora creatura ammirevole, e dell’abete rosso e della farnia abbiamo detto, e a nord intrichi di larici, e vicino un leccio dall’aspetto così abbondante che mosso dal vento sembra masticare carnivoro i volatili che nidificano e si posano sulle sue braccia, e lì accanto una fioritura di maggiociondoli con i suoi fiori a grappoli gialli vivo, e cespugli di lentischio, ed erbaluigia, e a est olmi, e nel mezzo un pianoro ricoperto di foglie verdi rischiarato dal sole, e qui incontriamo un elemento che in mezzo a quell’incastrarsi di fusti, rami, creste d’alberi, foglie fa il suo effetto disorientante, e acquista anche una bellezza nuova.… Leggi il resto »

Il postino di Mozzi

brani di Guglielmo Fernando Castanar (in corsivo) e Arianna Destito

Cominciai questo lavoro di raccolta dopo il terzo o il quarto mese da impiegato delle Poste. Il materiale arrivava alle Centrali di Padova, prelevavo direttamente dagli scaffali di mia competenza, e i primi tempi facevo un setaccio veloce e mi mettevo sotto la giacca uno o due plichi destinati a lei e li andavo a nascondere nell’armadietto personale dove tengo l’impermeabile della divisa e lo zaino con la colazione.… Leggi il resto »

Bamboccione voodoo

(Marco ci regala un estratto del suo nuovo libro, in questo scampolo di fine estate. G.B.)

di Marco Candida

Mathias è l’eredità che Caterina ha ricevuto da sua zia Nivea («come la crema della pelle», rimarcava ogni volta che poteva il padre di Nero) una volta che questa circa sei mesi prima era passata a miglior vita, anche se per Caterina e Nero, da trentaquattro anni in quel di Tortona in provincia di Alessandria, era difficile immaginare una vita migliore da quella trascorsa in una casa di mille metri quadrati a Florianópolis, nello Stato di Santa Catarina nel sud del Brasile.… Leggi il resto »

Il fondo del bicchiere

di Marco Candida

Quella notte tornammo a casa dal Cowboy Landscape di Voghera con almeno sei o sette litri di birra in due – e questo significa che almeno tre quarti di quei litri riempivano la mia, di pancia. Laurina è quella della coppia che ci dà un occhio a queste cose, ci sta attenta, e difatti la sua pancia è piatta come la tavola da stiro che sempre più saltuariamente usa per le mie camicie e i pantaloni mollando a me il malloppo (“Toh, adesso ho dell’altro”).… Leggi il resto »

da “Il diario dei sogni”

[Marco Candida è stato tradotto da Elizabeth Harris ed è apparso, unico italiano, su The literary Review e Best European Fiction 2011 a cura di Aleksandar Hemon per Dalkey Archive Press. Qui l’estratto originale tratto da Il diario dei sogni, Las Vegas Edizioni.]… Leggi il resto »

Io volevo andare a New York

di Marco Candida

Il 10 ottobre – adesso che scrivo è giovedì 23 ottobre – mi sono presentato allo Stanford Centre di Grand Forks in North Dakota per iscrivermi a un corso di inglese per immigrati.
Per raccontare come è avvenuta l’iscrizione, però, devo subito fermarmi e fare un paio di salti indietro.… Leggi il resto »

Le voci, la città. La scrittura per ripensare spazi e accessi

E’ appena uscito

Le voci, la città. La scrittura per ripensare spazi e accessi,
a cura di Gianmaria Nerli e Luigi Nacci, Firenze, Edizioni Cadmo, con CD audio.

Il volume, diviso in due sezioni, una dedicata ai racconti e l’altra alla poesia, raccoglie i risultati dei lavori di un meeting dedicato alla scrittura e ai giovani autori svoltosi a Fiesole dal 7 al 10 giugno 2007.… Leggi il resto »

Un libro per la giornata della memoria

di Marco Candida

Il 29 Gennaio Eraldo Affinati sarà a Tortona presso La Sala Giovani in Via Mirabello 3 dalle ore 17.00 per parlare della Giornata della Memoria.
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Campo del sangue di Eraldo Affinati (pubblicato da Mondadori nel 1997 e ristampato in tascabile nel 1998, 166 pagine), è il diario del viaggio tenuto dall’autore insieme all’amico e poeta Plinio Perilli da Venezia a Auschwitz.… Leggi il resto »

La lista di Natale

di Marco Candida

Seguo da svariati anni ciò che fa, dice, scrive il giovane Marco Candida. Ieri ha pubblicato nel suo estroso blog un pezzo assai interessante; che ha l’aspetto di un racconto ma non è un racconto (è però letteratura); che è in sostanza l’ennesima formulazione di una domanda semplice, semplice: una di quelle domande che un narratore dovrebbe scriversi sul muro, e contemplare tutti i giorni; e pur essendo l’ennesima formulazione, mi è sembrata così elegante e utile (fare bene le domande, è un’attività utile) da meritare di essere letta da più persone.… Leggi il resto »