di Giacomo Sartori
se fossi un intellettuale
farei ogni mattina
(prima o dopo la defecazione?)
seriosi gargarismi cerebrali
esegetici o anche prescrittivi
come usano gli intellettuali
se fossi stato più sensato
non avrei sfidato il vento cattivo
avrei lasciato perdere le parole
mi sarei dedicato solo alla terra
(masticando sintagmi altrui)
se avessi scritto una storiolina
o storiona di successo
farei l’autore di successo
sparerei cazzatone sui giornali
con autentica finta modestia
o finta autentica modestia
(sceglierei lì per lì)
se nei risvolti delle tasche interne
non avessi resti...
di Giacomo Sartori
avevo anch’io una giacca
nera con il collo cinese
sento ancora l’odore di treno
sul burro del velluto
le notti diafane di neve
dove sarà andata adesso
io non butto mai niente
deus in adiutorium meum intende
pure la mia aveva asole
e alamari di filo intrecciato
e due tasche quadrate sui lati
l’aveva portata dalla Cina
la madonna col capezzolo doppio
e gli occhi affranti di cane
(alias la mia famiglia)
era tornata tra i fulmini
era un’estate di fulmini
ci si baciava...
di Marino Magliani, con illustrazioni di Marco D'Aponte (tratte dalla loro graphic novel "Sostiene Pereira", Tunué, 2014)
Esistere con un passo indietro e l'altro che scalpita non perché si vuol andare chissà dove, ma perché fisicamente non si riesce a stare a lungo con un piede posato e l'altro per l'aria. Il luogo dell'esilio accoglie il passo in avanti, ma l'equilibrio rimane lo stesso precario. Lo sento raccontare da sempre...
di Giacomo Sartori
se muoio prima io
solo pettegolezzi
e niente fiori recisi
e cazzatine da sgranocchiare
unte e un po’ letali
(per restare in tema)
poi pasta e fagioli
e vini laziali sinceri
in bottiglioni e fiaschi
con una fanfara da circo
che metta allegria
e faccia piangere anche i cani
(sai che viro al sentimentale)
se muori prima tu
solo cosine vegane
(figuriamoci fiori uccisi!)
insalate di alghe
e muggiti tibetani
superbi tè affumicati
e pasticcini allo zenzero
con estenuanti suoni di gong
poi anche sakè caldo
dell’alcol non si...
di Giacomo Sartori
culi ampollosi di editori
culi cardinalizi di critici letterari
culi garruli di addette stampa
culi masochisti di scrittori
culi minuscoli
culi maiuscoli
culi in grassetto
culi sottolineati
culi impoltroniti in poltrona
culi avidi di poltrone
culi tra due poltrone
culi acculturati
culetti culturisti
culi culinari
culoni luculliani
culi che si fanno leccare (dai leccaculo)
culi che se la prendono in culo
culi presi per il culo
culi che ti mandano affanculo
culi enormi
culi abnormi
culi inermi
culoni ciondoloni
culoni frementi di emozioni cerebrali
culi tremanti di strizza (al culo)
culini saltellanti...
intervista di Giovanni Turi
Letteratura e controvalori, pubblicato da Donzelli nella collana Saggine, raccoglie alcuni interventi di Alberto Casadei, docente di Letteratura italiana presso l’Università di Pisa, sul paradigma critico di Auerbach (cap. I), sulla possibilità in epoca contemporanea di una narrazione realista che si confronti anche con gli altri media (cap. II), sul legame tra letteratura e contesto nazionale (cap. III), sui rapporti tra critica, web e realtà editoriale...
di Giacomo Sartori
Cari amici francesi, vi scrivo perché vi conosco, perché vi amo. I vostri principi mi hanno formato, io che venivo da un paese con flebili e spesso pusillanimi valori e un ineluttabile disprezzo per l’individuo, per il comune cittadino, per l’essere umano non legato a nessuna combriccola e parrocchia (ciò che io ero e sono), per le mie capacità, per la mia laicità, e mi hanno ridato...
di Danilo De Marco
Devo a Francesco Altan l'incontro con Mario Dondero, nei primi anni '80. Quando Francesco seppe delle mia partenza per Parigi mi disse con tono perentorio, quasi sciamanico: "Devi incontrare Mario Dondero". Mi diede il suo indirizzo. Io lo trascrissi male. Bussai così alla porta sbagliata... Ma, come accade quando ogni cosa si riassesta per opera del destino... poiché la prima freccia era stata scagliata, il fato non...
di Giovanni Turi
Negli ultimi tre mesi, ogni volta che ho letto una recensione letteraria online o sulla stampa mi sono appuntato se il giudizio espresso fosse positivo, negativo o neutrale; questi gli esiti: 64 pollice recto, 11 pollice verso, 39 non classificabili. Eppure, considerando i libri che leggiamo, le proporzioni sarebbero a dir poco invertite, o sbaglio? Insomma, senza farla lunga, le recensioni sono sempre o fin troppo generose...
#BadMommyDay3
di Giacomo Sartori
Anna non riesce a connettere, non sa più nemmeno dov’è, non sa più niente. Sa solo che un fuoco le brucia la carne. Un rogo la scardina, come succede ai tetti che ardono, quando le travi di legno crepitano e si sgretolano, franano su loro stesse. Le sue ossa si stanno staccando le une dalle altre, si dislocano. E lei non può fare niente per fermare quella...
di Pierre Rabhi
(dall'introduzione dell'autore a "Parole di Terra", per gentile concessione dell'editore Pentagora)Il personaggio di Tyemorò è nato dalla mia immaginazione e rappresenta tutto ciò che provo, in termini di amore, compassione e ammirazione, per i contadini autentici. Sono loro, al nord come al sud, quelli che impastano la terra che li ha impastati, e che spesso ne hanno incarnato la forza e il silenzio. Ora e ovunque, ne...
di Massimo Angelini(sempre per gentilissima disponibilità di Pentagora, pubblichiamo la biografia di Rabhi, che chiude il volume "Parole di terra")Agricoltore, scrittore e pensatore, Pierre Rabhi nasce nel 1938 nel Sud dell’Algeria. Dopo la morte della madre, è affidato a una coppia francese; in seguito alla Guerra d’Algeria, lascia gli studi e, a vent’anni, si trasferisce a Parigi, dove lavora come operaio specializzato. Qui inizia a mettere in discussione...
di Angelo Ferracuti
Girando parecchio l’Italia, negli ultimi periodi mi sono reso ancora di più conto di come il paesaggio marchigiano, fermano, mi appartenga interiormente in modo molto forte per intima consonanza. Come questo condizioni il mio umore, un’idea estetica in generale, persino lo stile, la scrittura che adopero, l’organizzazione dello spazio, e come non riesco a staccarmene, nonostante poi la vita di provincia sia in realtà abbastanza claustrofobica e...
di Vincenzo Pardini
Aristide, d’estate, aveva preso a tornare nella sua terra. Calzati i vecchi scarponi che teneva nella casa nativa, si inerpicava lungo la mulattiera di infanzia e adolescenza. Era cambiata. Cespugli e alberelli si stavano impossessando dell’impiantito di sassi e di pietre, le selve dei castagni s’erano infittite, alcuni di quelli antichi erano crollati come guerrieri sconfitti. Anche la terra che traspariva tra i sassi del percorso era...
di Giacomo Sartori
I miei testi nascono da scintille che non si spengono, che si ostinano a crescere e diventano fuochi. Una decina di anni fa volevo scrivere un romanzo sulle ultime settimane della malattia di mio padre, sulla sua agonia. La scintilla era quella, lo scandalo di quel calvario corporale privo di empatie, non parliamo di amore, o anche solo di benevolenza, o di indulgenza, della persona che mi...
di Leonhard Frank
(con il gentile accordo dell'editore, pubblichiamo l'incipit de "I mutilati di guerra", l'ultimo fortissimo racconto della raccolta "L'uomo è buono" (1917), pubblicata ora da Del Vecchio assieme al racconto lungo "L'origine del male" (1915), il tutto nella traduzione di Paola del Zoppo)
La “cucina del macellaio” è un ambiente molto ampio, due volte più lungo che largo, e dal tetto così basso che il capitano medico, nel suo...
di Giacomo Sartori
scrittori dimenticati
scrittori dimenticandi
scrittori da dimenticare
scrittori dimenticoni
romanzieri editori
romanzieri cattedraticoni
scrittrici teleconduttrici
prosatori senatori
prosatori suonatori
memorialisti marmisti
scrittoroni segati fuori
futuri postumi in attesa di posteri
futuri postumi con i postumi di pastis
futuri postumi scettici della posterità
vivificanti scrittori morti
mortiferi scrittori vivi
sventati scrittori svenevoli
scrittori usa e getta
scrittori che necessitano un invecchiamento
scrittori troppo invecchiati
scrittori che sanno di tappo
scrittori che non invecchiano
scrittori attuali ottocenteschi
scrittori attuali novecenteschi
scrittori attuali troppo attuali
scrittori attuali troppo fattuali
romanzieri che ti accoppano con la piattezza
romanzieri...
di Pablo d'Ors
9 (Todo cambia)
Uno dei primi frutti della mia pratica di meditazione è stato intuire che nulla in questo mondo permane stabile. Sapevo già prima, ovviamente, che tutto cambia, ma meditando ho preso a sperimentarlo. Anche noi cambiamo, nonostante ci incaponiamo a vederci come immutabili e durevoli. Ora vedo che questa essenziale mutevolezza dell’essere umano e delle cose è una buona notizia.
È curioso essere giunto a questa scoperta...
di Giacomo Sartori
donne svenevoli
donne svenute
donne svenate
donne bennate
bullette imbellettate
bullette imbollettate
donne con gli occhi lucidi di pena
donne con gli occhi lucidi di birra
donne che si tengono bene
donne che si tingono bene
donne ministre
donne sinistre
spazzine
spezzine
cavallerizze con la coda di cavallo
cavillose con il sorriso equino
sbarazzine con il sorriso birichino
sborone con il birignao
donne prognate
donne con la fronte alta alta
donne con la schiena lunga lunga
donne che la sanno lunga
donne che la danno
(cosa? mi chiedevo io)
donne che...
di Giacomo Sartori
donne alte e altere
donne alte e altruiste
donne basse e bonarie
altezze altezzose
bassette altolocate inclini alle bassezze
bassette alterate
mediatrici con alti e bassi
donne normali
generaliste
generalesse
vigilesse assonnate
badesse sbandate
badanti sbadate
donne di potere che non ne possono più
donne portenti
donne irresistibili
indossatrici nemmeno anoressiche
ex-indossatrici senza niente addosso
addette stampa delle case editrici
addette stampa delle caste vincitrici
geisha
maestre d’asilo
maestre d’assillo
maestre di sci scioviniste
madonnine guappe del Murrillo
madonne sensualone correggesche
sante bislunghe del Parmigianino
bislungone svergole del Greco
gigantesse di coccio rosa di Picasso
struggenti...
di Giacomo Sartori
Un amico poeta
filosofo radicale
scrive che la scienza
è venduta al capitale
nonché serva
di ideologie padrone
queste sono verità astratte
lui non scava negli occhi
di questi apostoli
avidi di scoprire
non coglie nei tremiti delle narici
la feroce obiettività
l’integrismo democratico
(l’agone pari a pari
lo scettro alle teorie più citate)
le crociate imparziali
contro l’angoscia del disordine
(nei suoi versi
- se non nei saggi atarassici -
non alligna
una stessa tenzone?)
la monastica dedizione
le corvè ingrate
saranno anche ingenui
ma chi non lo è
sempre meglio
della...
di Giacomo Sartori
Per tutta la settimana
David ha contato i lombrichi
e Miguela la spagnola
ha spigolato fogliami fracidi
per la metagenomica
io misuravo con Brad
gli abeti schiantati
ma anche le ceppaie
dei larici tagliati
in linda decomposizione
(niente colamenti viscidi
niente miasmi ammonitori)
e i singoli rami
con più di sei centimetri di diametro
su una lunghezza di almeno un metro
inginocchiato sul letto di foglie
con le sue braccia di anziano
puntate contro i muschi
come per schiacciare giù
nel suo cunicolo ctonio
la nuca di...
testo e foto di Dario Coletti
Sono in mare in prossimità di Porto Paglia, vicino Gonnesa, imbarcato su un vascello. È il dieci giugno 2010 e compio cinquantuno anni. Respiro profondamente. L’aria è fresca, il sole è tiepido, guardo l’orizzonte e sorrido. Guardo, respiro, sorrido. Sono esattamente dove ho voglia di stare con l’ambizione di fare quello che mi piace, sono io che ho voluto e progettato questo momento. L’ho...
di Luigi Di Ruscio
Mi hanno pubblicato l’ultima raccolta. Non sono all’altezza per sostenere tutto questo casino. La cosa è superiore alle mie forze, oltre alla mancanza di coraggio morale subentra anche la mancanza di coraggio morale. Non al punto di chiedere scusa, perché in tutti i casi non meritate di meglio. Uno sta a casa lontano da tutto scrive tutto quello che gli passa in testa e poi quando...
di Luigi Di Ruscio
Mi proponevo poesie a comunicazione rapidissima e senza sotterfugi, la gente ha fretta e bisognerebbe scrivere romanzi di un’unica frase, la mia è una affermazione di identità e mi irrita se mi confrontano con un scrittore molto importante che magari stimo. Antonio Porta quando dirigeva “Alfabeta” voleva pubblicare il primo capitolo del mio romanzo il Palmiro, dovette rinunciarvi, aveva trovato tutta la redazione contro, nella redazione...
di Giacomo Sartori
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Ragazza
Vedo solo il suo orecchio
la curva dell’orecchio:
l’anca sensuale di un violino
Le mie labbra premono
contro i suoi capelli fini e non puliti
respiro l’odore di uomo
e di alghe appiattite sugli scogli
durante la marea bassa
Anziana
È molto smaliziata
la piccola spia crucca
sussurra lui
stringendomi la vita
con molta delicatezza
come si toccano le cose fragili
Ragazza
Non si muove:
sembra anche...
di Giacomo Sartori
Purtroppo ogni anno a un certo punto incombe il Natale. Uno si illude fino all’ultimo di essersi liberato dalla reiterazione di quella nefasta tragedia collettiva (ma anche intima), si illude di scamparla, e invece lui si avvicina, puntuale come la morte. Prima vengono il freddo e le giornate corte, e lo scoramento che accompagna i gelidi pomeriggi senza luce, e come mazzata finale si preannuncia l’incubo del...
di Erri De Luca
"Maledetta la terra", dice la divinità a Adàm, ultima creatura uscita dai sei giorni dell'opera.
Maledetta la terra: non è una condanna, ma una dolente constatazione. Dopo il frutto della conoscenza di bene e di male, che ha accresciuto le facoltà umane, Adàm non si contenterà più del prodotto spontaneo del suolo. Moltiplicherà gli sforzi su di esso per estrarne maggiore prodotto, ricavarne profitto. Asservirà la...
di Vincenzo Pardini
Con la terra ho sempre avuto un legame di viscere e di mente. Non potrei vivere in città; mi sentirei peggio di un orfano o di un recluso. Debbo guardare la terra ogni giorno, alla stregua di un volto e di un corpo che si ama. Quando la lavoro (taglio di erba e seminagione) avverto che mi trasmette un’insolita energia: un contraccambio di sentimenti e di...
di Marino Magliani
Questa è la storia di un contadino ligure al quale se chiedete brav'uomo, cosa fate nella vita, non vi potrà neanche dire che fa il contadino, perché qui si sono rubati persino le parole. Vi dirà semplicemente che va in campagna. Cosa fate brav'uomo, su e giù per queste frane polverose e appese? Vado in campagna. Qui le frane erano una cattedrale, immaginate lunghi muri a...