Terézia Mora a Torino

terezia_mora_07.jpg

Domani, 7. giugno 2005, alle 17.30 la scrittrice Terézia Mora sarà ospite del Goethe Institut di Torino. Terezia Mora è nata nel 1971 a Sopron, in Ungheria. Dal 1990 vive a Berlino. Ha tradotto in tedesco Harmonia Coelestis di Peter Eszterhazy e ha vinto vari premi, fra cui il prestigioso premio Bachmann con il suo esordio Seltsame Materie (Strana materia, Rowohlt, 1999).
Domani leggerà dal suo primo romanzo Alle Tage (Tutti i giorni, Luchterhand, 2004), che narra la discesa agli inferi e l’ambigua assunzione in cielo di Abel Nema, esule, disertore malgré soi, genio linguistico, amante rifiutato e altro ancora. Il libro è stato accolto con unanime entusiasmo dalla stampa tedesca e sta per essere tradotto anche in italiano.

Link: www.goethe.de/it/tur/itpkonf.htm#K2

Print Friendly, PDF & Email

3 Commenti

  1. Grande Helena. Di Terézia si parla in svariati posti del web, oltre che naturalmente nel mondo vero, là fuori.

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Perché è importante leggere David Graeber

di Lorenzo Velotti
Il suo pensiero può essere d’aiuto a chi non si rassegna alla naturalizzazione del capitalismo, del patriarcato e delle burocrazie statali coercitive

Il tornello dei dileggi

di Massimo Salvatore Fazio
Se non ti trasformi, resisti e vivi. E se resisti e vivi non è detto che non anneghi. E se anneghi, di fattori liquidi ne escono pure dall’anticamera del basso bacino, ed è normale come quando passeggi in una qualunque città e sui muri stanno scritte e stanno sempre stampati i soliti simboli.

Peninsulario

di Marino Magliani
Oltre Sorba, nascosto nella campagna perché raggiungere la città in quel buio era impossibile, Secondo attese l’alba. Giunse a casa verso mezzogiorno, stanco, accaldato, perché più di una volta aveva perso la strada, come all’andata.

Il Mondo è Queer. Festival dei Diritti

Il Mondo è bizzarro, imprevedibile, queer. Le sue stranezze ne costituiscono la ricchezza. Con queste iniziative vogliamo tenere vivo il dialogo sull’idea di persona, collettività e famiglia planetaria, promuovendo attenzione e consapevolezza verso questioni di genere, fragilità invisibili e il nostro rapporto con il pianeta in un momento critico degli equilibri conosciuti.

Crimes of the future, di David Cronenberg

di Mauro Baldrati
Già, perché in quel futuro remoto, l'arte consiste nell'aprire i corpi, infliggere ferite, tagliuzzare le facce, nell'assenza del dolore, che nessuno prova più, e nella scomparsa del sesso tradizionale, sostituito dalla chirurgia senza anestesia.

Morire, un anno dopo

Mi sono chiesta a lungo cosa sarebbe successo: come avrei reagito alla notizia – piangendo? con sollievo? –, come sarebbe stato il dopo – un senso di solitudine perpetua o, a un certo punto, un’abitudine? – e, sopra ogni altra cosa, che significato avrebbe avuto, per me, per noi, per tutti, la morte.
helena janeczek
Helena Janeczek è nata na Monaco di Baviera in una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da trentacinque anni. Dopo aver esordito con un libro di poesie edito da Suhrkamp, ha scelto l’italiano come lingua letteraria per opere di narrativa che spesso indagano il rapporto con la memoria storica del secolo passato. È autrice di Lezioni di tenebra (Mondadori, 1997, Guanda, 2011), Cibo (Mondadori, 2002), Le rondini di Montecassino (Guanda, 2010), che hanno vinto numerosi premi come il Premio Bagutta Opera Prima e il Premio Napoli. Co-organizza il festival letterario “SI-Scrittrici Insieme” a Somma Lombardo (VA). Il suo ultimo romanzo, La ragazza con la Leica (2017, Guanda) è stato finalista al Premio Campiello e ha vinto il Premio Bagutta e il Premio Strega 2018. Sin dalla nascita del blog, fa parte di Nazione Indiana.
Print Friendly, PDF & Email
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: