1923-2006

13 giugno 2006
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12 Responses to 1923-2006

  1. gianni biondillo il 13 giugno 2006 alle 11:27

    Mi sto perforando le orecchie con il “Poeme Symphonique for 100 Metronomes”.
    Addio, Gyorgy.

  2. temperanza il 13 giugno 2006 alle 12:58

    Sì, addio.

  3. cara polvere il 13 giugno 2006 alle 14:01

    Hai bisogno di tre o cinque mani per suonare Ligeti.”
    (György Ligeti)

    … e per ascoltarlo una trdicesima di orecchi.
    paola

  4. cara polvere il 13 giugno 2006 alle 14:07

    correzione—>tredicesima

  5. Cato il 13 giugno 2006 alle 14:56

    Dopo aver abbandonato Ligeti, si potrebbe sempre ascoltare qualche “sonata” di Lukacs: alla fin fine, sempre di un Gyorgy si tratta. :-)

  6. Cato il 13 giugno 2006 alle 15:14

    Così, en passant:
    L’anima e le forme per temperanza;
    Storia e coscienza di classe per Biondillo;
    La distruzione della ragione per Dear Dust (ma a piccole dosi: non più di un quartetto al giorno).

    Per me un brodino, grazie.

    p.s.

    Per Andrea Raos l’opera omnia di minoreitano a dosi massicce (ma unicamente quando è “solo” in casa: l’innocenza deve essere tutelata!). ;-)

  7. sundance il 13 giugno 2006 alle 15:38

    certe volte più del solito si ha la sensazione che stiano morendo tutti
    questa è una di quelle volte
    sundance_oh

  8. Andrea Raos il 13 giugno 2006 alle 16:51

    Cato, scusa ma in questo momento sono sotto con il doppio live del Leone di Lernia – che tu non hai, e che posso prestarti. Per Minni Reitano facciamo magari dopo l’estate, se ti va…

  9. gianni biondillo il 13 giugno 2006 alle 16:57

    Leone di Leria è l’erede “naturale” di Ligeti!

  10. temperanza il 13 giugno 2006 alle 19:00

    @ Cato

    Quando lo ha pubblicato aveva venticinque anni, i ragazzi, qui, dovrebbero darsi una mossa. Comunque non son più lukaciana da quel dì.

    Invece mi prudono le dita per non poter postare le norme di Gadda per la redazione di un testo radiofonico. Lo so, qui è tutto scritto, ma quanto adatte, quanto! Basterebbe sostituire a “radiofonico” “commento” e avremmo un oggetto di stupefacente funzionalità e bellezza, exemplum:

    “Il tono accademico o dottrinale è da escludere: solo per eccezione adeguatamente giustificata dall’occorrenza, potrà ammettersi il tono sostenuto della prolusione universitaria, il timbro patetico e solenne del ‘discorso per la morte di Giuseppe Garibaldi’ (Carducci) o la bronzea sintassi de ‘ L’Opera di Dante’ (Carducci). Resosi defunto anche Gabriele D’Annunzio, la ‘orazione” è alquanto decaduta nel gusto del pubblico. La ‘orazione per la morte di Giuseppe Verdi’ recitata da Gabriele al Teatro Dal Verme di Milano non potrebbe essere utilmente rifatta al microfono ‘per la morte di Arnold Schönberg.”

    E neppure per Ligety.

    Per chi volesse:

    “Gadda al microfono. L’ingegnere e la Rai (1950-55)” A cura di Giulio Ungarelli. Nuova Eri edizioni Rai radiotelevisione italiana. 1993

  11. maline il 13 giugno 2006 alle 20:07

    Ach Gyorgy… ti conobbi nel 2001 del 1968… Mi incuriosisti in maniera tale che da allora… Adieu.

    maline

  12. Cato il 13 giugno 2006 alle 21:02

    @ Temperanza, Gianni Biondillo e Andrea Raos

    Non si tratta di una excusatio non petita, ma mi sono accorto della “faccenda” (cfr. 1923-2006) solo dopo la mia seconda entrata a “gamba tesa”. E pensare che avevo anche ingrandito l’immagine, perché, conoscendo un po’ di musica, volevo cercare di leggere qualche nota. Mi spiace, ragazzi, ma è stavolta è andata così. Pardon.



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