Siamo sempre stati separati. Quarto quadro: Gli uomini

22 febbraio 2007
Pubblicato da

di Sarah Kéryna

traduzione di Andrea Raos

– E poi, tutti gli uomini che ti corrono dietro!
Gli uomini che ti dicono che sei carina.
РOh! Beh sì, ce ne sono! Quelli, non mancano di certo.
– Ce n’era uno che mi aveva detto che somigliavo a un Botticelli, del primo periodo.
Ma io non ci credevo.
Oh no! Dicevo: “Mi racconta delle storie.”

E poi all’epoca si lavorava, ovviamente ho sempre lavorato a Op√©ra, da Calmann-L√©vy, era a Op√©ra. Allora se guardavi i negozi a quei tempi, c’erano sempre degli uomini che dicevano che volevano regalarti un paio di scarpe. Ah sempre! S√¨. Non spesso, eh. Non ti potevi fermare davanti a un negozio senza che… Se eri a piedi, se restavi troppo ferma, ma neanche troppo a lungo, un po’ pi√Ļ del… del solito, eh! Proposta!
Adesso, si fa di meno, eh?
– Ah, s√¨, no adesso, no! Magari non tanto le paia di scarpe. Ti offrono da bere, √® un’altra cosa. Ma se resti ferma troppo a lungo ti abbordano sempre.
РNon è cambiato niente in questo campo, no, è vero. Oh beh, tu poi, ti devono abbordare un sacco.
– Mi capita.
РAltroché.
Con quegli occhi che hai.
– Beh, un po’ come te, trovo che sulla foto, qui, ci somigliamo un po’, tutto sommato.
– Eh?
– Trovo che ci somigliamo un po’ quando vedo la foto.
– Io? I miei occhi?
– Eh no, il colore?
– Il colore.
РSì. Il colore degli occhi.
– S√¨, avevo gli occhi grandi quando ero…
– Beh s√¨, √® cos√¨, √® per questo che ti dico che c’√® una somiglianza.
РSono così piccoli adesso.
– Per forza, adesso, cosa c’√® che √® rimasto uguale?
– Oh povera nonna! Cosa sei diventata!
Oh, non importa!
РBeh, sei arrivata fin qui, è già tanto.
E non è finita ancora, eh!
– No.
– No.
РNon è finita, ma non andrà meglio.
– No.
РAndrà peggio.
– Oh beh, magari no…
– Magari no ma insomma…
РNon andrà meglio, sì, è sicuro.
РNon andrà meglio, no.

√ą strano.

√ą strana la vita.

(silenzio)

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6 Responses to Siamo sempre stati separati. Quarto quadro: Gli uomini

  1. Alcor il 22 febbraio 2007 alle 09:44

    Molto brava, e anche tu a tradurla.

  2. carla bariffi il 22 febbraio 2007 alle 10:17

    Adesso sono le donne che hanno un debole per le scarpe!

    Interessante dipanazione dei dialoghi.
    Promette bene…

  3. così&come il 22 febbraio 2007 alle 10:24

    Adesso sono le donne che hanno un debole per le scarpe!

    e per questo racconto dialogo…

  4. carla bariffi il 22 febbraio 2007 alle 10:38

    h√® S√¨….ci si ritrova….

  5. carla bariffi il 22 febbraio 2007 alle 13:09

    certo che… quando ti dicono che somigli a un Botticelli…trovo che sia un gran bel complimento!!!

  6. véronique v il 22 febbraio 2007 alle 13:57

    Mi sembra, specialmente quando leggo questo brano, che l’autrice faccia prova di una sensibilit√† acuta. Il personaggio della nonna mi pare toccante.
    Credo che i legami tra nipoti e nonni siano stretti e schietti perch√© i nonni non hanno la responsabilit√† dell’ educazione. E’ un legame che tramanda segreti, confidenze, complicit√†.
    Il brano che tratta degli occhi è bellissimo.
    Gli occhi degli anziani sono velati di lacrime, a volte, fissano un mondo invisibile.
    Mia nonna aveva superbi occhi verdi, molto teneri .
    Lei era sensibile ed intelligente, purtroppo non aveva studiato, avrebbe voluto fare la maestra. Sonava il pianoforte come nessuno. Conservo una memoria fidele della sua musica. Sarah K√©rina suggera anche un’idea molto interessante: le signore anziane conservano la loro feminit√†. Grazia al dialogo ho un’idea precisa del personaggio: lo vedo vivere, muoversi, ridere, piangere. Mi piacerebbe vedere una rappresentazione drammatica del testo.
    Grazie a Andrea Raos : è un lavoro molto interessante.



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