Incipit per una commedia

di Marco Palasciano

A un terzo del mio secolo di vita, tra gli sterpi correndo in infinito cerchio con strani animali ansiosi d’asciugarsi dopo l’ultimo lachrymoso diluvio, sempre incalzato dallo spettro di quel Poeta dal buffo copricapo rosso il quale io in corsa rattamente volgendomi a guardare vedevo a sua volta avere alle spalle tutta una folla di personæ nonché archetipi antropomorfi e zoomorfi e teratomorfi quali già sguinzagliò sir Peter cineasta enciclopedico sull’isola di Prospero chi brandendo un sestante chi una lira chi una sciabola chi un libro aperto, io, in affannata corsa verso non sapevo piú che zenith e partito da non sapevo piú che nadir o viceversa, affatto lasso, mezzo infangato da un paio di cadute da far ridere les hommes d’équipage, maglietta lacerata dagli spini e sbrendolata come la veste di madonna Philosophia, io, Poliphilo/Pollicino/Palasciano, mi ritrovavo in quella che per metafora obbligata chiameremo una selva oscura, o bosco iniziatico dal quale l’adolescente di turno non è piú uscito senza però per questo ricevere in dono fatato l’aeromobilità di Peter Pan; e in questa selva che è piú un ipnolabirinto o, spostando l’interesse dalla sua oniricità alla sua multidimensionalità, iperlabirinto, non solo la diritta via mi si era smarrita ma, poiché nell’ultimo terzo di millennio cadde dal trono anche la Geometria euclidea, ora, se pure avessi ritrovato quella via, per diritta che vi sarebbe parsa, avrebbe intersecato diosà quante vie ad essa parallele e potuto perfino guidarmi, con crudele inganno, io distratto da bachi e da conigli, a precipitare nelle fauci titaniche di un buco nero, intorno al cui orlo, come stelle sul mare palpitanti, i Quanti ognora saltellano, irridendo il decrepito Apollo storte frecce, nella teoria o danza del Caos che tutto move.

[questo inedito di Marco Palasciano è un’anticipazione del numero 10 della rivista Sud, che ringrazio. a.r.]

Andrea Raos

andrea raos ha pubblicato discendere il fiume calmo, nel quinto quaderno italiano (milano, crocetti, 1996, a c. di franco buffoni), aspettami, dice. poesie 1992-2002 (roma, pieraldo, 2003), luna velata (marsiglia, cipM – les comptoirs de la nouvelle b.s., 2003), le api migratori (salerno, oèdipus – collana liquid, 2007), AAVV, prosa in prosa (firenze, le lettere, 2009), AAVV, la fisica delle cose. dieci riscritture da lucrezio (roma, giulio perrone editore, 2010), i cani dello chott el-jerid (milano, arcipelago, 2010) e le avventure dell'allegro leprotto e altre storie inospitali (osimo - an, arcipelago itaca, 2017). è presente nel volume àkusma. forme della poesia contemporanea (metauro, 2000). ha curato le antologie chijô no utagoe – il coro temporaneo (tokyo, shichôsha, 2001) e contemporary italian poetry (freeverse editions, 2013). con andrea inglese ha curato le antologie azioni poetiche. nouveaux poètes italiens, in «action poétique», (sett. 2004) e le macchine liriche. sei poeti francesi della contemporaneità, in «nuovi argomenti» (ott.-dic. 2005). sue poesie sono apparse in traduzione francese sulle riviste «le cahier du réfuge» (2002), «if» (2003), «action poétique» (2005), «exit» (2005) e "nioques" (2015); altre, in traduzioni inglese, in "the new review of literature" (vol. 5 no. 2 / spring 2008), "aufgabe" (no. 7, 2008), poetry international, free verse e la rubrica "in translation" della rivista "brooklyn rail". in volume ha tradotto joe ross, strati (con marco giovenale, la camera verde, 2007), ryoko sekiguchi, apparizione (la camera verde, 2009), giuliano mesa (con eric suchere, action poetique, 2010), stephen rodefer, dormendo con la luce accesa (nazione indiana / murene, 2010) e charles reznikoff, olocausto (benway series, 2014). in rivista ha tradotto, tra gli altri, yoshioka minoru, gherasim luca, liliane giraudon, valere novarina, danielle collobert, nanni balestrini, kathleen fraser, robert lax, peter gizzi, bob perelman, antoine volodine, franco fortini e murasaki shikibu. 

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  8 comments for “Incipit per una commedia

  1. La scimmia
    30 ottobre 2007 at 15:09

    Lingua strana, labirinto nel bosco delle parole: c’è una dimensione onirica. Entro nel regno denso della parola, scopro magia dopo magia,
    provando un sentimento di irrealtà, un gioco di specchio tra identità: Peter Pan, Poliphilo, Palasciano, danza bizarra, barroca.

  2. viola
    30 ottobre 2007 at 22:11

    semplicemente della sana letteratura, dove il semplicemente è un avverbio di soddisfatto sorriso, per niente male direi, Viola

  3. Chapuce
    30 ottobre 2007 at 22:23

    inseguiamo noi
    esuli figli di Brema
    reconditi sogni…

  4. sparz
    31 ottobre 2007 at 10:52

    (Souvent, pour s’amuser, les hommes d’équipage
    prennent des albatros, vastes oiseaux des mer,…
    )
    bellissimo pezzo, grazie.

  5. pa(u)per
    31 ottobre 2007 at 11:12

    *Io Poliphilo/Pollicino/Palasciano

    Bellissima particella di commedia…

  6. 31 ottobre 2007 at 22:21

    :-) Troppo buoni! quasi proseguirei,
    contuttoché passati son sei anni.

  7. viola
    1 novembre 2007 at 20:08

    e tu prosegui(sci)…sei anni non è niente…nella tempiternità, Viola

  8. 5 novembre 2007 at 22:47

    Ciao spero che la cosa non risulti OT. Un incipit come questo è proprio un punto di partenza adatto. In breve sto cercando di portare avanti un progetto letterario che ha come fine quello di creare un’ opera letteraria che ha 1000 o 2000 autori. I molti campi questa operazione è possibile, perché non nella letteratura?

    Qui se vi interessa alcuni link:

    http://nonromanzo.wordpress.com/

    http://nonromanzo.wordpress.com/info/

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