Tag: Dante

waybackmachine #02 Antonio Moresco “Le cavallette”

23 marzo 2003
ANTONIO MORESCO “Le cavallette“

Capita ogni tanto, nella letteratura come nella vita, di imbattersi in semplici frasi, scritte o orali, riflessioni e immagini di tale radicalità e umanità che ci danno l’immediata sensazione di trovarci di fronte a qualcosa di lungamente meditato e sofferto, che va subito all’osso, che ci dice come stanno veramente le cose, direttamente, senza mediazioni, senza fronzoli.

La scelta dell’imam, la fine della lingua e la rivoluzione/1

di Antonio Montefusco*

                                                                                                                                               

             Moi, tu le remarques bien, je ne parle guère le français. Pourtant, avec toi, je préfère cette langue à la mienne, car pour moi, parler français, c’est parler sans parler, en quelque manière, sans responsabilité, ou, comme nous parlons en rêve.… Leggi il resto »

¡Que viva la traducción! – La letteratura italiana in Argentina

(Dopo le prime puntate in Spagna – qui e qui – ecco una nuova intervista per capire che ruolo giochi la nostra letteratura fuori dai confini nazionali. Questa volta esploreremo l’Argentina grazie alla guida di Jorge Aulicino. Il salto tra i continenti non vi sembri così arbitrario: le due culture e i due mercati editoriali sono profondamenti intrecciati.… Leggi il resto »

Il papa e la storia italiana

di Elio Rindone

Chi detiene il potere ha la possibilità di riscrivere la storia secondo i propri interessi, e a tal fine non è necessario mentire: basta evidenziare una parte della verità e nascondere accuratamente l’altra. Potrebbe sembrare questa la via scelta da Benedetto XVI nel Messaggio indirizzato il 17 marzo 2011 al Presidente Napolitano in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia: ben pochi studiosi, infatti, si riconoscerebbero nella ricostruzione della storia italiana operata dal pontefice.
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Padri, cameriere e purgatori

di Massimo Rizzante

Non ricordo la prima volta che ho avuto in mano la Commedia. Il fatto che non lo ricordi significa che non ho mai avuto una vera relazione con Dante? Può darsi.
Però Dante mi era vicino quando alcune cameriere m’iniziarono all’amore, o meglio alla sfera sessuale dell’amore, che non ha niente a che fare con l’amore, sebbene sia un buon punto di partenza, un punto da cui bisogna partire, per poter poi salire la montagna del purgatorio erotico e approdare alla trasfigurazione del volto dell’amata, alla sua divinizzazione, al paradiso, alla preghiera che tutto duri in eterno.… Leggi il resto »

TERRA DESOLATA O PAESE GUASTO?

di Franco Buffoni

Fondamentale nella complessa tessitura che coinvolse il linguaggio, il mito, la tradizione, la macchina, la guerra, la scrittura impersonale, il flusso di coscienza, fu l’incontro londinese nel 1915 tra T.S. Eliot ed Ezra Pound. Eliot allora ventisettenne era fresco di laurea a Harvard e avido di una conoscenza che lo portasse oltre gli amatissimi simbolisti (Laforgue, Corbière, Verlaine, Rimbaud) che fino ad allora lo avevano influenzato.… Leggi il resto »

L’Italia che non è in me

 

di Tommaso Pincio

La questione è un terreno minato. Pertanto si preferisce eluderla o ammantarla d’altro. È che ne siamo troppo intrisi. È quello che siamo. A prenderla di petto, ci vedremmo costretti a gettare il bambino prima ancora dell’acqua sporca.… Leggi il resto »

carta st[r]ampa[la]ta n.18

di Fabrizio Tonello

Scanzorosciate (BG). Venerdì 4 giugno è stata una giornata nera. La Borsa di Milano ha perso il 3,8%. L’euro è sceso sotto quota 1,20 per 1 dollaro. L’Ungheria potrebbe dichiarare fallimento. Le mie obbligazioni Unicredit valgono più o meno come quelle delle ferrovie dello Zar dopo il 1917.… Leggi il resto »

Una raccolta preziosissima

di Giovanni Cossu

E che io dica di lui come se fosse corpo, ancora sì come se fosse uomo, appare per tre cose che dico di lui.
DANTE, Vita Nuova, XXV.

Diogene Reiteri sembrava un avvoltoio, appollaiato a due metri da terra, su quello scranno dalle cui altezze doveva controllare le scolaresche in visita alla sezione del museo, dove si trovavano esposte le mirabili serie di preparati anatomici in cera: una raccolta preziosissima, come diceva la guida del T.C.I.… Leggi il resto »

Turritani

di Giovanni Cossu

Anche se a dire la verità, non tutta la vita di Titto trascorreva tra la casa e la mescita.
Anche lui coltivava le proprie lattughe, come si sarebbe detto, con espressione idiomatica, in quella terra, Turritania, chiusa, a sud, tra gli orti che circondavano il ricco capoluogo, Tattari, il cui nome sembrava trarre significato, a detta di alcuni, da un’originaria occupazione del luogo da parte di certe popolazioni tartare, ma che in seguito, per un’inopinata civilizzazione, a detta di altri, si era trovato a perdere, stando almeno alla lettera, assieme all’originaria fierezza, anche la r, e, ad est, le vigne di male amati cugini, di cui si diceva che non tanto per ragioni storiche, e attualmente economiche, coltivassero quella pianta dagli oscuri quando non del tutto chiari e rigogliosi grappoli, ma per poter nascondere, dietro gli indubitabili effetti di una non moderata ingestione dei succhi fermentati di questi, una loro genetica mollezza di cervello, escogitando a questo fine la stessa denominazione del paese, che proprio con la determinata rimozione dell’articolo – determinato o indeterminato che fosse, ma piú indeterminato che determinato nella sua assenza – lasciava intendere, nella sua reiterata affermazione letterale: Sorso… Sorso… Sorso…, esattamente quello che speravano gli altri bevessero, e cioè che in quello, e solo in quello, si trovava il segreto dell’idiozia collettiva di cui da sempre era stati accusati da parte dei circonvicini parenti.… Leggi il resto »

Incipit per una commedia

di Marco Palasciano

A un terzo del mio secolo di vita, tra gli sterpi correndo in infinito cerchio con strani animali ansiosi d’asciugarsi dopo l’ultimo lachrymoso diluvio, sempre incalzato dallo spettro di quel Poeta dal buffo copricapo rosso il quale io in corsa rattamente volgendomi a guardare vedevo a sua volta avere alle spalle tutta una folla di personæ nonché archetipi antropomorfi e zoomorfi e teratomorfi quali già sguinzagliò sir Peter cineasta enciclopedico sull’isola di Prospero chi brandendo un sestante chi una lira chi una sciabola chi un libro aperto, io, in affannata corsa verso non sapevo piú che zenith e partito da non sapevo piú che nadir o viceversa, affatto lasso, mezzo infangato da un paio di cadute da far ridere les hommes d’équipage, maglietta lacerata dagli spini e sbrendolata come la veste di madonna Philosophia, io, Poliphilo/Pollicino/Palasciano, mi ritrovavo in quella che per metafora obbligata chiameremo una selva oscura, o bosco iniziatico dal quale l’adolescente di turno non è piú uscito senza però per questo ricevere in dono fatato l’aeromobilità di Peter Pan; e in questa selva che è piú un ipnolabirinto o, spostando l’interesse dalla sua oniricità alla sua multidimensionalità, iperlabirinto, non solo la diritta via mi si era smarrita ma, poiché nell’ultimo terzo di millennio cadde dal trono anche la Geometria euclidea, ora, se pure avessi ritrovato quella via, per diritta che vi sarebbe parsa, avrebbe intersecato diosà quante vie ad essa parallele e potuto perfino guidarmi, con crudele inganno, io distratto da bachi e da conigli, a precipitare nelle fauci titaniche di un buco nero, intorno al cui orlo, come stelle sul mare palpitanti, i Quanti ognora saltellano, irridendo il decrepito Apollo storte frecce, nella teoria o danza del Caos che tutto move.… Leggi il resto »

Lingua Sovrana- 2 / La caduta e l’a-venire della Lingua: il Diritto e la Giustizia.

di Marco Rovelli

“Il desiderio ignora lo scambio: non conosce che il furto o il dono“

A. – il Diritto.
Benjamin, dunque, ci aiuta a comprendere Dante, e viceversa. Benjamin dice però qualcosa là dove Dante tace: afferma che è il giudizio all’origine della cacciata dell’uomo dal paradiso della lingua di Dio, e della necessità che la parola debba comunicare qualcosa.… Leggi il resto »

Dante e i maestri omosessuali

CONSIDERAZIONI DI FRANCO BUFFONI SU INFERNO XV

Nel canto XV dell’Inferno due parrebbero essere i punti fermi relativamente al rapporto tra Dante e Brunetto Latini:
– Dante mostra rispetto e affetto per il maestro (gli dà del “voi”; si rivolge a lui come a “ser Brunetto”);
– Dante condanna Brunetto alla pena eterna in quanto omosessuale.… Leggi il resto »

Le cavallette

di Antonio Moresco

Capita ogni tanto, nella letteratura come nella vita, di imbattersi in semplici frasi, scritte o orali, riflessioni e immagini di tale radicalità e umanità che ci danno l’immediata sensazione di trovarci di fronte a qualcosa di lungamente meditato e sofferto, che va subito all’osso, che ci dice come stanno veramente le cose, direttamente, senza mediazioni, senza fronzoli.… Leggi il resto »