Sguardi a perdita d’occhio. Poeti leggono l’arte

28 aprile 2008
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Quattro poeti italiani leggono quattro grandi artisti.

Inaugurazione
29 aprile Aula Magna dell’Università di Bergamo, ore 18.00
introduce Philippe Daverio, critico d’arte e conduttore della trasmissione Passepartout in onda su RaiTre.

Incontri ogni mercoledì presso la Sala della Porta Sant’Agostino a Bergamo Alta, ore 18.00

14 maggio Maurizio Cucchi legge Robert Rauschenberg

21 maggio Antonella Anedda legge Bill Viola

28 maggio Davide Rondoni legge Lorenzo Lotto

4 giugno Edoardo Sanguineti legge Enrico Baj

Rassegna a cura di Corrado Benigni e Mauro Zanchi

Gli sguardi a perdita d’occhio hanno il desiderio di vedere oltre il velo dell’apparenza e di andare al di là di un guardare anestetizzato. Perché il problema del nostro tempo è l’intorpidimento e l’assuefazione. Ora, come in ogni epoca storica che sente di aver perduto qualcosa, pensiamo che sia necessario rieducare l’occhio a cogliere la sottile differenza che intercorre tra i verbi “guardare” e “vedere”, per acuire, forse, una coscienza più lucida della realtà. Perché “vedere” significa innanzitutto cogliere la vera essenza delle cose, ciò che permane; significa entrare, in profondità, nel flusso in divenire dell’esistenza.
“Vedere” vuol dire anche stare dentro il fluire, cogliere un ampio spettro di sfumature, sentire con ogni senso. Ci siamo affidati allora allo sguardo di quattro importanti poeti italiani. E, per innescare un processo di permeabilità, abbiamo chiesto loro di far interagire due linguaggi – quello della parola con quello dell’immagine visiva – e di creare un collegamento tra un punto di vista e un altro, tra una figurazione evocativa e una rappresentazione ritmica.
Anche il luogo che abbiamo scelto per la rassegna (la Porta Sant’Agostino a Bergamo Alta) è da considerare parte integrante dell’idea di creare un rapporto di permeabilità e di stare nel flusso dell’esistenza.
Mentre hanno luogo gli incontri con i poeti, sotto gli archi della Porta continuano a scorrere automobili e persone dirette verso le mete della vita quotidiana.
Anche qui, simbolicamente, come fosse in atto una performance o un’installazione in divenire, avviene qualcosa su un doppio registro: sopra, una coniugazione del verbo “vedere”, sotto, un’azione del gesto “guardare”.

Per informazioni:
info@bergamoartepoesia.it
tel. 3803053716

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2 Responses to Sguardi a perdita d’occhio. Poeti leggono l’arte

  1. megan il 29 aprile 2008 alle 01:12

    Idea sbagliata e scomoda mettere i link in un’altra pagina. Peraltro il sito è pure meno bello così.

  2. bologna il 29 aprile 2008 alle 06:03

    (OT) e della nuova epica italiana, che ne pensate?
    http://www.scritturacollettiva.org/blog/new-italian-epic



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