Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato 1

29 luglio 2008
Pubblicato da

[18 immagini + lettere invernali per l’estate, una alla settimana]

di Andrea Inglese

Cara Reinserzione Culturale del Disoccupato,

che io sia malato, o che sia mai stato malato, o che possa
sotto i tuoi occhi, o i miei stessi, indossando quello che indosso,
(certe scarpe nere coi lacci)

ammalarmi

lo reputo della più assodata
improbabilità.

Eppure esisto,

in questa svagata salute, ancora una volta,
facendo fede ai miei polpacci,
ai due calcagni, alle unghie che crescono,
io esisto: come la polvere, gli unguenti, gli armadi
da fare a pezzi e bruciare, i coperchi di latta
da lanciare in aria.

È di questa esistenza che ti potrei parlare,
della sua vaghezza,
ma oggi non me la sento, non così,

non con questa distanza
che nuovamente
senza sorriso
metti tra te e te.

(immagini A Inglese)

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10 Responses to Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato 1

  1. véronique vergé il 29 luglio 2008 alle 16:16

    C’è un dolore dentro i versi, si scappa dalla poesia come per raggiungere i cuori, vincere la solitudine.

    Sono bellissimi.

  2. maria (v) il 29 luglio 2008 alle 23:49

    anch’io trovo questa poesia commovente e orgogliosa nella sua nudità senza trasparenza, ma che invece respinge.
    non muse malate, ma vive, anche se solo per logorìo, per usura o come i balsami e le cure o ancora dopo come stizza e rabbia.
    poesia che è vita, perché SCARNA come la “Vita” ma anche scarna come la lingua della gioia

    (in corsivo: citazioni di opere di A. Inglese e non solo) un saluto

  3. sparz il 30 luglio 2008 alle 01:07

    È la svagata salute che mi interessa molto, insieme con la vaghezza dell’esistenza, caro Andrea; immagino che un testo come questo venga cesellato fin nei dettagli invisibili, e si vede, appunto.

  4. orsola puecher il 30 luglio 2008 alle 08:55

    lettere invernali per l’estate

    capita di essere invernali d’estate
    ed estivi d’inverno
    le parole così stanno più a piombo
    e di avere la tentazione di infilare un dito in un dolcetto perfetto striato di sciroppo rosa
    la salute svagata è una salute che non vuol saper-e/ne di essere ammalata
    che resiste alla piccola discarica polverosa delle vite
    e coi coperchi di latta ci gioca anche come frisbee

    ,\\’

  5. andrea inglese il 1 agosto 2008 alle 00:29

    un saluto da una milano tropicale – fa piacere incontrarvi intorno a questo principio di epistolario fuori stagione…

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