En coup de vent

Era, se ben ricordo, la primavera del 1981. Accogliendo l’invito dell’ assessorato alla Cultura del comune della mia città, Paolo Volponi era venuto per un duplice incontro con gli studenti delle medie superiori, che si svolse la mattina nell’aula magna del Liceo Classico, il pomeriggio nel grande auditorium dell’istituto tecnico per geometri. La sera, a cena, assieme agli organizzatori del ciclo di incontri inaugurato alcune settimane prima da Franco Fortini, si conversava a ruota libera. A un certo punto Volponi , per definire il sicuro insuccesso e insieme il velleitarismo di certa azione politica ipotizzata in quella conversazione, emise il seguente verdetto. E’ come istigare il vento. L’espressione mi piacque e me l’annotai.
Tempo dopo ritrovai quell’appunto e l’icasticità dell’immagine si trasformò in condotta per l’azione (utopica)

Roberto Bugliani

Istigare il vento
questo vento che nella sera s’attarda
e s’arresta incerto su altane e coppi
se dar di testa o planare lieve
dai tetti delle ville, dagli apici dei pini
involgendo misericordioso le loro diplomazie di menzogne.

Istigare il vento
questo vento che di petunie e dalie s’incapriccia
e al rendiconto di squilibri e crolli
preferisce la simmetria dell’errore.

Istigare il vento alla vendetta
allo sconquasso di idoli bugiardi
questo vento che sbatacchia dolori senza riscatto
e piega il suo andare sullo spartito del dovere.

Istigare il vento, questo vento farlocco che solo sa
affidare il suo ordito al valzer con le foglie
e cicisbeo civettare con la siepe del ligustro
provocando la gelosia dell’acanto.

Istigare il vento a vortici inattesi
a raffiche d’insania, a scorrerie selvagge
questo vento esangue che nell’incanto
dell’edera s’incista e prudente stilla il suo umore
su scampoli di anni alla deriva, dove di noi
s’è macerata nel rovello la meglio parte.

da Di quand’ero poeta e non lo sapevo, ed. Puntoacapo.

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

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  3 comments for “En coup de vent

  1. 16 settembre 2009 at 09:39

    Su luna de pergamino
    Preciosa tocando viene,
    Al verla se ha levantado
    el viento que nunca duerme.

    Così Garcia Lorca, per il quale il vento è istigato dall’avvenenza di Preciosa. Molto belli questi versi. E anche il filmato. Grazie.

  2. véronique vergé
    16 settembre 2009 at 16:30

    Il vento porta nell’invisibile i sentimenti, il tempo, i vestiti dei fiori( petunie e dalie), i volti diversi del ligustro amato e del acanto geloso,
    il vento accompagna l’esilio, fa delle cose un polvere, il vento danza e canta, quando la solitudine è più grande, il vento ha la bocca in fuoco,
    il vento corre tra tu e il mondo, si vede benissimo sulla pelle di una prateria.

    La bella poesia mi racconta questa storia che è il vento, non ha un senso politico per me, ma ho sentito la rabbia che porta la poesia bellissima di Roberto Bugliani contro la menzogna, burrasca, raffica, turbine.
    Istigare il vento…

    Ma oggi ho il vento nella testa, e la mia riflessione non trova risposo e ragione.

  3. roberto bugliani
    18 settembre 2009 at 10:24

    Grazie a Sparz e Véronique: i riscontri fanno bene alla salute poetica :-)
    e anche (graie) al “solito” furlèn

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