I meccanismi della censura in Cina

29 marzo 2010
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Il 12 marzo si è celebrata la Giornata Mondiale contro la censura onlineReporters Sans Frontières ha diffuso l’elenco aggiornato  dei “Nemici di Internet” [in] che punta in particolare il dito contro la Cina, tra i vari Stati repressivi.

Su Kenengba [cin], Jason Ng cerca di arricchire la discussione descrivendo vari aspetti di come viene applicata tale censura in Cina.

Questo post è ripreso da Global Voices Advocacy, progetto del circuito Global Voices mirato a tutelare la libertà d’espressione contro la censura online. · tutti gli articoli

1. Censura non trasparente

A. Dove sta l’apertura?

Innanzitutto jason Ng sottolinea come, ogni volta che il governo cinese reagisce alla questione della censura di Internet, citi il fatto che “Internet in Cina è molto aperta”, per poi puntellare quest’affermazione con statistiche del tipo “in Cina ci sono più di 3.800 milioni di utenti internet”. È chiaro che le due dichiarazioni non sono collegate da nessuna relazione logica.

B. Censura irragionevole

In secondo luogo, Jason scrive che la ragione principale per cui la gente odia la censura di Internet da parte del governo cinese è a causa della sua mancanza di trasparenza:

我曾经在新浪微博发布了关于“群众抗议番禺建立垃圾焚烧厂”一条信息,然后我收到新浪微博的管理员发的邮件说我这条信息含有非法内容,所以被删除了。然后我问,这条信息违反了具体哪条法律,新浪的审核人猿没有给我回复。同样的事情也发生在中国最大的SNS人人网。

Una volta avevo postato un messaggio sulla piattaforma di microblogging Sina riguardante la protesta contro la costruzione di un inceneritore a Panyu. In seguito ho ricevuto un’email da parte del webmaster nella quale c’era scritto che il mio messaggio era stato cancellato a causa della presenza di contenuti illegali. Ho chiesto quale regolamento fosse stato violato ma non ho ricevuto nessuna risposta. Episodi simili avvengono anche sulle maggiori piattaforme di social network cinesi.

网站审查人员之所以进行不透明的审查,是因为他们收到了政府部门不透明的规章。…

没有一个透明的规章,人们就不能去遵守所谓的制度。政府部门高兴的时候可以说“我爱共产党”这句话是褒义的,在不高兴的时候可以说你在讽刺它。你只能无奈地对着屏幕喊草泥马。

Il motivo per cui i censori-web non sono trasparenti nella loro attività è per l’opacità dei regolamenti del governativi…

Quando le normative sono poco chiare, la gente non potrà mai adattarsi al sistema. I funzionari governativi potrebbero reagire alla comunicazione “Amo il Partito Comunista” in modo positivo quando sono di buon umore. Se invece sono di cattivo umore, la interpreteranno come una forma di sarcasmo. E si potrà solo imprecare contro il grass-mud horse [in, 草泥马 Cǎo Ní Mǎ, un gioco di parole tra l’animale da lana “alpaca” e l’imprecazione “fotti tua madre”, simbolo di resistenza contro la censura di regime] davanti allo schermo del computer.

C. La protesta di Google

Il blogger Jason Ng ritiene che il motivo per la posizione critica di Google sull’applicazione della censura in Cina sia anch’esso legato al problema della trasparenza:

而Google在中国,每天都收到通知要屏蔽这个网站屏蔽那个网站、屏蔽这个关键词屏蔽那个关键词,这些通知是没有规律可寻的,也没有法例列明。你要细问法例,得到的回答只会是“依法屏蔽”。

In Cina, Google.cn riceve molte notifiche riguardanti il filtro su siti web o termini controversi, e non è possibile identificare alcun modello da tutte queste notifiche né alcuna spiegazione giuridica. Tutto quello che dicono è “blocco eseguito in base alla legge”.

2. Il meccanismo della censura

Jason Ng ha identificato una serie di meccanismi di censura usati in Cina.

A. Autocensura

中国网民由于长期生活在信息审查之中,他们意识到很多文字用直接发送的方式会发送失败或很快被删除,于是他们在发布信息之前就对信息做了修改,要么将较为敏感的部分替换成意思相近的词语,要么删掉了这部分内容。

Gli utenti Internet cinesi sono consapevoli del blocco di termini considerati controversi. Quando pubblicano un messaggio, arrivano a esprimere un certo termine in modo diverso o a cancellarlo.

B. Censura automatica

Nel caso della censura automatica, gli utenti devono cercare di indovinare quali siano i termini controvers ogni volta che pubblicano qualcosa. Ecco a cosa andranno incontro gli utenti di Internet:

  1. 假设你输入了10000字,其中第100、101两字是敏感词。你点击了发布。
  2. 然后你发现自己只发布了99个字,第100个字和后面9900个字都不见了。
  3. 你在任何地方都找不到这丢失的9900个字,你需要重新敲打一次。
  4. 你意识到第100、101个字是敏感词,于是你替换成其它字了,接着你重新发布一次。
  5. 然后你又发现,发布出去后只剩下200个字,因为第201个字又是敏感词。
  1. Se avete scritto 10.000 parole, nel caso in cui la 100° e la 101° parola sono termini ‘sensibili’ e le avete pubblicate,
  2. scoprirete che sarà possibile pubblicare solo 99 parole e tutte le parole dalla 100° alla 9.900° scompariranno.
  3. Non sarà possibile recuperare le 9.900 parole e dovrete ridigitarle.
  4. Quindi vi renderete conto che la 100° e la 101° sono sensibili, cambierete l’espressione e ripubblicherete.
  5. Poi scoprirete che si potranno pubblicare solo 200 parole, perché la 201° è di nuovo un termine sensibile …

Un altro esempio di censura automatica è la cosiddetta Diga Verde [it]:

当你的浏览器开了10多个标签,其中一个有一张肉色比较多的照片时,全部浏览器进程就会被绿坝结束。或许你在其中一个标签正在工作,不好意思,都没了。

Quando nel vostro browser sono aperte 10 pagine, e a un certo punto una delle immagini presenta improvvisamente una porzione più grande di color carne, voilà! Tutte le pagine saranno chiuse all’improvviso. Se si stava lavorando online su una delle pagine, purtroppo perderete tutto.

C. Censura umana

中国很多网站,尤其是门户网站都有一个专门的人工审查团队。饭否由于没有审查团队,“非法”信息泛滥,最终被死亡。据我所知,像新浪这样的网站,审查人员是数以百计的。

一个曾经在腾讯负责做审查的朋友告诉我,每当敏感日子,比如两会,他们的工作量就非常大,他们不但需要审查论坛、博客,就连用户的邮件他们都要随机抽查。在中国,邮件不算是隐私。

人肉审查团队在判断非法信息的时候没有一定的标准,在很多时候,他们只是根据自己或上级临时下发的文件去判断一条信息是否被屏蔽。对于他们来说,宁可杀错1000条,绝对不能放过1条。

Molti siti web, in particolare i portali, hanno dietro le quinte una squadra di censori. Il motivo per cui Fanfou [un clone di Twitter] è stato costretto a chiudere è perché non aveva un team di censori. Siti web come Sina[in] hanno oltre un centinaio di operatori dedicati all’attività di censura.

Un amico che in passato lavorava per il portale di servizi Tencent mi ha detto che ogni volta che il momento è considerato delicato, come ad esempio durante l’annuale Congresso nazionale del popolo, il loro carico di lavoro aumenta. Hanno dovuto censurare gruppi di discussione (BBS), blog e a campione le e-mail degli utenti. In Cina non c’è alcuna privacy nella comunicazione via e-mail.

La censura umana [in] non ha uno standard nella propria prassi [human flesh censorship: per human flesh(carne umana) i netizen cinesi indicano in questo caso una persona rivelata fino alla sua “nuda pelle”, un po’ come ai tempi della Rivoluzione Culturale, si veda anche questo post in italiano]. Molto spesso i censori giudicano in base alle linee guida dei loro supervisori. E preferiscono eliminare mille parole piuttosto che lasciare in vista un solo messaggio sensibile.

D. La squadra di notifica

在中国,大多数网站底部都会有一个备案号,通过这个备案号,政府的审查人员可以很方便地联系到站长。

一般来说,当网管发现某网站上有“非法”信息的时候,他们首先会打电话给服务器的托管商,托管商再打电话联系站长删除所谓的“非法”信息。

La maggior parte dei siti ha un numero identificativo di licenza, cosicchè il governo può contattare il webmaster ogni volta che lo desidera.

Quando l’amministrazione preposta al controllo di Internet trova un’informazione “illegale” online interviene contattando il centro dati, e il centro dati chiama a sua volta il webmaster per fargli eliminare il contenuto “illegale”.

E. Squadra documentale Red Head

有时候,审查不仅仅是要求网站删掉某些内容,还包括统一转载某些稿件、统一将搜索结果指向官方网站。这种通知称之为红头文件,一般由网管办或新闻办下发。

A volte, la censura di Internet non si basa solo sulla richiesta ai siti web di eliminare certi contenuti, ma anche mediante l’imposizione di un re-post o dell’indirizzamento a risultati di ricerca che portino a determinati siti ufficiali. Questa tipologia di notifiche va sotto il nome Red Head [Testa Rossa]. Viene effettuata dall’amministrazione che controlla Internet o dall’Ufficio per l’informazione.

门户网站每天都会收到网管办下发的通知,这些通知的类型一般包括:

  1. 不能报道什么
  2. 应该报道什么
  3. 头条应该放什么
  4. 哪些新闻需要引导讨论
  5. 哪些搜索关键词应该屏蔽或指向指定的结果
  6. 哪些新闻必须统一采用新华网、人民网的稿件

I portali web ricevono notifiche quotidiane da parte dell’amministrazione preposta al controllo di Internet. Le notifiche possono essere del tipo:

  1. Ciò che non può essere pubblicato
  2. Cosa dovrebbe essere pubblicato
  3. Quale dovrebbe essere il titolo
  4. Quali notizie possano essere incanalate nella discussione
  5. Quali parole chiave dovrebbero essere bloccate o reindirizzate a un certo risultato di ricerca
  6. Quali notizie debbano limitarsi a riprendere le fonti ufficiali XinhuaPeople’s Daily News

F. La giuria delle madri

妈妈评审团的成员来自各行各业,有些人之前几乎没有接触过互联网。她们一边接受政府的培训,一边按要求每月提交一定数量的不适合儿童观看的内容。

Le componenti della giuria delle madri [in] provengono dalle più svariate esperienze. Alcune non sanno quasi nulla del mondo online. Seguono un percorso formativo offerto dal governo e devono presentare regolarmente all’amministrazione un certo numero di contenuti web ritenuti non adatti ai bambini.

G. Tè e chiacchiere

如果你一直在网上发布政府不愿意看到的言论,或者支持一些民间的运动,例如散步或者维权,你将会被邀请喝茶。

去年国庆前夕,一位北京的初中生在博客和Twitter表达了对国庆彩排的不满,认为这是浪费时间没有意义的。不久之后,他被国家报卫队的人邀请“喝茶”,他们威胁他,如果再在网上发布这些言论,他将不能在理想的高中念书。

在那之后,这位初中生在Twitter上安静了很长的时间。

Chi continua a pubblicare informazioni non gradite dal governo, sostenere azioni dei cittadini, navigare su certi siti o sostenere campagne per i diritti civili, potrebbe ricevere un invito per un tè.

L’anno scorso, prima della Giornata nazionale, un ragazzo di scuola media aveva criticato su Twitter l’efficienza delle preparazioni per la cerimonia, scrivendo che gli sembravano una perdita di tempo. Subito dopo è stato invitato dagli agenti della sicurezza nazionale a prendere un tè. Lo hanno minacciato che se avesse continuato a esprimersi in quel modo, non avrebbe potuto iscriversi a una scuola superiore di buon livello

È da parecchio che lo studente non scrive più su Twitter.

H. La Grande Cyber-muraglia

Una foto vale più di mille parole:

I. L’esercito da 50 cent

在多年的探索过程中,中国政府意识到光做减法是不行的,有时要做一做加法,要占领舆论高地。于是中国就出现了一种解决就业问题的职业–网络评论员,俗称五毛党。

当政府需要引导舆论的时候,五毛党就会成群出没。他们会在论坛、博客、门户甚至是报纸、电视等媒体发布一边倒的支持政府的言论。他们一般都是成群结队出动,很少单独行动…

Dopo molti anni di sperimentazione della censura, il governo cinese è divenuto consapevole dell’importanza di riuscire a condizionare l’opinione pubblica. Da qui l’istituzione del ruolo del commentatore Internet, che risolve anche il problema della disoccupazione. Questi commentatori sono generalmente noti come l’Esercito da 50 cent [in] (The 50 cent Party).

Ogni volta che il governo ha bisogno di incanalare l’opinione pubblica fa intervenire l’Esercito da 50 cent, i cui componenti [stimati tra le decine e le centinaia di migliaia] scrivono o diffondono voci pro-governative nei gruppi di discussione (BBS), blog o portali web, ma anche attraverso i media tradizionali come giornali e TV. Di solito agiscono collettivamente, raramente si muovono da soli.

Nonostante i numerosi e sofisticati meccanismi di censura, il blogger Jason Ng continua tuttavia a credere che la democrazia alla fine avrà la meglio e riuscirà ad eliminare il controllo brutale sulla libertà di parola e di espressione.

(testo soggetto a licenza Creative Commons Attribution CC-BY 3.0)

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25 Responses to I meccanismi della censura in Cina

  1. Lucio Angelini il 29 marzo 2010 alle 10:44

    Nel mio piccolo sono stato censurato anch’io. Da voi.

    • jan reister il 29 marzo 2010 alle 16:34

      Lucio, questo articolo parla della limitazione della libertà di espressione in Cina, dove lo Stato e una lunga catena di leggi, organi, funzionari, operatori decidono di che si possa parlare in rete, quali siano le parole consentite, quelle proibite, fino a quale debba essere la politica editoriale di un forum, un blog o un semplice sito web.
      Non mi pare che nella rete italiana tu abbia particolari problemi di espressione, ad esempio con i coloriti articoli del tuo blog (che segnali spesso e volentieri proprio qui su Nazione Indiana).
      Mi pare invece chiaro che su Nazione Indiana abbiamo piena autonomia editoriale nel decidere cosa pubblicare e quale genere di clima (aperto, intelleggibile, civile) vogliamo cresca nelle discussioni dei commenti. Sono anni che moderiamo via lo spam, le inciviltà, le divagazioni e gli OT incomprensibili, il rumore di fondo, gli sfoggi di arguzia.
      C’è una bella differenza tra il carcere per chi pubblica un appello in rete in Cina, e non volere un “esercito delle madri” qui su NI.

  2. Lucio Angelini il 29 marzo 2010 alle 19:52

    Ian, sai che non ce l’ho con te. Sai che tifo per il Tibet contro i “fottuti musi gialli”:-) e per Enzo di Frenna piuttosto che per Loredana Lipperini. Vi do atto di aver ospitato ben due miei articoli in Nazione Indiana a distanza di appena quattro anni uno dall’altro (“Nascere da un uovo di cigno” nel 2005 + “Quel bruttocattivo di papà Cacciari!” nel 2009); vi dò atto, altresì, di avermi tacitamente promosso – e per interi mesi!!! – dallo spregevole troll di un tempo a commentatore non moderato qui nella vostra rivista on line. Da quando ho ospitato Dario Borso nel mio blog, tuttavia, il privilegio mi è stato revocato e sono stato gettato di nuovo tra “lo spam, le inciviltà, le divagazioni e gli OT incomprensibili, il rumore di fondo, gli sfoggi di arguzia” di cui parli. In confidenza, è stato proprio questo gesto punitivo a farmi girare sommamente le scatole. Quanto ai coloriti articoli del mio blog, proprio in questi giorni la piattaforma Splinder ne ha minacciato la chiusura se non ritirerò la foto dell’oratore Wu Ming 1, finto cinese, ripreso nel corso di un convegno letterario a Marghera: la Cina, come vedi, non è poi così lontana… Ti ringrazio – comunque – per aver dato spazio al mio sfoggio di arguzia del giorno, mentre altri co-conduttori di Nazione Indiana hanno preferito – invece -ritirami l’amicizia in Facebook. Mi ha fatto molto piacere, nella tristezza di una giornata in cui il Veneto è in visibilio per la vittoria della Lega…

    • jan reister il 29 marzo 2010 alle 20:09

      Se pensi che Splinder possa chiuderti l’account, fai un backup di tutto e spostati altrove.

  3. mario schiavone il 29 marzo 2010 alle 20:06

    Lucio Angelini in Cina verrebbe censurato sul serio, forse anche arrestato. C’è differenza fra eliminare un commento di un lettore poco cortese e censurare qualcuno. Per nostra fortuna la rete in Italia è ancora libera. Quindi nessuno censura nessuno. Però Angelini potrebbe dire: nazione indiana mi censura, la Lipperini mi censura etc etc.
    In Campania c’è una canzoncina sul “chiagniefutti” dei bambini che provocano e cercano provocazioni che fa’ così: “Toccami Cicco, mamma Cicco mi tocca guardalo… Cicco perchè non mi tocchi più? Mamma Cicco mi ha toccato ancora!”
    Ecco, penso questo dei commenti (liberi, e non censurati perchè viviamo in Italia e questo è un bene:) di Angelini.
    Quanto alla censura cinese è davvero triste che Google abbia dovuto licenziare tutti quei dipendenti, per poi sgomberare il palazzo in attesa di tempi migliori.
    ps
    signor Angelini, guardi che io non la conosco. non ho nulla contro di lei. sia chiaro.

  4. filippo il 29 marzo 2010 alle 20:33

    censura o no, il Tibet è come la Padania o il Chiapas.
    Poi,è vero, esistono pure i servi della gleba…
    W Mao

    • jan reister il 30 marzo 2010 alle 06:48

      filippo:

      censura o no, il Tibet è come la Padania o il Chiapas.
      Poi,è vero, esistono pure i servi della gleba…
      W Mao

      Non ci ho capito niente. Patafisica o grappa?

  5. Lucio Angelini il 29 marzo 2010 alle 21:10

    @schiavone. non ho avuto bisogno di andare in cina per essere OSCURATO come autore di fiabe:
    https://www.nazioneindiana.com/2004/10/19/bullismo-editoriale/

    @jan. c’è in satisfiction di Gian Paolo Serino un pezzo dedicato alla scomparsa delle parole digitali “Che ne faremo dei nostri blog?” (26 marzo u.s.). Angelo Ricci ha commentato: “Già Asimov aveva previsto tutto. Nel ciclo della fondazione, quando finalmente si scopre che l’umanità proviene dalla Terra, una volta arrivati sul pianeta ormai disabitato, si scopriranno enormi archivi digitali. Il problema è che questi archivi sono ormai illeggibili e, dai monitor, tutti i dati si sono trasformati in un gigantesco ‘effetto neve’. La nostra memoria è sempre scritta sull’acqua.”

    • jan reister il 30 marzo 2010 alle 06:38

      Lucio, la scomparsa dei nostri blog si evita con banali, regolari backup. E adesso direi che la tua vicenda personale è stata sviscerata a sufficienza :-)

  6. Sascha il 31 marzo 2010 alle 13:23

    Articoli come questo, per quanto veritieri e informativi, mi lasciano sempre un po’ interdetto. Specie come quando, sul finale, arrivano i commentatori pagati dal governo e definiti sprezzantemente l’Esercito dei 50 cents da parte degli internauti cinesi che hanno i soldi e il tempo libero per frequentare Internet a loro comodo.
    Mi pare un caso abbastanza clamoroso di ideologia internettiana perchè non si ammette nemmeno la possibilità che qualcuno, in Cina, possa liberamente sostenere il governo, specie da quei milioni di cinesi che oggi il web possono frequentarlo proprio grazie alle politiche portate avanti negli ultimi decenni da quel governo. Non stupirebbe se fra loro ci fosse qualcuno che pensi che le cose non vadano poi così male; quelli che avrebbero da ridire, probabilmente, non hanno connessioni a banda larga…
    Nell’ideologia internettiana il sistema sociale è molto semplificato: da una parte una ristretta elite che governa controllando le informazioni e tenendo il popolo nell’ignoranza; dall’altra il popolo, tutto bello compatto e monolitico, che grazie alla rete trova i mezzi per resistere e ribellarsi. Già. E in Italia c’è B. con le sue televisioni e la Rete col suo libero flusso di informazioni. Già. E da 1994 a oggi la Rete e il potere di B. sono cresciuti di pari passo, grosso modo.
    Di recente il web cinese si è mobilitato su una causa che gli stava a cuore e costretto il governo a rimangiarsi una sua impopolare decisione. Tibet? Dissidenti? Povertà rurale? No, il fatto che Pechino voleva limitare il numero di copie di Avatar in circolazione…
    Nel 1898 le strade di Urss e Cina Popolare si divisero. In una vinse la libertà e adesso c’è Putin; nell’altra vinse la repressione e oggi ci sono molto meno poveri di prima…
    Inoltre, sempre nell’ideologia internettiana come viene proposta senza essere stata molto pensata, il Potere su scala mondiale sempre più viene a configurarsi come in mano alla Cina che censura Internet, alleata di Corea del Nord, Iran e simili, mentre la causa della libertà, della giustizia e dei diritti umani viene presa dagli Usa e dagli altri paesi ricchi che, fino a qualche tempo fa sembravano entusiasti di come andavano le cose. Si vedeva l’espansione della Rete come prima fase all’espansione della libertà, perchè si sa, information – like capital – wants to be free, e infatti si parlava molto del problema del ‘digital divide’, un abisso da colmare per non ‘lasciare indietro’ i poveri… Ora che pare che il piano si sia rivelato non del tutto perfetto e che magari ci starebbe bene un riesame, no, i fedeli intensificano la fede e raddoppiano gli sforzi – la banda larga ci libererà tutti, da B. come dai cinesi…

    • jan reister il 31 marzo 2010 alle 15:47

      Sascha scrive:

      sul finale, arrivano i commentatori pagati dal governo e definiti sprezzantemente l’Esercito dei 50 cents da parte degli internauti cinesi che hanno i soldi e il tempo libero per frequentare Internet a loro comodo.
      Mi pare un caso abbastanza clamoroso di ideologia internettiana perchè non si ammette nemmeno la possibilità che qualcuno, in Cina, possa liberamente sostenere il governo,

      Il “partito dei 50 cent” (detto anche dei “critici della rete”) è un fatto documentato di intervento mercenario e politicamente diretto nelle discussioni in rete, affiancato da altrettanto documentate tecniche di manipolazione, minacce e censura. Vedi ad esempio le fonti citate in http://en.wikipedia.org/wiki/50_Cent_Party e (se leggi il cinese) in http://zh.wikipedia.org/wiki/%E7%BD%91%E7%BB%9C%E8%AF%84%E8%AE%BA%E5%91%98

      La società cinese è complessa, ricca e multiforme: chi sostiene il governo, chi lo rigetta in toto, chi ne critica alcuni aspetti. Le posizioni politiche sono molto varie, pure il sostegno al governo su certi temi (unità nazionale, crescita economica) non implica la rinuncia alla critica su altri (protezione ambientale, diritto del lavoro, welfare, libertà di espressione, corruzione, diritti civili). La denuncia dei “critici in rete” a gettone è rivolta proprio contro quella manipolazione (moralmente perdente) della discussione nella sfera pubblica, che fa dell’opinione non ortodossa un avversario da distruggere con ogni mezzo, anziché un interlocutore con cui confrontarsi.

      Su una miriade di temi i netizen cinesi hanno opinioni marcate e sorprendentemente diverse da quello che in Italia potremmo immaginare: Tibet e Xinjang (sono parte della Nazione, i movimenti indipendentisti e separatisti non sono da appoggiare), pena di morte (necessità di leggi severe per mantenere l’ordine), democrazia ed elezioni (difficile applicare artificialmente in Cina modi organizzativi lontani dalla realtà cinese).

      Persino il manifesto dei netizen sul caso Google-Cina, che ti invito a leggere attentamente, parte da posizioni indipendenti e originali rispetto a Google: supporto della censura, appoggio allo stato di diritto ed alle leggi in vigore:

      http://cinesate.it/?p=191
      http://punto-informatico.it/2838800/PI/Lettere/speciale-cara-google-cara-cina.aspx
      http://cinesate.it/?p=201

      Per questi motivi, quando scrivi “ideologia internettiana” credo che tu cada in una posizione pregiudiziale che è speculare a quella che critichi, se ho ben compreso il tuo discorso.

  7. Sascha il 31 marzo 2010 alle 20:17

    Infatti queste sono le informazioni che ho anch’io. Ci vuole cautela a parlare di un paese di cui non solo non so la lingua ma so che relativamente pochi occidentali la sanno; inoltre la Cina è un paese ‘esotico’ che più di molti altri ha alimentato fantasie filosofiche e ideologiche.
    Non negavo l’esistenza di persone pagate per sostenere la politica governativa, del resto quello cinese è un governo autoritario, non si discute. Solo noto che nelle discussioni sui media, old e new, la Cina viene semplificata sulle linee del modello ‘totalitario’ e dell’ideologia internettiana che postula la dicotomia rigida fra governo-cattivo e popolo-buono mentre, appunto, la situazione è ben più varia e complessa.
    Molti intellettuali della rete e moltissimi repezzini della Rete sottoscrivono delle teorie che scambiano per fatti, per esempio la centralità dell’informazione nella gestione del potere, ignorando che esistano altri possibili modelli di spiegazione, quali il monopolio della violenza, la divisione della proprietà, la riduzione della complessità etc etc. Così credono davvero che, liberando l’informazione, il potere autoritario sia destinato a crollare (visto come ha funzionato bene in Russia?) e così finiscono per interpretare realtà complesse come la Cina attraverso schemini da asilo. La Rete complica tutto ma semplifica le idee che è un piacere…

    • jan reister il 14 maggio 2010 alle 14:54

      Sulla questione del ‘partito dei 50 centesimi’ (commentatori e blogger prezzolati dal governo cinese) segnalo questa interessante intervista a Wu Hao, capo dell’Uffico per la Propaganda dello Yunnan, al centro di un recente episodio di contestazione:

      Wu Hao e la propaganda 2.0 di Tommaso Facchini.

      Il blog Cineresie da cui è tratto è un prezioso osservatorio italocinese sulla società civile in Cina.

  8. aditus il 1 aprile 2010 alle 11:12

    jan reister scrive: “su Nazione Indiana abbiamo piena autonomia editoriale nel decidere cosa pubblicare e quale genere di clima (aperto, intelleggibile, civile) vogliamo cresca nelle discussioni dei commenti”.

    A parte il fatto che si scrive intelligibile, ma il ragionamento in sé ha qualcosa che non va. Come si può pensare di poter far conseguire, in via diretta, dalla piena autonomia editoriale il genere di clima dei thread? Ognuno deve avere il clima che si è meritato con la propria direzione editoriale, mica lo può modellare a mo’ di parrucca. Il tipo di clima si può formare così solo per via indiretta. E siccome i conti tornano sempre, ecco che il “controllo” dei commenti ha comunque, indirettamente, il suo bel prodottino: un sottile tenace e carsico malumore (vedi i censurati di cui Angelini si fa, sopra, rappresentante).

  9. alcor il 1 aprile 2010 alle 11:36

    @ aditus, sempre che sia aditus, ché non vedo la scritta azzurrina

    fatti un giro in rete e vedrai che i pedanti che si insellano al minimo refuso, non sono mai i commentatori più interessanti, se sei davvero tu, mio caro, non fare l’acido correttore di bozze, scrivici uno dei tuoi raccontini, piuttosto

    se invece di scrivere “A parte il fatto che si scrive intelligibile”, avessi scritto “Guarda Jan che ti è sfuggita una b in più,” mi saresti stato più simpatico.
    Riicordati che ti ho promesso una fotocopia di Broch, potrei cambiare idea:-)

  10. aditus il 1 aprile 2010 alle 12:05

    Ammetto e chiedo venia per l’arroganza – colpa dell’età? – sul doppio refuso (se di refuso si tratta), ma quello stava a parte, come dicevo. A me interessava riflettere sul ragionamento di Reister.

  11. aditus il 1 aprile 2010 alle 12:08

    Ma pure con quello – una volta rilevati i fatti – non si va a parare da nessuna parte.
    Meglio andare a scrivere la tesi, altro che raccontini ;-)

  12. alcor il 1 aprile 2010 alle 12:28

    e vada allora per la fotocopia, ma il refuso non era doppio, vale solo per la b.

  13. aditus il 1 aprile 2010 alle 12:32

    non che io voglia continuare sul refuso, ma perché la “b”?: intelleggibile –> intelligibile

  14. alcor il 1 aprile 2010 alle 12:54

    scusa, sì, la g, ma non la e

    vedi? la gente ha fretta e si sbaglia, ha fretta perché il tempo è poco, bisogna impiegarlo così? ti pare sensato?

    però giuro che appena fondo una casa editrice ti assumo come correttore di bozze

  15. aditus il 1 aprile 2010 alle 13:23

    Hai pienamente ragione, una gran perdita di tempo

    (se è per i prossimi 2/3 anni accetto da subito il lavoro).

  16. georgia il 1 aprile 2010 alle 20:52

    quando uno sbaglia correggendo è la prova che dio esiste ;-)
    buona pasqua a tutti

  17. aditus il 1 aprile 2010 alle 22:17

    Chiudo la giornata con questa riflessione. S’è finiti a parlare del refuso (@georgia, non ho colto lo “sbagliare correggendo”, ma fa niente), che era una battuta arrogante ma en passant, mentre la questione sostanziale la si è ignorata (ché volendo su quella il tempo non era certo da perdere… eppure è passato, il tempo, invano). Forse il problema l’ho visto solo io, eppure mi pare grosso come una nazione.
    Buona pasqua a chi va a messa, buon ferie a tutti gli altri

  18. georgia il 1 aprile 2010 alle 23:08

    perchè buona pasqua a chi va messa? :-)))))
    pasqua è una delle parole più antiche la sua radice vuole dire, da sempre semplicemente festa (di primavera), passaggio, rinascita … che c’entra SOLO la messa cristiana che c’è relativamente da poco tempo? boh …ora sta a vedere che non devono esistere più neppure le feste, ma solo le ferie ;-)



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