Photoshoperò#59-deslangua-effeffe-Anna Costalonga

8 maggio 2010
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10 Responses to Photoshoperò#59-deslangua-effeffe-Anna Costalonga

  1. sparz il 8 maggio 2010 alle 10:20

    questo è proprio bellissimo, fra’, na babele de speranza, così. Grazie.

  2. sergio garufi il 8 maggio 2010 alle 12:52

    certe volte, come in questo caso, vien voglia di non scrivere nulla, non aggiungere niente, fare come su facebook, cliccare “mi piace”.

  3. natàlia castaldi il 8 maggio 2010 alle 13:31

    -i parla i stòlega i urla al ventro
    parole inutili e senza senso.

    – nun chiagner (..)
    que ahora t’habita el mundo et te
    veste d’ogni cosa

    (na Babel d’esperanza (?)
    sol un còr foresto pol consolar un còr foresto)

    delicatissimo dialogo.

  4. pasquale vitagliano il 8 maggio 2010 alle 14:10

    Non ho parole. Yes, I know my way…

  5. véronique vergé il 8 maggio 2010 alle 17:10

    In quella lengua sogni? Fuga poetica. La valigia delle parole. La frontiera in una linea di bosco, un bosco di madre lingua, dentro il vento dove si ascoltano le voci della terra natale, mai perdute e dietro le voci di quelli che partono, danza delle ombre cha hanno lasciato la terra, l’ombra dell’amore e cercano un riparo. Non c’è riparo per la lingua amata, per i volti dell”infanzia, non c’è riparo per l’amore, non c’è riparo contro l’esilio e l’abbandono, non c’è riparo in un amore fatto tra due lingue, non c’è riparo per queste parole di Anna Costalonga e di Francesco Forlani, siamo ombra nuda.

  6. véronique vergé il 8 maggio 2010 alle 17:38

    In quella lingua sono? Identità da svelare. Papiers come si dice. Frontiera linea irragiungibile. C’è montagne sorde. Il corpo immobile pensa a una lingua a parte. Partire è a volte impossibile, cielo si trasloca e sei in prigione, fermo aspettando un treno, il cielo si trasloca.

    Questo post mi ha fatto pensare a tutti che hanno il desiderio di partire e rimangono sul binario, senza potere valicare la frontiera.

  7. Salvatore D'Angelo il 8 maggio 2010 alle 19:51

    Ci sono momenti che la poesia ti prende a tradimento e t’ invade con grande tenerezza, come un balsamo che consola sì, ma non è consolatorio, perchè ti dà slancio di vita e intelligenza per la vita e per le cose. Ecco, questo photoshoperò è uno di quei momenti. di bellezza assoluta. Ha ragione Garufi. vien voglia di tacere e ascoltare e rivedere riascoltare. Che lingua meravigliosa! Straordinari Anna e Francesco, davvero bravi. Una lengua empotlatchada (Te li ricordi, Francé, i Potlatch 80?) e solo un cor foresto pol consolar un cor foresto ..com’è vero!. Sì, davvero, una bella lingua , e che LINGUAGGIO! Bravissimi.

  8. Paolo Pedrazzi il 10 maggio 2010 alle 07:56

    Concordo su tutta la linea. Bellezza assoluta e delicatezza e contaminazione che è quello che dovremmo cercare in anni come questi di crisi e talk show: silenzio, ascolto e lasciarsi contaminare.

  9. Carlo Capone il 10 maggio 2010 alle 13:25

    Via Chiavicone. Son morto.

  10. carmine vitale il 12 maggio 2010 alle 22:56

    new frontier!!!!
    abbraccio
    c.



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