Alfa Zeta: d come donne

26 settembre 2010
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Nuova puntata di Alfa Zeta per Alfabeta2.
qui, le puntate precedenti.

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4 Responses to Alfa Zeta: d come donne

  1. carmelo il 27 settembre 2010 alle 11:03

    A una passante

    Ero per strada, in mezzo al suo clamore.

    Esile e alta, in lutto, maestà di dolore,

    una donna è passata. Con un gesto sovrano

    l’orlo della sua veste sollevò con la mano.

    Era agile e fiera, le sue gambe eran quelle

    d’una scultura antica. Ossesso, istupidito,

    bevevo nei suoi occhi vividi di tempesta

    la dolcezza che incanta e il piacere che uccide.

    Un lampo.. e poi il buio! – Bellezza fuggitiva

    che con un solo sguardo m’hai chiamato da morte,

    non ti vedrò più dunque che al di là della vita,

    che altrove, là, lontano – e tardi, e forse mai?

    Tu ignori dove vado, io dove sei sparita;

    so che t’avrei amata, e so che tu lo sai!

  2. véronique vergé il 27 settembre 2010 alle 20:25

    Francesco,

    Lo splendore, la delicatezza,
    il fuggitivo,

    Una grazia.

  3. Bolano e altre letture il 27 settembre 2010 alle 21:31

    un esperimento interessante…

    una ricerca poetica che si interroga sul mezzo e sul linguaggio del mezzo senza rinunciare alla qualità estetica…

  4. véronique vergé il 28 settembre 2010 alle 08:23

    Per tornare al post di Francesco,
    penso che l’implicite sia molto più ricco
    dal senso primo.
    Ho visto uno scontro tra la publicità e la magnifica
    poesia di Baudelaire,
    da quale parte si evoca la bellezza delle donne?



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