Articolo precedentePoesia di strada XIII edizione
Articolo successivoApriti Costantinopoli!

Flusso

[immagine tratta da qui]

Flusso n° 4 (o Il canto della disperazione quotidiana nel Reparto di Rianimazione-Terapia intensiva coronarica)

di Alberto Figliolia

la situazione deve precipitare perché si aggiusti
al cielo aperto e azzurro succedono le nubi e non c’è coerenza in quest’alternarsi
ogni giorno conto una serie di incidenti esistenziali
anche a me ne capitano di frequente
e non è meglio che uno scontro fra motorini con guidatori invisibili e feriti veri
so che mio padre non vivrà per sempre
e lo stesso accadrà a mia madre
accanto al genitore in ospedale c’è una signorina smemorata di 94 anni
un fiorellino senza denti e con un rosario di rughe
un vezzoso foulard sul capo biondoviolaceo e forse una verginità non voluta
dove porteranno tutti quei tubi attaccati al corpo del mio primigenio?
da qualche parte è ovvio ma non so dove
di certo non s’arrestano alle sacche amniotiche cui parrebbero collegati
e i monitor balzano con grafici spezzati e linee verdi
sullo sfondo della notte dei tempi
quella notte che non aveva tempo
perché ancora noi uomini non l’avevamo inventato o forse soltanto invitato
(29 settembre 1941 Massacro di Baby Yar/1944 Strage di Marzabotto)
il camice bianco dei dottori si staglia sulla faglia dell’ospedale
il punto zero di un Big One qualsivoglia
però barcollo al responso sibillino che proviene da ignota fonte
nell’anonima stanzetta con divanetto color ocra consunto e due sedie verdi sbriciolate
eppure io lo scrissi già prima di saperlo
ibis redibis non morieris in bello
fra fumi sapienti agnizioni antiche e voci di dei chiamati per errore
ma non vi è alcun caso nell’errore
ogni errore è anzi senziente e pur voluto
come mai te l’aspetteresti
e la condanna al silenzio non è provvisoria
lo sterco del pensiero
ho sentito dire da una poetessa di cui non ricordo il nome né il cognome
un’ultima sera trascorsa fra le stelle chiuse nel giardino prima di
al veleno io invece avrei pensato ma anche se l’avessi pensato non l’avrei pronunciato (solo scritto)
sì sì sì la situazione deve precipitare perché si aggiusti

Print Friendly, PDF & Email

1 commento

  1. ci sono passaggi molto buoni, ma nel complesso resto perplessa nelle volute sospensioni. Credo sia parte di un lavoro più vasto, probabilmente andrebbe (ri)vista in un insieme. Ciò che mi preme comunque sottolineare è che l’angoscia arriva, perfettamente.

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

La penna nei guantoni. Per lasciare un segno in quattro domande

Terzo e ultimo intervento tra Federica Guglielmini (FG) e Dome Bulfaro (DB) per valorizzare la boxe e riflettere sulla boxe. Dopo i loro due rispettivi articoli monografici il terzo e ultimo intervento avviene in forma di gioco

Gaia Ginevra Giorgi: “di una specie che ho tradito”

    Ospito qui alcuni estratti del libro L'animale nella fossa di Gaia Ginevra Giorgi, pubblicato da Miraggi Edizioni. ***   il mio mestiere...

I nati di contro

di Giorgiomaria Cornelio
«Lepri a buchi, ganimedi, bestie torte, femmine / con ruggine: questo eravamo»

Virgilio Sieni: Danza Cieca

    Per Cronopio è stato pubblicato Danza Cieca di Virgilio Sieni, raccolta di riflessioni «sull'esperienza fisica, estetica ed emozionale vissuta nella...

Essere italiani, essere pugili, essere umani (secondo round)

di Federica Guglielmini
Eccomi dentro una Nazione Indiana, che si trasforma in un ring, luogo di incontro per tutti noi. Accorciamo le distanze fra il pugilato e gli italiani, allontaniamo i pregiudizi attraverso una verità storica e contemporanea. Qui e ora.

Francesco Iannone: il mestiere della cenere

È uscita per peQuod la raccolta poetica Prima opera del gesto di Francesco Iannone. Ospito qui alcuni estratti dal libro,...
gianni biondillo
GIANNI BIONDILLO (Milano, 1966), camminatore, scrittore e architetto pubblica per Guanda dal 2004. Come autore e saggista s’è occupato di narrativa di genere, psicogeografia, architettura, viaggi, eros, fiabe. Nel 2011 il romanzo noir I materiali del killer ha vinto il Premio Scerbanenco. Nel 2018 il romanzo storico Come sugli alberi le foglie ha vinto il Premio Bergamo. Scrive per il cinema, il teatro e la televisione. È tradotto in varie lingue europee.
Print Friendly, PDF & Email
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: