Notebook: Francesco Bearzatti

3 novembre 2010
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Conosco Marion Piras e la sua agenzia Inclinaisons dalla nascita della mia rivista Sud. In occasione del numero zero organizzammo infatti dei concerti presentazioni con Louis Sclavis, e il suo Napoli’s walls, a Procida e a Napoli. in occasione della presentazione ai giardini di Elsa Morante, vedere Louis al clarinetto duettare prima con Giuliano Mesa e poi Biagio Cepollaro è stata una delle esperienze più intense che mi siano mai capitate. Le ho così chiesto di farci raccontare dal sassofonista Francesco Bearzatti questa nuova creazione. A voi. effeffe

Malcolm semper Malcolm. Così recita una composizione di Archie Sheep ed è con Archie Sheep che ho visto per la prima volta Malcolm X in foto. Non ricordo più in quale enciclopedia del jazz o altro ma ricordo di esserne rimasto terribilmente colpito. Correvano gli infuocati anni ’60 e quei due personaggi fotografati assieme rappresentavano il coraggio, l’intelligenza, la rabbia e la potenza di quel movimento che stava per incendiare i ghetti neri e le strade di un paese democratico solo in apparenza.


La maggior parte dei miei eroi musicali jazz sono afroamericani e hanno vissuto o vivono tuttora negli Stati Uniti. Di loro ho collezionato dischi, foto e biografie e proprio in queste ultime ho imparato che per loro fino a pochi anni fa c’erano solo alberghi, ristoranti, posti, autobus, bagni, fontane per “coloured”, per non parlare dei posti di lavoro o di opportunità sociali , di umiliazioni e di tutto il resto. Tutto ciò mi ha spinto a voler conoscere meglio la figura di Malcolm X, il leader più controverso del movimento per i diritti degli afroamericani. Leggere la sua autobiografia è stata conferma e scoperta al tempo stesso. Ha significato andare per la prima volta nel cuore del problema e parallelamente vivere in prima persona l’uomo con le sue gioie e i suoi dolori: l’ emozione e’ stata fortissima!

Per continuare l’avventura intrapresa con il quartetto Tinissima, mi è sembrato naturale scegliere Malcolm X.
Tinissima nasce infatti con l’intento di celebrare in musica personaggi che hanno maggiormente colpito la mia fantasia e che nella storia dell’umanità si sono fatti portavoce di diritti negati. Sul palco siamo quattro, ma in realtà Tinissima è formata da sei persone. Il primo ad unirsi al tetto è stato Antonio Vanni, con lui il progetto dedicato a Tina Modotti ha preso la via della multimedialità; sue sono le proiezioni video dal vivo. Ma Antonio è anche il primo sostenitore di ogni mio delirio creativo. In lui trovo sempre un interlocutore attento e stimolante e quando gli ho manifestato l’intenzione di arricchire la suite for MX con delle tavole originali ha suggerito immediatamente Francesco Chiacchio.
In quel momento avevo in testa solo la struttura della suite e qualche abbozzo musicale, ma sono bastati per far si che qualche mese dopo Francesco si presentasse a un nostro concerto con l’ immancabile Antonio e una serie di tavole di una bellezza e profondità sconvolgente. I disegni di Chiacchio sono stati lo stimolo per andare avanti, il propellente ideale per terminare il lavoro con la massima concentrazione e ispirazione. La bravura e l’affiatamento dei musicisti hanno fatto tutto il resto…et voilà
Inviato da iPhone
“Tinissima” è, sono
Francesco Bearzatti: sax, clarinet.
Giovanni Falzone: trumpet.
Danilo Gallo: bass.
Zeno de Rossi: drums.

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4 Responses to Notebook: Francesco Bearzatti

  1. véronique vergé il 3 novembre 2010 alle 18:39

    Questa musica splendide mi fa venire in mente l’immagine di fiumi, di batelli, una città mai vista, foreste di mogani. La musica parla di nostalgia, ma brilla di gioia, è una musica di circolazione nel cuore, di sentimenti, grandi girasoli. E’ l’esplosione della speranza, il desiderio di vivere.

    Grazie mille per questo momento.

    Credo, effeffe, che una volta avevi fatto un post magnifico su Sclavis.
    Ecco la musica a Napoli raggiunge la sua sorella africoamericana,
    attraversata di speranza e di talento.

  2. gianni biondillo il 4 novembre 2010 alle 00:05

    Yeah!

  3. effeffe il 4 novembre 2010 alle 09:07

    clapt your hands! effeffe

  4. sergio pasquandrea il 5 novembre 2010 alle 11:52

    il più bel disco jazz italiano del 2010. senza dubbio e senza paragoni.

    (per inciso, sono almeno 7-8 anni che bearzatti infila dischi stupendi uno dopo l’altro, senza sbagliarne uno).



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