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Due poesie da “Quattro quaderni”

di Giuliano Mesa

è come se andarsene non fosse che questo,
questo restare, e fare ancora un gesto
(è come se dirlo fosse soltanto vero,
e non più vero, ancora, del non dirlo)

e poi quello che manca mancherà
e ciò che è è ciò che ormai è stato
(e parlane, mio amore, dinne ancora,
fa che sia vero ancora)

(penso ad un giorno, pensando ancora
a chiudermi gli occhi, finché c’è luce,
a premere ancora, sulla tempia, il nervo che pulsa)

(pensa che vuoi pensare,
fino a quel buio,
fino alla luce, infine, che scompare)

*

cosa frammischia –
cenere (sempre cenere)
e vento (sempre, da sempre)
se non il vuoto, Lucrezio,
il vuoto –
lì possiamo costruire, c’è spazio,
per fare un’orma
e fare un segno di passaggio
(noi siamo, passeggeri,
come argini,
muschi sulla sponda del fossato,
chiocciole ciottoli lucertole
e questo è molto,
a farsene una ragione,
è molto tempo, e spazio,
molta necessità)

*

[Non conosco neppure più una poesia, per intero, a memoria: né Leopardi né Pascoli né Montale. Eppure queste due poesie di Giuliano Mesa, queste due almeno, vorrei impararle a memoria, affinché mi restino in mente una volta per sempre, anche quando non ricorderò più le sue parole, le sue battute, quando la sua mimica e il tono di voce, sottile e dolce, si offuscheranno. A. I.]

23 Commenti

  1. un grandissimo poeta. ma perchè questo strano silenzio sulle cause della sua triste dipartita? scusate

  2. Ciao Giuliano, irto amico, conosciuto tanti anni fa proprio a casa di Andrea Inglese. sttl. Franco

  3. “Quattro quaderni” e’ uno dei piu’ grandi libri di poesie italiana del Novecento. Da leggere tutto d’un fiato.

    Trattenere le lacrime di fronte a questi testi e’ quasi impossibile, anche quando la brutta notizia non giunge inaspettata.

  4. non so perché, stavo rileggendo i quaderni proprio in questi giorni. amo questo libro. poi ho letto di Giuliano Mesa. Un grande poeta. mi spiace non averlo potuto conoscere di persona.

    e dopo questo suono, dopo,
    dopo torna
    come se nulla fosse, suona,
    suona ancora

  5. a aldo,

    non ti viene in mente che, forse, il silenzio sulle circostanze della morte di Giuliano siano dovute al pudore degli amici che non hanno cosi’ tanta voglia di rendere pubblici dettagli relativi alla sua vita privata? Giuliano è scomparso precocemente a causa di un tumore. Una morte triste e molto comune, per una persone che davvero non ha avuto una vita comune.

  6. (di una vita non rimane quasi niente
    e quello che rimane, spesso, non è vero)
    (prendi a misura, adesso, com’è il rumore,
    fuori della notte)

    (di più falso non c’è nulla
    che il voler dire il vero)
    (è vero questo approssimarsi.
    è vero che a qualcosa, sempre,
    noi ci approssimiamo
    – anzi, ci avviciniamo,
    che suona meglio,
    ed è meglio di niente)

  7. Giuliano Mesa a Genova, anno 2002: in poesia si cerca «di dire delle cose che si possono dire soltanto così perché c’è il suono, c’è il ritmo, c’è questa sintassi. Allora adesso questo stesso oracolo lo leggerò io e poi ve lo farò sentire insieme alla musica». «Io – Tiresia» è scomparso nell’agosto 2011: chi resta riceve il cómpito di «non predire il futuro ma il passato».

    http://rebstein.files.wordpress.com/2011/08/giuliano-mesa-interazioni-genova-2002.pdf

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Andrea Inglese (1967) originario di Milano, vive nei pressi di Parigi. È uno scrittore e traduttore. È stato docente di filosofia e storia al liceo e ha insegnato per alcuni anni letteratura e lingua italiana all’Università di Paris III. Ora insegna in scuole d’architettura a Parigi e Versailles. Poesia Prove d’inconsistenza, in VI Quaderno italiano, Marcos y Marcos, 1998. Inventari, Zona 2001; finalista Premio Delfini 2001. La distrazione, Luca Sossella, 2008; premio Montano 2009. Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato, Italic Pequod, 2013. La grande anitra, Oèdipus, 2013. Un’autoantologia Poesie e prose 1998-2016, collana Autoriale, Dot.Com Press, 2017. Prose Prati, in Prosa in prosa, volume collettivo, Le Lettere, 2009; Tic edizioni, 2020. Quando Kubrick inventò la fantascienza. 4 capricci su 2001, Camera Verde, 2011. Commiato da Andromeda, Valigie Rosse, 2011 (Premio Ciampi, 2011). I miei pezzi, in Ex.it Materiali fuori contesto, volume collettivo, La Colornese – Tielleci, 2013. Ollivud, Prufrock spa, 2018. Romanzi Parigi è un desiderio, Ponte Alle Grazie, 2016; finalista Premio Napoli 2017, Premio Bridge 2017. La vita adulta, Ponte Alle Grazie, 2021. Saggistica L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo, Dipartimento di Linguistica e Letterature comparate, Università di Cassino, 2003. La confusione è ancella della menzogna, edizione digitale, Quintadicopertina, 2012. La civiltà idiota. Saggi militanti, Valigie Rosse, 2018. Con Paolo Giovannetti ha curato il volume collettivo Teoria & poesia, Biblion, 2018. Traduzioni Jean-Jacques Viton, Il commento definitivo. Poesie 1984-2008, Metauro, 2009. È stato redattore delle riviste “Manocometa”, “Allegoria”, del sito GAMMM, della rivista e del sito “Alfabeta2”. È uno dei membri fondatori del blog Nazione Indiana e il curatore del progetto Descrizione del mondo (www.descrizionedelmondo.it), per un’installazione collettiva di testi, suoni & immagini.